Montalbano Elicona è un suggestivo borgo medievale arroccato a oltre 900 metri di altitudine, tra i monti Nebrodi e i monti Peloritani, nel nord-est della Sicilia, e vicino a una foresta secolare.
Un borgo medievale e ricchezze naturali
Il suo nome potrebbe derivare dal latino mons albus (« monte bianco ») in riferimento alle cime talvolta innevate, oppure dall’arabo al-bana, che significa « luogo eccellente ». Il nome del fiume Elicona è di origine greca, da elikon, che significa « sinuoso».
Si distingue innanzitutto per il suo castello, ereditato dal Medioevo, la cui parte più antica è una fortezza, mentre la più recente è un palazzo reale. Anche il suo affascinante centro storico rappresenta uno dei suoi punti di forza, costituito da un intricato labirinto di vicoli medievali rimasto intatto, tra case in arenaria, antichi portali, belle chiese e opere d’arte.
A circa 6 km dal borgo si estende l’altopiano dell’Argimusco, un sito naturale e archeologico unico in Sicilia, disseminato di megaliti dalle forme suggestive e panorami spettacolari. Poco più lontano, l’antichissima foresta di Malabotta è un’area di grande ricchezza naturalistica.
Nel territorio di Montalbano Elicona si trovano anche antiche strutture rurali chiamate « tholos » o « cùbburi », piccole costruzioni in pietra a secco un tempo utilizzate come riparo dai pastori.
Questo patrimonio ha valso a Montalbano l’inserimento tra i « borghi più belli d’Italia », ed è stato proclamato « Borgo dei Borghi » nell’edizione 2015 di un concorso televisivo nazionale.
Castello di Federico II di Montalbano
All’estremità orientale dello sperone roccioso che domina la collina di Montalbano, sorge l’edificio più importante della città, il castello di Federico II (o Federico III d’Aragona), il re di Sicilia che fece del castello la sua residenza estiva tra il 1302 e il 1308.
Si compone di due parti: una di origine bizantina e araba nella parte alta, fortificata dai normanni e dagli svevi, e l’altra costituita da un palazzo fortificato aragonese situato più in basso. La prima è una fortezza rettangolare con due torri attestata tra l’XI e il XII secolo, una a pianta quadrata e l’altra pentagonale, con una cinta muraria merlata di origine sveva ben conservata (intorno al 1270).
Il palazzo reale costruito da Federico III d’Aragona si distingue invece per le sue grandi finestre e porte, che conferiscono all’edificio una notevole armonia strutturale.
L’ambiente più importante dell’edificio è la cappella reale (Cappella Palatina) di origine bizantina, che custodirebbe le spoglie di Arnaldo da Villanova, medico, alchimista e consigliere di Federico d’Aragona.
Un importante restauro è stato effettuato negli anni ’80. Tuttavia, i merli delle merlature, che originariamente erano a coda di rondine (secondo la pratica cosiddetta guelfa, come quella degli svevi e degli aragonesi), sono stati trasformati in forma rettangolare (tipica dell’architettura detta ghibellina).
Il castello ospita due piccoli musei medievali: uno dedicato alle armi, con ad esempio la panoplia del cavaliere, e l’altro dedicato agli strumenti musicali dell’epoca. Il museo delle armi bianche copre un periodo che va dal XIII al XVII secolo, presentando armature, lance e stendardi, mentre il museo degli strumenti ripercorre cinque secoli di musica medievale e rinascimentale.
Centro storico e monumenti di Montalbano
A ovest del castello, la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta e San Nicolò Vescovo domina la piazza dall’alto di una scalinata.
Di origine medievale, fu ampliata nel 1654 con le navate laterali e il campanile. Conserva in particolare una bella statua in marmo di San Nicola attribuita alla scuola dei Gagini, un ciborio in marmo della stessa scuola, un crocifisso ligneo del XV secolo e una Cena attribuita alla scuola di Guido Reni.
A nord del promontorio si gode di un bel panorama dal belvedere Portello, che si estende fino alla costa e alle isole Eolie.
Più in basso, la graziosa chiesa dello Spirito Santo, risalente al XIV secolo, si trova vicino alla porta Giovan Guerino. È costruita in stile romanico tardo e conserva ancora il suo portale medievale originario.
Proprio ai piedi del castello, a est, la chiesa di Santa Caterina conserva un bel portale romanico, risalente agli inizi del XIV secolo, e custodisce un’importante statua in marmo della santa attribuita ad Antonello Gagini (circa 1510).
Si trovano anche bei portali sugli edifici della città, tra cui quelli della casa Messina-Ballarino con i suoi due portali barocchi del XVII secolo, oppure quello della casa Mastropaolo del XVIII secolo.
A est di questo quartiere, al limite dell’urbanizzazione più recente, il santuario di Maria Santissima della Provvidenza del XVII secolo, già chiesa di San Domenico, conserva una statua lignea della Vergine del XVI secolo che viene portata in processione il 24 agosto.
Profilo storico di Montalbano
Montalbano era già una fortezza fortificata in epoca bizantina, nel IX secolo. Con l’arrivo dei Normanni intorno al 1061 vi si insediò una colonia di origine lombarda, proveniente dalla regione del Monferrato. Sotto il controllo diretto dello Stato, il castello fu ampliato.
Nel 1211 l’imperatore Federico II di Svevia concesse la fortezza in dote alla sua prima moglie Costanza d’Aragona. Tuttavia, come altre colonie lombarde della Sicilia, si ribellò all’imperatore schierandosi con il Papa, e Federico II la distrusse nel 1233. I suoi abitanti furono deportati in diverse città. Federico II ricostruì comunque il castello per l’importanza strategica del sito. Nel 1262 il re Manfredi I elevò Montalbano a contea.
Il periodo più prestigioso della città iniziò con l’arrivo di Federico III d’Aragona (Federico II di Sicilia), che vi stabilì la sua residenza estiva dal 1302 al 1308.
Il feudo fu in seguito posseduto da diverse famiglie, come i Lancia nel XV secolo. Nel XVII secolo fu elevato a ducato e rimase governato dalla famiglia Bonanno fino al 1805.
Galleria Montalbano

