A causa del terribile terremoto del 1908, molte opere d’arte ed edifici costruiti a Messina nel corso dei secoli sono scomparsi.
Ma la città conserva ancora diversi esempi monumentali notevoli.
L’intero centro storico fu ricostruito dopo il disastro e, poco a poco, la città ritrovò una nuova vitalità cosmopolita, con popolazioni di origini diverse.

Una giornata a Messina: itinerario

Durante una giornata a Messina, tutto può essere visitato a piedi partendo dal porto. Raggiungendo Piazza Duomo, si scopre la cattedrale ricostruita dopo il sisma, con la sua facciata romanica e soprattutto la celebre torre dell’orologio astronomico. Ogni giorno a mezzogiorno, gli automi si animano: il leone ruggisce, il gallo canta e le campane scandiscono una scena simbolica della storia della città. La prima cattedrale fu consacrata nel 530 e conserva una splendida struttura lignea dipinta e un magnifico mosaico nell’abside. Sulla piazza, la Fontana di Orione del XVI secolo è un capolavoro del barocco siciliano.

Nei dintorni di Piazza Duomo, seguendo il Corso Cavour o la Via Garibaldi, si attraversa il centro ricostruito, punteggiato da edifici neoclassici e caffè vivaci. Alcune chiese meritano una visita: la Chiesa dei Catalani, raro esempio medievale di Messina sopravvissuto ai terremoti, in stile bizantino, oppure la Santa Maria degli Alemanni, di origine teutonica del XIII secolo.
La passeggiata prosegue verso la Via Garibaldi o Piazza Cairoli, vivace centro commerciale, dove si trovano negozi, terrazze e un mercato coperto.
Diversi edifici pubblici meritano una visita, come il neoclassico Palazzo Zanca, la Galleria Vittorio Emanuele III con le sue vetrate e la cupola, il Teatro Vittorio Emanuele II, neoclassico della metà del XIX secolo, oppure la Madonnina del Porto con il Forte San Salvatore. Lungo la passeggiata sul lungomare si scopre la Fontana del Nettuno, altra opera barocca di Messina, e diversi memoriali.
Il Museo Regionale conserva invece reperti archeologici e importanti dipinti (tra cui due opere di Caravaggio), «La Resurrezione di Lazzaro» e «L’Adorazione dei pastori» — oltre a opere di Antonello da Messina e sculture provenienti dagli antichi palazzi distrutti.

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Una seconda giornata a Messina

Se si dispone di più tempo a Messina, si può salire verso le colline che dominano la città: il Santuario di Montalto offre una vista diretta sul porto e sulla Calabria, vicino al Santuario del Cristo Re, con un bel panorama al tramonto.
I mercati di Piazza del Popolo riflettono la vita quotidiana messinese: il mercato biologico della domenica permette di trovare prodotti freschi come verdure, formaggi o miele locale, in un’atmosfera rilassata. Via Don Blasco, più che un grande mercato permanente, riunisce negozi specializzati, botteghe di articoli usati e vintage, e talvolta bancarelle a seconda dei giorni, aggiungendo un tocco locale.
Per una pausa, i caffè del Corso Vittorio Emanuele o le gelaterie del Corso Cavour permettono di osservare la vita portuale godendo della vista sullo stretto.

Si può anche raggiungere Capo Peloro, all’estremità nord-orientale della Sicilia, dove il Mar Ionio incontra il Mar Tirreno. Il piccolo borgo di Ganzirri e i suoi laghi costieri sono noti per gli allevamenti di molluschi e le trattorie di pesce.

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Mappa dei luoghi turistici a Messina

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Cattedrale di Messina

L’edificio più importante di Messina è senza dubbio la sua cattedrale, situata in Piazza Duomo. Fu costruita sotto Giustiniano, trasformata in moschea durante l’occupazione musulmana, ricostruita sotto i normanni di Ruggero I e nuovamente consacrata nel 1197 alla presenza dell’imperatore Enrico VI.
La struttura originaria normanna fu modificata nel corso dei secoli. Dopo un incendio fu progressivamente ricostruita tra il XIV e il XV secolo, ma venne distrutta dal terremoto del 1908. Il restauro negli anni Venti ne ha recuperato la bellezza, riutilizzando alcune delle opere antiche.
Sulla facciata, le finestre risalgono al XV secolo e il magnifico portale con le sue torsioni e decorazioni è attribuito a Polidoro da Caravaggio. Alcune statue, mosaici e monumenti funerari sono notevoli, tra cui la tomba di Guidotto de Tabiatis, arcivescovo di Messina nel XIV secolo.
I mosaici dell’abside sono particolarmente importanti: originariamente risalenti al XIV secolo, raffigurano il Cristo circondato dagli evangelisti e dai santi. La navata è coperta da una splendida struttura lignea decorata.

