Il borgo di Carini si erge ai piedi del Monte Saraceno, a nord-ovest di Palermo, dominando la pianura costiera urbanizzata del golfo di Carini. Il Monte Saraceno è un rilievo strategico occupato fin dalla protostoria, con resti di fortificazioni e insediamenti indigeni e successivamente medievali.
Le principali attrazioni di Carini sono il castello Chiaramonte (XI-XII secolo), di origine arabo-normanna, e le catacombe di Villagrazia di Carini.

Carini si trova nei pressi dell’antica Hyccara, di origine greca e distrutta durante la Guerra del Peloponneso nel 415 a.C. dagli ateniesi secondo il racconto di Tucidide, poi ricostruita dai Romani, che gli Arabi chiamarono in seguito Qarinis.
L’occupazione umana è molto antica: nel quartiere di Ciachea si trova una necropoli preistorica con tombe a forno (tombe a forno), e nella zona delle grotte queste erano frequentate già dall’età del Bronzo antico.

Castello di Carini

Castello La Grua Talamanca di Carini, Sicilia

Castello di Carini

Il Castello Chiaramonte di Carini fu edificato intorno all’inizio del XII secolo dal cavaliere normanno Rodolfo Bonello, compagno del conte Ruggero, su una precedente costruzione araba.
Attorno al grande cortile, gli edifici residenziali si sviluppano su due piani, combinando tradizioni islamiche e normanne, destinati sia alla rappresentanza sia alla difesa.
Si può ammirare un pregevole tabernacolo ligneo del XVII secolo nella cappella con colonne corinzie, oppure un elegante soffitto a cassettoni decorato del XV secolo nella sala delle feste al secondo piano, raggiungibile tramite una scala esterna. Il camino reca lo stemma dei La Grua, famiglia residente che adattò il castello a dimora tra il XV e il XVII secolo.
Al piano terra si trova una stanza con volta a crociera e un antico muro esterno che conserva tracce medievali. Un ampio salone è suddiviso da due arcate ogivali (tipiche del gotico chiaramontano) con una colonna centrale.

Castello di Carini, Sicilia

Castello di Carini

La torre del castello, dove si nota lo stemma degli Abbate, domina la parte meridionale del paese. Una terrazza è stata allestita per osservare la città. Gli Abbate furono un’altra famiglia influente di Carini.

La storia del castello è legata a un assassinio di una «baronessa» e alla leggenda ad esso connessa.
La baronessa di Carini Laura Lanza, moglie di Vincenzo La Grua-Talamanca, fu sorpresa in flagrante con il suo amante Ludovico Vernagallo dal padre Cesare Lanza, barone di Trabia, che li uccise entrambi il 4 dicembre 1563.
La vicenda fu insabbiata a causa del potere delle famiglie che non volevano perdere il proprio prestigio. Fu resa nota solo la data della morte. Cesare Lanza fu assolto e divenne addirittura conte di Mussomeli l’anno successivo.
Solo nel XIX secolo la storia fu ricostruita dallo studioso Salvatore Salomone Marino, attraverso lo studio dei racconti popolari, pioniere dell’etnografia siciliana, combinando fonti orali e documenti d’archivio.
Si racconta che il fantasma di Laura Lanza vaghi ancora senza pace nella fortezza e che, nell’anniversario dell’assassinio, l’impronta insanguinata della sua mano riappaia sulle pareti.

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Centro storico di Carini

Al di fuori del castello, si possono scoprire nel centro del borgo la Cattedrale di Santa Maria Assunta, con il suo interno del XVII secolo riccamente decorato con stucchi e affreschi, e accanto l’Oratorio della Compagnia del Santissimo Sacramento, tipico dell’arte decorativa in stucco della scuola di Giacomo Serpotta.
La chiesa del Carmine e i resti del convento delle Carmelitane costituiscono importanti testimonianze della religiosità e dell’assetto urbano tra il XVI e il XVIII secolo.

Dove si trova Carini e mappa

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Catacombe di Villagrazia di Carini

Dopo il castello, il sito più interessante di Carini sono le catacombe paleocristiane del IV-VI secolo d.C. di Villagrazia di Carini, estese per oltre 3500 metri quadrati, già esistenti in epoca romana.
Questo complesso funerario è associato a una comunità cristiana strutturata, probabilmente legata a una villa o a un centro agricolo tardoantico.
Si tratta delle catacombe più vaste della Sicilia occidentale, scoperte da Salinas nel 1899, non lontano dal quartiere San Nicola, l’antico centro della città romana di Hyccara, nota per la sua ricchezza agricola e per l’importante produzione cerealicola.
Furono gravemente danneggiate dopo la scoperta, con la costruzione di una cava, il tracciato della strada 113, rifugi antiaerei, ecc. Un recupero e nuove campagne di scavo iniziarono nel 2000.

Queste catacombe si caratterizzano per gallerie monumentali scavate nella roccia dall’uomo, nicchie e ipogei destinati alle famiglie nobili. Vi si trovano anche gli affreschi paleocristiani più antichi e completi della Sicilia. Alcune scene illustrano l’Antico e il Nuovo Testamento (tra cui il sacrificio di Isacco, Mosè, l’Adorazione dei Magi), oppure la vita quotidiana e i ritratti dei defunti. In particolare, le pitture più significative decorano le sepolture dei bambini, con giovani fanciulle in preghiera sotto una pioggia di rose, un bambino con un puledro, o bambini accompagnati dalla famiglia in giardini che rappresentano il Paradiso.
Le iscrizioni incise sono sia in greco che in latino.

Dove si trovano le catacombe di Villagrazia di Carini

Le spiagge e i dintorni di Carini

Torre Pozzillo, Carini, Sicilia

Torre Pozzillo

In estate le diverse spiagge nei dintorni di Carini attirano molti turisti, con la popolazione della città che raddoppia.

Il Bioparco di Sicilia è uno dei più grandi parchi zoologici del sud Italia, ospita numerose specie animali e presenta un’area preistorica con riproduzioni a grandezza naturale di dinosauri.

Alcuni siti naturali sono di notevole interesse, come le grotte di Carburangeli oppure le grotte dei Puntali, dove sono state rinvenute tracce del Paleolitico e dell’età del bronzo, e il Baglio dei Pescatori, un’antica tonnara situata su un tratto roccioso della costa.
Diverse torri di avvistamento costellano inoltre il territorio, costruite principalmente tra il XVI e il XVII secolo, e facevano parte di un ampio sistema difensivo contro le incursioni corsare.

Tonnara dell'Orsa, Cinisi, Sicilia

Tonnara dell’Orsa

A est, Isola delle Femmine, piccolo borgo marinaro diventato una delle località balneari più apprezzate dai palermitani, con l’isolotto al largo incluso nella riserva naturale di Capo Gallo.
Nelle vicinanze, la spiaggia di Capaci è costeggiata da locali che animano la vita notturna e attirano i giovani.

I comuni di Cinisi e Terrasini, più a ovest, vicini all’aeroporto internazionale Falcone e Borsellino, sono borghi tra mare e montagna, con belle spiagge, riserve naturali come quella di Capo Rama, antiche torri di avvistamento (Torre Alba, Torre di Capo Rama, ecc.), un piccolo porto peschereccio, una gastronomia e tradizioni ancora vive, i monti Pecoraro, Palmeto e Montagna Longa, e a Terrasini un museo regionale con esposizione permanente dedicata alle tradizioni locali come il carretto siciliano.

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Visite: Bioparco e dintorni

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