Termini Imerese, sulla costa tra Palermo e Cefalù, può rappresentare una tappa durante una visita della regione, sebbene sia poco turistica, con alcuni edifici risalenti all’epoca romana, un piacevole belvedere e un interessante museo che conserva reperti antichi di Imera e del medioevo.
I siti più interessanti si trovano nelle vicinanze, con da un lato i resti archeologici di Imera, l’antica città greca situata a 15 km a est di Termini, e dall’altro il castello medievale del piccolo borgo di Caccamo a 10 km nell’entroterra verso sud.
A 10 km verso ovest si trova San Nicola l’Arena, il cui bel castello medievale domina il grazioso porticciolo.

Imera

Imera è un’antica città greca della Sicilia fondata presso la foce del fiume Himeras nel 648 a.C. da calcidesi di Zancle (Messina) e da dori esiliati. Si trova sulla costa settentrionale dell’isola, affacciata sul golfo tra due promontori (quello di Termini Imerese a ovest e quello di Cefalù a 20 km a est).
Nel sito archeologico si scoprono i resti della città, in particolare quelli del Tempio della Vittoria, e un interessante antiquarium.
La città fu distrutta nel 408 a.C. Possedeva sorgenti termali e aveva un gallo come emblema. Si vantava di cittadini illustri come il poeta Stesicoro e di atleti vincitori dei Giochi Olimpici.

Sito archeologico di Imera

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Tempio della Vittoria, Imera

I resti archeologici della città di Imera non sono molto spettacolari, ma presentano un notevole interesse storico.
Sulle alture, l’acropoli è delimitata da portici, con un altare monumentale, quattro templi senza colonnati (datati tra il VII secolo e l’inizio del V secolo a.C.), uno dei quali sarebbe stato dedicato ad Atena, secondo un graffito.

Ai piedi dell’acropoli si trovano i suggestivi resti del Tempio della Vittoria, periptero esastilo di ordine dorico, con 6 per 14 colonne. Un’ipotesi dibattuta attribuisce la sua costruzione alla vittoria su Cartagine nel 480 a.C. Il tempio era decorato con un fregio di fiori di loto e palme. Il museo archeologico di Palermo conserva elementi architettonici, tra cui doccioni con teste di leone.

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Sono stati riportati alla luce diversi quartieri abitativi e resti di mura, caratterizzati da una pianta con strade perpendicolari.

Nelle vicinanze sono state scoperte tre necropoli, di cui una con diverse migliaia di tombe, oltre a fosse comuni dove sono stati rinvenuti resti di soldati e cavalli.
Si trovavano lungo le principali vie di uscita dalla città. La necropoli orientale è situata vicino alla spiaggia, a est del fiume Imera (quartiere Pestavecchia). Quella meridionale si trova a Scacciapidocchi, nei pressi della strada. A ovest si trovano due necropoli: sui pendii del Piano del Tamburino e nella piana di Buonfornello.

Antiquarium di Imera

Un ricco museo si trova nel parco archeologico di Imera, l’Antiquarium, dove sono conservati i reperti più importanti dell’antica città greca e dei suoi dintorni, ripercorrendone gli aspetti storici e culturali.
Sono conservate in particolare le cornici del tempio della Vittoria con testa di leone.
Nell’atrio, pannelli didattici presentano la storia e la topografia del sito, mentre uno spazio espositivo è dedicato a una gronda con testa di leone, monete, ex voto, vasi, oggetti funerari provenienti dalla necropoli, tra cui due scheletri abbracciati.
Sezioni sono dedicate ai siti della regione: Terravecchia di Cuti, Monte Riparato, Mura Pregne, Brucato, una villa romana sulle alture di Cefalù, e reperti subacquei.
L’oggetto più notevole esposto è una ciotola in oro (la “phiale d’oro”), decorata con pigne. La visita si conclude con il mosaico policromo di stile africano, rinvenuto nella villa romana di Settefrati (a ovest di Cefalù).

Dove si trova Imera: carta

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Rovine di Himera, antiquarium
Strada Statale 113, 90018 Buonfornello PA

Termini Imerese e le sue terme

Termini Imerese ha preso il suo nome dalla presenza di acque termali, di cui si può usufruire ancora oggi nel prestigioso complesso del Grand Albergo delle Terme (dal 1860). Questa città di origine antica, fondata in epoca greca e poi romana, è storicamente nota per le sue terme. Presenta un ampio lungomare e un’identità urbana segnata dal suo passato industriale e portuale. In città emergono resti antichi sparsi e piuttosto limitati (acquedotto, anfiteatro, ecc.).

Visita di Termini Imerese

I luoghi più interessanti sono i resti dell’anfiteatro romano (nel giardino dell’ex monastero delle Clarisse), il duomo di San Nicola di Bari, il parco della Villa Palmeri (dove si osservano resti romani), la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria (con antichi affreschi di pregio), l’antico Acquedotto Cornelio e il belvedere dove sorgeva il castello, con vista sulla città, sul porto e sulla costa fino a Cefalù. A 2 km a ovest del centro, il Ponte San Leonardo fu ricostruito per la settima volta nel XVIII secolo.
Il museo civico è importante e interessante, con reperti antichi tra cui alcuni provenienti dal tempio antico di Imera, altri di epoca araba, ecc.