Campanile e orologio astronomico di Messina

Il magnifico campanile astronomico di Messina misura 90 metri. È decorato a ogni livello della sua facciata con statue allegoriche di leoni, galli, santi, ecc. È l’orologio astronomico più grande al mondo.
Grazie a un complesso meccanismo installato nel 1933, gli automi in bronzo si animano ogni giorno a mezzogiorno, creando uno spettacolo di 12 minuti accompagnato dall’Ave Maria di Schubert.
I personaggi in azione evocano scene della guerra dei Vespri siciliani del 1282 (che oppose i siciliani agli occupanti angioini).
Il Leone in cima rappresenta il popolo siciliano vittorioso su Carlo d’Angiò, Dina e Clarenza sono le eroine di Messina che aiutarono gli uomini a difendere la città, il gallo rappresenta l’esercito franco-papale.
Il planetario rappresenta il sistema solare. È sormontato dalla luna con le sue fasi. Vi sono due calendari, uno delle età, l’altro dei giorni della settimana (in cui le divinità pagane guidano un carro trainato da un animale).
Un angelo indica con una freccia il giorno, il mese e l’anno.

Siti esterni : it.wikipedia.org

Piazza Duomo e Fontana di Orione

Di fronte al campanile della cattedrale, in piazza Duomo, la Fontana di Orione fu costruita nel XVI secolo per celebrare la realizzazione del primo acquedotto della città, commissionata dal comune al fiorentino Giovan Angelo Montorsoli, allievo di Michelangelo. Fu realizzata in marmo di Carrara.
Sulla vasca dodecagonale si trovano le statue che rappresentano Camaro, il Nilo, il Tevere e l’Ebro. In alto, Orione, il mitico fondatore della città, tiene uno scudo con lo stemma di Messina, con ai suoi piedi il cane Sirio. Al di sotto, putti cavalcano delfini.
Tritoni e naiadi sostengono le vasche centrali. Attorno alla vasca inferiore sono scolpite scene delle Metamorfosi di Ovidio.

Siti esterni : it.wikipedia.org

Altre fontane di Messina

In Piazza Unità d’Italia, la Fontana del Nettuno fu scolpita da Montorsoli e completata nel 1557, dove si vede il dio Nettuno, emergere dal mare, brandendo il tridente e guidando i mostri marini incatenati di Cariddi e Scilla che custodiscono ciascuno un lato dello stretto di Messina. Cariddi era una ninfa vorace che viveva nelle acque di Capo Peloro, punita da Giove per aver rubato i buoi di Ercole, mentre Scilla era una bella ninfa di cui Glauco, figlio di Nettuno, si era innamorato. Ma fu trasformata in mostro perché non ricambiava il suo amore.

La Fontana Falconieri in Via Sant’Agostino, del 1842, è una grande fontana ottagonale al centro della quale si trovano quattro mostri marini con teste di uomini, delfini, grifoni e leoni.

Delle quattro fontane che un tempo decoravano l’angolo tra Via Cardines e Via I Settembre, costruite nel XVIII secolo, ne restano due nella strada, mentre le altre due sono conservate al museo regionale. Presentano una vasca circolare con tritoni e mostri marini e sopra gli stemmi imperiali spagnoli e quello della città di Messina.

Siti esterni : it.wikipedia.org

Chiese notevoli del centro storico

Annunziata dei Catalani

Dietro la cattedrale, questa bella chiesa, Santissima Annunziata dei Catalani, era originariamente inserita in una fortezza, costruita tra il XII e il XIII secolo, sulle rovine di un tempio di Nettuno. Inizialmente cappella reale degli Aragonesi, fu venduta nel XV secolo ai mercanti catalani.
È di grande interesse per la città ed è uno dei rari edifici sopravvissuti al disastro del 1908, con un’architettura che combina elementi normanni, bizantini, arabi e romanici tardivi. Presenta tre navate e una cupola centrale.

