Situati nella parte occidentale dell’alta valle dell’Himera, Sclafani Bagni e Caltavuturo si collocano ai margini del Parco naturale regionale delle Madonie, in un territorio caratterizzato da rilievi calcarei e foreste come la riserva del Bosco di Favara.
Sclafani Bagni è un piccolo borgo situato sulla sommità di una roccia, con i resti del suo castello medievale e le sue sorgenti termali. Caltavuturo si trova più in basso rispetto alla Rocca di Sciara, i cui resti medievali di origine araba si estendono su un altopiano che domina la città più recente, vicino alle gole di Gazzara.

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Sclafani Bagni

Costruito su un rilievo roccioso nelle Madonie, il piccolo borgo di Sclafani Bagni (che conta meno di 500 abitanti) avrebbe origini greche; il suo nome deriverebbe probabilmente da “Aesculapii fanum” (“sacro a Esculapio”, dio greco della medicina), in riferimento alle sue antiche acque termali. Nel IX secolo, sotto il dominio musulmano, era conosciuto come Isqlafinah.
Le confraternite ebbero qui un ruolo importante nella vita della città dalla fine del Medioevo fino al XVII secolo.

Sclafani Bagni in Sicilia

Sclafani Bagni

A circa 750 metri di altitudine, rimangono alcune rovine del castello all’estremità dello sperone roccioso, restaurato nel XIV secolo da Matteo Sclafani, conte di Adrano, insieme a graziose piccole chiese ereditate dall’epoca delle confraternite.
Inserite nell’antica cinta muraria si trovano anche le rovine dette Castelletto.

Tra gli edifici religiosi figurano la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, di origine medievale e rimaneggiata nei secoli XIV e XVII, che conserva opere pittoriche dei secoli XVI-XVII; la Chiesa di San Filippo e la Chiesa di San Giacomo, entrambe del XVI secolo con diversi elementi decorativi.
Sul lato orientale, l’antica Porta Soprana attraversa la cinta del borgo risalente alle ristrutturazioni degli Sclafani del XIV secolo, con arco ogivale sormontato dallo stemma della famiglia Sclafani.

Ai piedi del borgo, 300 metri più in basso a nord-ovest, sgorga acqua termale a 37 °C, già rinomata fin dall’antichità per le sue proprietà curative e considerata miracolosa. Uno stabilimento termale fu realizzato a partire dal XVIII secolo, poi chiuso negli anni ’90 a causa di frane.
La sorgente termale resta accessibile e frequentata, con una vasca rustica immersa in un paesaggio intatto.

Ogni anno, eventi culturali come lo Sclafani Bagni Wine & Food Festival valorizzano i prodotti locali, il vino e le tradizioni gastronomiche del territorio.

Galleria

Dove si trova Sclafani-Bagni: mappa

Riserva naturale del Bosco di Favara

A pochi chilometri a nord-ovest di Sclafani si estende la riserva naturale del Bosco di Favara (“Riserva Naturale Orientata Bosco di Favara e Bosco Granza”) su quasi 3000 ettari.
Diversi sentieri segnalati permettono di scoprire i suoi paesaggi, panorami, la fauna (cinghiali, conigli, ricci, volpi, rapaci, ecc.) e la flora, tra cui varie querce e arbusti siciliani, pruni e meli selvatici, oltre a prati e zone umide.

Il Monte Soprana è una delle aree meglio conservate del parco, e la riserva comprende diverse cime, tra cui il Cozzo Bomes ~1073 m, il Monte Roccellito ~1145 m, o il Pizzo Conca ~1002 m.
Sono presenti alcuni specchi d’acqua come lo stagno di Bomes a 833 m di altitudine, una zona umida permanente nonostante le forti variazioni stagionali del livello dell’acqua, che ospita una vegetazione e una fauna specifiche come gli anfibi.

Il parco è circondato da diversi borghi: oltre a Sclafani Bagni, si trovano Cerda, storico villaggio agricolo; Montemaggiore Belsito con i suoi panorami e antichi edifici; e il piccolo borgo di Aliminusa.

Caltavuturo

Caltavuturo in Sicilia

Caltavuturo da Terravecchia

Caltavuturo è una piccola città di origine bizantina e araba situata nella parte occidentale delle Madonie, arroccata a 635 metri di altitudine e vicina alla valle dell’Imera.
Il suo nome deriverebbe dalla parola araba Kalat Abu-Thur oppure da qalaat (fortezza) e vuturu (avvoltoio), fortezza degli avvoltoi.

Vi si trova il Castello di Terravecchia, in posizione panoramica, dove i resti del castello di origine araba dominano la città dalla terrazza su cui sorgeva l’abitato medievale.
Restano porzioni di mura, torri e strutture abitate almeno dal X secolo fino al XVI secolo, quando l’area fu abbandonata a favore dell’attuale centro urbano.

Castello medievale di Terravecchia, Caltavuturo, Sicilia

Castello medievale di Terravecchia

Il paese comprende chiese come la Chiesa Madre dei Santi Apostoli della fine del Rinascimento (1582), che conserva opere preziose come una tela fiamminga dell’Adorazione dei Magi, statue e un organo barocco.
La Chiesa di Santa Maria La Nova (o La Badia) del XVIII secolo è legata a un antico complesso monastico, caratterizzata da un’architettura barocca tardiva sobria.
La Chiesa di Santa Maria del Gesù è un edificio del XVII secolo di origine conventuale, che conserva diverse opere d’arte sacra e elementi decorativi barocchi.
La Chiesa di Sant’Agostino (o del Collegio) del XVIII secolo è associata a un antico collegio religioso.

Il Museo Civico di Caltavuturo occupa l’ex convento francescano, con una sezione archeologica che comprende reperti provenienti dal Monte Riparato e dal territorio, e un’altra sezione dedicata all’Opera dei pupi, e una sezione geologica legata al geoparco della Rocca di Sciara.

Rocca di Sciara, Caltavuturo, Sicilia

Rocca di Sciara

Un sentiero conduce alla cima del monte della Rocca di Sciara, la grande roccia che domina Caltavuturo raggiungendo i 1050 metri, con i resti dell’eremo di San Nicola sulla cresta occidentale e il panorama sulla valle dell’Imera e sulle Madonie.

A sud del borgo si possono esplorare le Gole di Gazzara, un canyon naturale formato dall’erosione fluviale, adatto a escursioni e all’arrampicata.

Caltavuturo è anche noto per le sue tradizioni folkloristiche e gastronomiche, tra cui le feste patronali come quella di Maria Santissima del Soccorso (10 settembre) e San Calogero (luglio), e diverse sagre locali che valorizzano prodotti del territorio come formaggi e miele. Il giorno di San Sebastiano ricorda anche il 20 gennaio 1893, commemorazione di una repressione sanguinosa contro contadini che rivendicavano l’accesso alla terra, eventi che segnarono profondamente la storia sociale del borgo e della Sicilia interna.

Dove si trova Caltavuturo: mappa

Informazioni

Fonti e siti esterni

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