Panorama su Montalbano 

Panorama su Montalbano 


Panorama su Montalbano 
Panorama su Montalbano 





Chiesa di Santo Spirito 
Chiesa di Santo Spirito 
Centro storico 
Interno del Duomo 
Statua di San Nicola di Gagini, duomo 
Centro storico 
Chiesa di Santa Caterina 
Santa Caterina 
Chiesa di Santa Caterina 
Tholos nei dintorni 
Panorama intorno a Montalbano
Argimusco e bosco di Malabotta
A sud di Montalbano, una riserva naturale istituita nel 1997, la riserva naturale orientata Bosco di Malabotta, si estende al confine tra i monti Nebrodi (a ovest) e i monti Peloritani (a est). Copre 3.200 ettari nei territori comunali di Montalbano Elicona, Tripi e Roccella Valdemone.
Si tratta di uno dei complessi forestali più antichi e meglio conservati della Sicilia nord-orientale, rappresentando un importante corridoio ecologico tra i sistemi montuosi dei Nebrodi e dei Peloritani.
Verso nord di quest’area, l’altopiano dell’Argimusco, situato a circa 1200 metri di altitudine, ospita un gruppo di megaliti in arenaria dalle forme originali e curiose, talvolta soprannominato lo “Stonehenge di Sicilia”, in un contesto naturale e panoramico di grande rilievo.
Queste formazioni rocciose sono costituite da arenaria quarzosa di origine miocenica e sono probabilmente state modellate da processi di erosione eolica e pluviale nel corso di un lungo periodo geologico.
Alcune formazioni portano denominazioni popolari come “l’Aquila”, “la Dea Orante”, “il Monaco” o “l’Orante”, per via delle loro silhouette antropomorfe o zoomorfe.
Il sito offre un ampio panorama sull’Etna, sulle isole Eolie, sul Capo Milazzo e sulla valle del fiume Elicona.
Alcuni attribuiscono proprietà astronomiche a queste rocce, che sarebbero state, secondo loro, modellate dall’uomo, altri parlano di “vortici energetici” o di “forze telluriche”.
Ipotesi avanzate da alcuni ricercatori indipendenti evocano una possibile funzione proto-astronomica o cultuale, basata su presunti allineamenti con i solstizi o con alcuni punti cardinali.
A sud, il suggestivo bosco di Malabotta si estende per alcuni chilometri con alberi secolari, tra cui querce, lecci, cerri, oltre ad aceri, agrifogli e biancospini. Alcuni esemplari superano diversi secoli di età e presentano tronchi monumentali dalle forme tortuose caratteristiche.
La riserva ospita una fauna diversificata che comprende in particolare il gatto selvatico (Felis silvestris), la volpe, la martora, oltre a diverse specie di rapaci.
Una rete di sentieri segnalati consente escursioni e osservazione naturalistica.
Infine, la presenza di antiche strutture pastorali in pietra a secco testimonia un uso agro-pastorale storico del territorio.