Santa Maria Alemanna

Dopo la chiesa precedente, Santa Maria degli Alemanni è uno degli edifici religiosi più interessanti di Messina.
Fu fondata nel XIII secolo dai cavalieri teutonici, il cui ordine fu stabilito a Messina da Federico II di Svevia.
È anche uno dei rari esempi di architettura gotica in Sicilia. Le decorazioni dei capitelli medievali sono notevoli, con motivi floreali, figure antropomorfe e mostruose.

Altre chiese di Messina

San Francesco d’Assisi è uno degli edifici religiosi più antichi della città. Edificata nel XIIIe secolo sotto gli Angioini, fu la prima chiesa francescana della Sicilia. Conserva la tomba del re Federico III d’Aragona e, nonostante le distruzioni del 1908, restano le absidi medievali. Fu accuratamente ricostruita negli anni 1920 rispettando le linee semplici e maestose originarie, recuperando alcuni elementi antichi come la bella rosone gotico.

Il Monastero di Montevergine e la chiesa di Santa Eustochia (1453) custodiscono il corpo della santa messinese Eustochia Calafato, figura religiosa locale molto venerata. È un importante luogo di pellegrinaggio e raccoglimento per gli abitanti.

San Giovanni di Malta è un edificio fondato su un antico luogo di culto del VIe secolo, ricostruito nel XVIe da Giacomo Del Duca, allievo di Michelangelo. Fu la sede dell’Ordine di Malta in Sicilia. All’interno, il museo San Placido conserva il tesoro della cappella palatina, tra cui rari pezzi di oreficeria.

La basilica di Sant’Antonio da Padova, in stile eclettico, fu costruita negli anni 1920 sul sito di un’antica cappella. Il museo Sant’Annibale Maria di Francia conserva reliquie del santo e diversi oggetti legati alla sua opera caritativa nel quartiere popolare Avignone.

Il Santuario di Montalto, fondato alla fine del XIIIe secolo, domina Messina dalla collina omonima. Distrutto e poi ricostruito dopo il 1908, offre il più bel panorama sulla città e sullo stretto. È uno dei luoghi spirituali più cari ai messinesi.

Il Santuario di Cristo Re (Sacrario di Cristo Re) sorge sui resti del castello di Matagrifone, antica fortezza arabo-normanna. La chiesa barocca, costruita nel XXe secolo, è sormontata da una campana monumentale alta 2,80 metri, fusa con cannoni nemici della Prima guerra mondiale, la terza più grande d’Italia. Ogni sera suona un rintocco in memoria dei caduti di tutte le guerre. Il sito offre un punto di vista eccezionale sulla baia e sulla Calabria.

Siti esterni : Annunziata dei Catalani, Santa Maria Alemanna, San Francesco all’Immacolata, Sacrario di Cristo Re

Altri luoghi di Messina

Il Palazzo Zanca, in stile neoclassico, è oggi sede del municipio di Messina. Sulla facciata sono scolpiti eventi e miti legati alla città, tra cui la regina di Peloro nel timpano, con un tridente, simbolo di una città commercialmente prospera. Dei rilievi raffigurano Dina e Clarenza, eroine della città durante i Vespri siciliani, mentre resistono all’assedio di Messina da parte di Carlo I d’Angiò.

Il Monte di Pietà (1616) è un notevole esempio di architettura barocca messinese, con nel suo cortile una bella scalinata che conduce al resto della chiesa di Santa Maria della Pietà (XVIII secolo).
Sebbene danneggiato dal terremoto, conserva la sua facciata scolpita originale e rimane un importante punto di riferimento storico della ricostruzione urbana.

La Galleria Vittorio Emanuele III è una galleria commerciale coperta da una struttura in vetro con cupola, l’unica nel sud Italia insieme a quella di Napoli, costruita tra il 1924 e il 1929.

Il Teatro Vittorio Emanuele II è uno dei teatri più importanti della Sicilia, con la maggiore capienza dell’isola, costruito in stile neoclassico dal napoletano Pietro Valente e inaugurato nel 1852. La facciata è dominata da un gruppo marmoreo che rappresenta il tempo che svela la verità. La volta interna è decorata con scene tratte dal mito di Colapesce (su 130 metri quadrati, di Renato Guttuso).

