Assoro, arroccata sulla ripida collina del Monte Stella nei Monti Erei, a quasi 850 metri di altitudine nel cuore della Sicilia. Conserva un centro medievale ben preservato, erede di una città abitata fin dall’antichità da popolazioni locali. I suoi principali monumenti — la basilica di San Leone, con la sua cripta paleocristiana e le opere della famiglia Valguarnera, e le rovine del castello, vestigia delle fortificazioni bizantine, arabe e normanne — testimoniano la storia medievale della città. Dalla sommità, il panorama sull’alta piana di Enna consente di osservare il paesaggio modellato da secoli di presenza umana, fino all’Etna.
Luoghi e monumenti di Assoro
Assoro conserva la sua struttura medievale e diversi monumenti, tra cui soprattutto la basilica di San Leone. Questa notevole cattedrale, fondata nel 1186 da Costanza d’Altavilla come cappella reale, fu in parte ricostruita dopo il terremoto del 1693.
Rappresenta un significativo esempio di esterno gotico-catalano con murature di influsso arabo e normanno, arricchito da elementi rinascimentali visibili nelle aperture e nelle finestre, e da decorazioni barocche soprattutto all’interno. Il portale principale è ad arco ogivale con una porta in bronzo lavorata. L’edificio presenta una pianta a croce latina con tre navate separate da eleganti colonne tortili, un transetto rialzato con tre absidi, sormontate da una copertura lignea a capriate e volte a costoloni a ventaglio. L’interno è articolato in cappelle laterali, altari dei secoli XVII-XVIII, stucchi decorativi e rilievi in bassorilievo.
La cona di Gagini (1515) occupa il catino absidale e raffigura i tre regni dell’Aldilà: Inferno, Purgatorio e Cristo risorto, circondati dagli stemmi della città e della famiglia Valguarnera, con festoni, simboli dei quattro evangelisti e putti decorativi. Le nicchie laterali ospitano statue di santi, tra cui San Leone Vescovo, San Leone II, San Benedetto da Norcia e San Placido, mentre la statua centrale è la Vergine “Libera Inferni”, che tiene una melagrana simbolo delle grazie concesse ai vivi e ai defunti.
Sono presenti anche un’acquasantiera e un fonte battesimale di Antonello Gagini (XVI secolo), quattro sarcofagi della famiglia Valguarnera datati circa 1511-1513, una croce in argento di Vincenzo Archifel (XVI secolo), oltre a un portale in bronzo. Sotto l’edificio, una cripta paleocristiana testimonia l’antichità del sito.
L’elegante Palazzo della Signoria, costruito nel 1492 dalla famiglia Valguarnera, è un bell’esempio di architettura catalana, con balconi finemente scolpiti. Fu ampliato nel XVI secolo in stile barocco. Un passaggio ad arco collega questo palazzo alla basilica di San Leone.
I resti del castello di Assoro si ergono su uno sperone roccioso. Formando un poligono irregolare, le mura si raccordano a una torre circolare; una cinta secondaria e alcuni ambienti sono scavati nella roccia. La sua origine potrebbe essere bizantina, e fu conquistato dagli Arabi nel 939. Dopo il periodo normanno, il feudo passò, nel 1397, ai Valguarnera, prima di essere progressivamente abbandonato. Il panorama sui monti Erei è notevole.
La bella chiesa di Santa Maria degli Angeli e il suo convento furono edificati nel 1622 dai Padri Francescani riformati, integrando l’antica chiesa di Santa Margherita. È preceduta da una scalinata monumentale sormontata da una croce in pietra realizzata a partire da monoliti scolpiti nella cisterna del chiostro. L’interno, con decorazioni barocche dipinte, presenta affreschi del 1754.
L’ex Badia di Santa Chiara apparteneva a un monastero fondato tra il XV e il XVI secolo, costruito dai Valguarnera su un antico sito paleocristiano. Presenta una navata unica in pietra, un tetto in legno con struttura a vista e una loggia-cantoria tipica dei conventi della sua epoca.
La chiesa dello Spirito Santo risalirebbe al XIII secolo, con un portico esterno e un portale gotico.
Della chiesa di Santa Caterina, risalente al XII secolo, restano solo il campanile e rovine che testimoniano le trasformazioni medievali. Nelle vicinanze rimangono anche, della chiesa di San Biagio del XVII secolo, alcuni resti con il campanile.

Panorama da Piazza Guglielmo Marconi 
Piazza Umberto I 
Panorama su Assoro dalla piazza Umberto I 
Terrazza di Santa Maria degli Angeli 
Chiesa di Santo Spirito 
Rovine di San Caterina 
Via Panoramica, castello: verso Agira ed Etna 
Via Panoramica, castello: verso Agira ed Etna 
Via Panoramica, castello: verso Agira ed Etna 
Via Panoramica, castello: verso Agira ed Etna
Panoramica storica di Assoro
Secondo lo storico Apollodoro di Atene (II secolo a.C.), la città di Assorus avrebbe riunito tre popoli antichi distinti: i Sicani, i Siculi e gli Elimi. Sarebbe rimasta indipendente durante il periodo di dominio greco sull’isola, conservando una marcata identità locale. Sono stati rinvenuti diversi tipi di monete, in particolare bronzi con un’iconografia stabile, propria della città.
Assorus era inoltre nota per il culto di Apollo, il cui santuario occupava un ruolo importante nella vita religiosa sicula. I racconti di Diodoro indicano che rimase fedele ai Romani durante la Seconda Guerra Punica, fedeltà grazie alla quale ottenne alcuni vantaggi fiscali. Cicerone la cita esplicitamente come civitas immunis. A differenza di altre comunità della Sicilia, attraversa senza distruzioni rilevanti le crisi della tarda età romana, il che le consente di mantenere una continuità di occupazione rara sul suo altopiano.
Nella tarda antichità e sotto i Bizantini, Assoro rimane un punto fortificato stabile all’interno della rete difensiva interna dell’isola. L’epoca islamica segna una riorganizzazione del suo territorio agricolo, con l’introduzione di sistemi idraulici e la sistemazione di terrazzamenti adattati ai pendii del monte. Con la conquista normanna, il sito acquisisce un ruolo strategico nel controllo dell’alta pianura di Enna, e la sua occupazione continua fino al Medioevo testimonia un insediamento duraturo, modellato dai poteri successivi che ne hanno sfruttato sia la posizione elevata sia le risorse circostanti.
Dove si trova Assoro: mappa
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