Giro della più grande isola del Mediterraneo

Caltagirone

Nota da tempo per la sua produzione di ceramiche, Caltagirone si è specializzata col tempo nella ceramica artistica e nella scultura in terracotta. Le altre sue attività sono principalmente legate all’agricoltura, con viti, olivi e pesche.

Città di media dimensione con circa 37.500 abitanti, nel suo affascinante centro di origine medievale si possono vedere bellissime facciate barocche. Ma la città è particolarmente nota per la sua abbondanza di colori e ceramiche che si possono trovare ovunque, dalle piccole strade ai grandi viali.

caltagirone_773L’attrazione principale della città è la scalinata con 142 gradini di Santa Maria del Monte, costruita nel 1608 nella parte antica della città, dove ogni gradino è decorato con diverse ceramiche fatte a mano.
Una volta all’anno, in occasione della festa del patrono della città (San Giacomo, il 25 luglio), la scalinata viene illuminata con candele colorate disposte a formare un grande disegno.

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Elementi storici

Il suo nome deriva dall’arabo Qalaat-al-Ghiran (“la collina delle giare”).
Il sito è stato abitato sin dalla preistoria, come testimoniano, tra le altre, due necropoli del II millennio a.C.
Successivamente fu popolata dai Siculi, prima dell’occupazione romana.

Durante l’occupazione della Sicilia, gli arabi costruirono qui un castello e svilupparono la produzione di ceramiche, utilizzando l’argilla e il legno locali per alimentare i forni. Hanno anche lasciato molte tracce nel dialetto locale.
Successivamente la città prosperò sotto i Normanni e gli Hohenstaufen, diventando rinomata per le sue ceramiche.

Fu nel XV-XVII secolo che la città conobbe il suo periodo d’oro, dove si arricchì di chiese, collegi e conventi, l’università dei Gesuiti e un ospedale.

Quasi completamente distrutta dal terremoto del 1693, molti edifici sono stati ricostruiti in stile barocco e Caltagirone è stata iscritta sulla lista dei patrimoni dell’Unesco con altre città della regione come Noto.
Con la ricostruzione, l’arte della ceramica fiorì con nuove produzioni e decorazioni, vasi, bacini, decorazioni architettoniche, maioliche o altro. Poi, a partire dal XIX secolo, fiorì la produzione di statuine, come i presepi.

Nel corso della storia si sono insediate nella città diverse comunità che ne hanno segnato lo sviluppo, come genovesi, catalani, amalfitani ed ebrei.

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