La Madonnina del Porto è una statua che accoglie e benedice le navi all’ingresso del porto di Messina, collocata sul bastione dell’antico forte. Fu inaugurata nel 1934. Su una torre alta 35 metri, raggiunge i 53,5 metri sopra il livello del mare. In cima, un globo del diametro di 2,60 metri sostiene la statua in bronzo dorato della Madonnina alta 7 metri. Essa poggia sul bastione dell’antico Forte San Salvatore (visitabile), originariamente convento basiliano fondato nel 1086 dal conte Ruggero, trasformato nel XVI secolo in fortezza dagli spagnoli.
Sulla base è iscritta la frase latina « Vos et ipsam civitatem benedicimus » (Noi benediciamo voi e la vostra città).

Il Museo Regionale di Messina (MuMe) conserva circa 750 capolavori suddivisi in diverse sezioni: archeologica, medievale e moderna, tra cui opere di Antonello da Messina (XV secolo) e due dipinti del Caravaggio: la Resurrezione di Lazzaro (1609) e l’Adorazione dei pastori (1609).

Il giardino botanico (Orto botanico universitario) si estende su 8000 metri quadrati, con una vegetazione rigogliosa dove crescono specie esotiche, tropicali e subtropicali senza protezione contro gli inverni poco rigidi.

Negozi e shopping a Messina

Messina offre numerose possibilità per lo shopping, dalle boutique di lusso ai mercati locali. La Via Garibaldi concentra i marchi prestigiosi e i caffè storici, mentre il Viale San Martino e la Piazza Cairoli costituiscono il cuore animato del commercio quotidiano, con negozi, bar e gelaterie.
La Via dei Mille attira chi cerca moda e design, in un’atmosfera elegante e pedonale. La Via Tommaso Cannizzaro combina librerie, caffè e negozi in un contesto più tranquillo e intellettuale, vicino all’università.
Per un’atmosfera di mercato, la domenica mattina Piazza del Popolo ospita un mercato biologico occasionale, mentre Via Don Blasco accoglie negozi locali e botteghe vintage e dell’usato a seconda dei giorni.

Luoghi da vedere fuori dal centro di Messina

chiesa di santa maria della valle badiazza messina sicilia

Santa Maria della Valle

Santa Maria della Valle

Sulle alture di Messina, a 5 km dal centro, la chiesa di Santa Maria della Valle fu costruita tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo ed è situata in una valle ai piedi delle colline di San Rizzo. Qui fu celebrato il matrimonio di Federico III d’Aragona ed Eleonora d’Angiò.

Capo Peloro

A nord di Messina, una fondazione (Horcynus Orca) con sede a Torre Faro, un forte del XIX secolo, all’estremità della riserva naturale di Capo Peloro, propone un museo con arte contemporanea e un percorso archeologico sul sito dell’antico faro romano. Questo capo controlla l’ingresso dello Stretto di Messina, all’estremità nord-orientale della Sicilia, dove il Mar Ionio incontra il Mar Tirreno.
Il piccolo borgo di Ganzirri e i suoi laghi costieri sono noti per l’allevamento di molluschi e per le trattorie di pesce.

Forte Cavalli

A 10 km a sud di Messina, il forte ospita il «Museo storico della fortificazione dello Stretto di Messina». Questo forte, costruito all’inizio del XX secolo, faceva parte di un sistema di 22 postazioni che proteggevano lo stretto da eventuali sbarchi (in particolare francesi impegnati in una campagna coloniale in Tunisia).

Monti Peloritani (panoramica)

Questa catena montuosa del nord-est della Sicilia, tra le valli di Mili e Rometta, offre bei sentieri un tempo molto più frequentati, che attraversano villaggi abbandonati, miniere di carbone e altri siti.
A una ventina di chilometri (su strada), si raggiunge il Monte Antennamare con il santuario della Madonna di Camaro (Madonnuzza), costruito nel 1911, vicino all’antica foresta di Camaro.
Il panorama si estende sui due mari, sulla penisola italiana e sull’Etna. Il sito è anche un punto di osservazione per ammirare il passaggio degli uccelli migratori.
→ Leggi l’articolo sui Monti Peloritani

Informazioni

Idee di visita e itinerari a Messina

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Fonti e siti esterni

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