Panoramica storica

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Tetradramma (dritto)

Thermae Himerenses fu fondata due anni dopo la distruzione della celebre Himera greca nel 409 a.C. dai Cartaginesi (essa stessa fondata nel 648 a.C.), a 12 km più a est. Fu teatro di sanguinose battaglie durante le guerre puniche tra Roma e Cartagine, conquistata dai Romani nel 252 a.C.

Il suo nome deriva da vicine sorgenti di acque calde (ancora attive) che erano conosciute prima della distruzione di Himera, dove furono costruite le terme romane. Secondo il mito, Ercole vi si sarebbe bagnato per riposarsi dopo il suo combattimento contro Erice, re degli Elimi.
Si suppone che la sua fondazione sia dovuta ai Cartaginesi, dove si stabilirono probabilmente coloni libici, oltre a sopravvissuti di Himera.
Agatocle, il futuro tiranno di Siracusa, nacque qui nel 361 a.C., figlio di un esule di Reggio. Fece di Terme una delle sue basi nella lotta contro i Cartaginesi. Nel 260 a.C., i Romani subirono qui una grave sconfitta contro Amilcare durante la prima guerra punica, ma se ne impadronirono nel 253 a.C.
Dopo che Himera si schierò con Pompeo, quando questi fu sconfitto la città fu mantenuta come colonia probabilmente per punizione.
La città declinò dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente. Rimase sede vescovile fino al XII secolo e divenne città regia sotto i Normanni. Dal Medioevo fino all’inizio del XIX secolo fu uno dei principali porti di esportazione del grano prodotto in Sicilia.

Dove si trova Termini Imerese: mappa

Panoramica storica di Imera

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Didracma di Himera

La città di Imera si sviluppò rapidamente, in particolare durante la prima parte del VI secolo.

Un’epigrafe trovata a Samo (città greca della Calabria) indica che la città conosceva tensioni con le popolazioni locali sicane dell’entroterra. Imera chiese persino intorno al VI secolo l’aiuto di Falaride, tiranno di Agrigento. Esistevano difficoltà anche con le città fenicie di Panormo (Palermo) e Solunto.

Le città greche erano in conflitto più o meno intenso da decenni, con l’espansione delle città doriche. Guidate dal tiranno di Gela, Cleandro, queste conquistarono Zancle (Messina), Leontinoi, Naxos, Catania e Camarina; poi il suo successore Gelone conquistò Siracusa nel 485 e ne fece la sua capitale. Da parte sua, Akragas (Agrigento), con il tiranno Terone (488-472), conquistò terre dei Sicani e dei Sicelioti (greci di origine dorica).

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Statere di Himera

Per contrastare i Dorici, i tiranni di Reggio e di Imera si allearono e si avvicinarono ai Cartaginesi verso il 490. Selinunte si alleò con Gelone di Siracusa, ma gli Elimi (diverse città dell’ovest) si schierarono con Cartagine.
Nel 483 Terone di Akragas depose il tiranno di Himera, Terillo, che si rifugiò a Reggio. Quest’ultimo chiese aiuto a Cartagine che inviò una spedizione in Sicilia.

Nel 480 a.C., gli eserciti greci alleati di Siracusa e di Akragas guidati da Gelone sconfissero gli eserciti cartaginesi nella celebre battaglia di Imera, che si svolse nella pianura sovrastante la città.
Durante gli scontri morì il capo della spedizione punica, il generale Amilcare di Giscone.

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Didracma di Himera

Nel 475 a.C. gli abitanti di Imera tentarono di ribellarsi all’oppressione del loro governatore Trasideo, figlio del tiranno Terone di Agrigento. Tentarono di offrire la città a Ierone I, tiranno di Siracusa, in cambio di sostegno in caso di guerra contro Terone. Ierone li denunciò a Terone che finì per identificare ed eseguire gli oppositori, uccidendo molti abitanti di Imera. Alla morte di Terone nel 471 a.C., gli abitanti cacciarono Trasideo.

Durante la guerra del Peloponneso, nel corso della spedizione ateniese in Sicilia, lo spartano Gilippo, alleato di Siracusa, sbarcò a Imera nel 415 a.C. Rafforzò il suo esercito con rinforzi provenienti da Imera, Gela e Selinunte, partecipando alla battaglia dell’Assinaro fino a scacciare gli Ateniesi.

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Tetradramma di Imera

Nel 409 a.C. i Cartaginesi condussero una spedizione militare in Sicilia, su richiesta degli Elimi di Segesta in conflitto con i Greci di Selinunte. Erano guidati da Annibale di Giscone, nipote di Amilcare, il generale punico ucciso settant’anni prima a Imera.
La prima città assediata e distrutta fu Selinunte, la cui popolazione non giustiziata fu ridotta in schiavitù. I Cartaginesi si diressero poi verso Imera. Avendo appreso la sorte di Selinunte, molti abitanti furono evacuati a Zancle. La città fu conquistata e circa 3000 persone furono giustiziate per ordine di Annibale, in memoria della morte del suo antenato, ucciso qui nel 480 a.C.
Dopo questo episodio, la città fu rasa al suolo e rapidamente abbandonata.

Due anni dopo, gli esuli di Imera e coloni libici fondarono Termini Imerese a 12 km a ovest della precedente. Questa nuova città sopravvisse nel tempo, anche in epoca romana.

Informazioni

Fonti e informazioni