Tindari è una suggestiva località del Golfo di Patti, nella provincia di Messina, tra il Capo d’Orlando e quello di Milazzo, sulla costa settentrionale dei Monti Peloritani.
Il sito si trova su un promontorio a circa 268 m di altitudine, con vista sul Mar Tirreno e sulla laguna di Marinello.
Sito archeologico di Tindari
I resti del capo Tindari, l’antica città di origine greca Tindari, si trovano in un contesto paesaggistico da cui, con bel tempo, è possibile vedere le isole Eolie.
L’insieme costituisce oggi il Parco Archeologico di Tindari, che comprende le rovine urbane, il teatro antico, la “basilica”, le terme e diverse insulae romane, oltre a un santuario antico.
Molte opere e oggetti rinvenuti qui, come mosaici, sculture e ceramiche, sono conservati al Museo Archeologico Antonino Salinas di Palermo e nel museo locale, l’Antiquarium di Tindari.
L’antica città di Tindari era organizzata secondo un reticolo urbano a scacchiera con decumani e cardini, tipicamente greco-romano, circondata da spesse mura a pianta quadrata.
Le mura del III secolo a.C., estese per circa 3 chilometri, sono visibili in alcuni punti, comprese alcune porte d’accesso.
Le fortificazioni difensive, lunghe circa 3 km, comprendevano torri quadrangolari e varie porte fortificate.
L’agorà greca si trovava nell’attuale area del Santuario della Madonna Nera.
Il bellissimo Teatro Greco risale alla fine del IV secolo a.C. Fu rimaneggiato dai Romani, che ricostruirono la scena, trasformarono l’orchestra in arena e costruirono un portico. I gradini furono scavati nel fianco del promontorio, con affaccio sul mare. La larghezza è di circa 60 metri e poteva ospitare circa 3000 spettatori.
Oggi vi si svolgono festival di musica e teatro.
L’edificio denominato “basilica” è un propileo del IV secolo, con due piani e un ampio passaggio centrale voltato. Comprende una porta monumentale o edificio pubblico di epoca augustea, situato sul decumano superiore e probabilmente destinato a funzioni amministrative o cerimoniali.
Restano case romane: diverse domus con peristilio e mosaici del I secolo a.C. sono state scoperte. Vi si trovano anche i resti di un complesso termale con frigidarium, tepidarium e calidarium decorati con mosaici.
La storia di Tindari
Fondata nel 396 a.C. da mercenari siracusani in guerra contro Cartagine durante il regno di Dionisio I di Siracusa, Tindari deve il suo nome a Tindaro, leggendario re di Sparta. Il suo territorio era precedentemente legato alla città sicula di Abacaenum (oggi Tripi).
Fu utilizzata come importante base navale dai Cartaginesi e, durante la prima guerra punica, nella battaglia navale di Tindari (257 a.C.) al largo della città, la flotta romana guidata da Gaio Attilio Regolo mise in fuga le navi cartaginesi.
Passata sotto controllo romano, fu più tardi una base navale di Pompeo, conquistata da Augusto nel 36 a.C., e successivamente trasformata in colonia romana, nota come Colonia Augusta Tyndaritanorum.
Questa colonia fu in parte distrutta da una frana nel I secolo d.C., poi da terremoti nel IV secolo, eventi che contribuirono al progressivo declino della città antica tra tarda età imperiale e inizio del Medioevo.
I Bizantini si insediarono nel 535 dopo la riconquista della Sicilia da parte di Giustiniano I nel VI secolo, istituendo una diocesi e governando fino all’836, quando fu distrutta dagli Arabi.
Il culto mariano si sviluppò nel Medioevo sull’antica acropoli della città, dando origine al Santuario della Madonna del Tindari, una “Madonna nera”, diventato uno dei principali centri di pellegrinaggio della Sicilia.
Santuario di Tindari
Il Santuario della Madonna Nera è la principale attrazione di Tindari. La leggenda racconta che la statua della Madonna Nera sarebbe stata abbandonata da marinai naufragati ai piedi del promontorio, credendo che fosse volontà di Dio lasciarla sul posto per permettere loro di riprendere il mare. La Madonna è celebrata il 7 settembre. Questa statua in legno di cedro proviene probabilmente dall’Oriente, tradizionalmente datata tra il e appartiene al tipo iconografico delle Madonne Nere bizantine.
Originariamente vi era una piccola chiesa, costruita sul sito dell’antica acropoli, distrutta nel 1544 durante un raid di pirati saraceni guidati dal corsaro ottomano Khair ad-Din Barbarossa che devastò diverse località della costa siciliana.
L’edificio fu ricostruito e nella seconda metà del XX secolo venne eretto un santuario moderno più grande, inglobando quello precedente, tra il 1957 e il 1979.
Riserva naturale di Marinello
Le lagune di Olivieri, o lagune di Tindari, sono un suggestivo braccio di mare nella Riserva naturale di Marinello (Riserva Naturale Orientata dei Laghetti di Marinello), ai piedi del promontorio di Tindari, con i suoi piccoli stagni, le scogliere e le belle spiagge sabbiose come la spiaggia di Marinello.
La forma e la posizione delle lagune cambiano regolarmente a causa delle correnti marine, delle tempeste e dei depositi sedimentari.
Sulla cresta che le sovrasta si trova la grotta Grotta di Donna Villa che, secondo una leggenda, era abitata da una strega che attirava i marinai con il suo canto per divorarli. È di difficile accesso e vi si osservano formazioni di stalattiti e stalagmiti.
Dove si trova Tindari e mappa
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Informazioni
Fonti e siti esterni
- Blog e siti turistici: associazione culturale Tindari, www.visitsicily.info/itinerario/tindari
- Pagina Wikipedia
- Santuario di Tindari: santuariotindari.it
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