Altopiano dell’Argimusco 
Altopiano dell’Argimusco 
Altopiano dell’Argimusco 
Altopiano dell’Argimusco 
Altopiano dell’Argimusco 
Altopiano dell’Argimusco 
Altopiano dell’Argimusco 
Altopiano dell’Argimusco 
Altopiano dell’Argimusco 
Altopiano dell’Argimusco 
Altopiano dell’Argimusco 
Bosco di Malabotta 
Altopiano dell’Argimusco
Gastronomia e tradizioni a Montalbano
L’economia agro-pastorale locale è storicamente legata alla transumanza dai monti dei Nebrodi, favorita dagli ampi pascoli d’altura, tra cui l’allevamento ovino.
Produce formaggi come la ricotta di pecora, la Provola dei Nebrodi (DOP), oltre a salumi, olive, legumi e prodotti del bosco del Bosco di Malabotta (funghi, erbe spontanee).
Si cucinano pasta e fagioli, tra cui maccheroni fatti a mano conditi con ingredienti come finocchio, maiale, ricotta, ecc.
Il maccu è una preparazione antica di origine contadina a base di fave secche cotte a lungo, talvolta arricchita con finocchietto selvatico, ingrediente tipico della regione.
I dolci tradizionali sono a base di ricotta e talvolta di nocciole provenienti da coltivazioni estensive (Nocciola dei Nebrodi).
I biscotti all’anice cu ciminu e i cuddure cu l’ovu (pane dolce decorato con uova sode) si consumano tradizionalmente a Pasqua.
Durante le feste di agosto si preparano le pasta ’ncasciata, con ragù di vitello e pecora, polpette, melanzane e pangrattato.
Un altro piatto locale diffuso è il lempi e trori, una zuppa rustica di legumi con fagioli cucinati insieme a cicerchie, mais, lenticchie, ecc.
Il frittuli è un’altra specialità invernale, che unisce diverse parti del maiale (derivanti dalla macellazione domestica) cotte lentamente nello strutto, tra cui carne magra, grasso, cotenna, trippa, cuore e fegato.
Principali manifestazioni e feste
- Festa patronale di Maria Santissima della Provvidenza (24 agosto): è la principale festa patronale del paese. Unisce devozione religiosa e tradizione popolare: messa, processione della statua venerata della Vergine portata dai fedeli, musica e partecipazione collettiva, celebrazioni liturgiche, concerti e fuochi d’artificio (in genere dal 23 al 25 agosto).
- Settimana Santa (marzo o aprile): processione del Venerdì Santo e riti pasquali tradizionali, con celebrazioni liturgiche e tradizioni culinarie locali.
- Feste Aragonesi: ogni anno ad agosto, il paese celebra la storia dei signori aragonesi con un corteo storico, rievocazioni medievali, musica, giochi, figuranti in costume d’epoca, animazione nelle vie e rappresentazione dell’arrivo del re Federico III d’Aragona. È un momento centrale dell’identità locale e della valorizzazione del patrimonio medievale.
- Eventi gastronomici (soprattutto in estate e all’inizio dell’autunno): degustazioni e valorizzazione della Provola dei Nebrodi DOP e delle specialità locali.
Ogni settembre, NO.STRANO – Festival del Cibo e delle Tradizioni Popolari mette in evidenza le tradizioni locali (gastronomia, artigianato, musica, danze e cultura popolare) con stand di prodotti tipici e spettacoli. - Mercati artigianali stagionali (soprattutto ad agosto e durante le feste patronali): prodotti agro-pastorali e artigianato locale.
- Presepe Vivente: ogni anno nel quartiere medievale del Serro viene allestito un presepe vivente tradizionale nel periodo natalizio (fine dicembre fino al 6 gennaio).
Dove si trova Montalbano Elicona: mappa
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Tripi
Tripi è un piccolo borgo, a meno di 20 km da Montalbano, tra quest’ultima e Mazzarrà, su una cresta del massiccio che domina la costa tirrenica e le valli circostanti.
Si trova vicino ai resti dell’antica città di Abakainon, un insediamento greco poi romano citato da fonti antiche. Il sito archeologico comprende resti dell’agorà con una grande stoà.
La necropoli di Contrada Cardusa ha restituito tombe datate tra il IV e il II secolo a.C., spesso accompagnate da stele con iscrizioni greche e ricchi corredi (ceramiche, gioielli, armi, monete).
Il Museo archeologico Santi Furnari conserva materiali provenienti dagli scavi locali, tra cui oggetti funerari e ceramiche, offrendo una panoramica sull’insediamento antico.
Sopra il borgo si ergono le rovine di un grande castello medievale, che dominava dall’alto le valli e la costa, probabilmente di origine bizantina o araba.
Il paese conserva diversi edifici religiosi storici: la Chiesa Madre di San Vincenzo Martire, la Chiesa della Santissima Trinità (XVI-XVII secolo) e altri.
Informazioni
Siti esterni
- Montalbano Elicona :
- Pagina Wikipedia (in italiano)
- Pagina su borghipiubelliditalia.it
- Montalbano Elicona – Visit Sicily (sito ufficiale della Regione Sicilia)
- Montalbano Elicona – Portale Turismo e Cultura (Città Metropolitana di Messina) – contesto storico e culturale del “Borgo più bello d’Italia”.
- Castello di Montalbano Elicona — iCastelli.it — scheda dedicata al castello medievale, storia e informazioni pratiche.
- Riserva del Bosco di Malabotta: Pagina Wikipedia (in italiano)
- Altopiano dell’Argimusco: Pagina Wikipedia (in italiano)
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Verso la Foresta di Malabotta, una bella escursione è il « sentiero dei Patriarchi », lungo quasi 8 km, la cui partenza si trova dopo l’Argimusco, in fondo alla strada asfaltata. Una parte segue una cresta (bei panorami verso l'Etna e le Eolie) e l'altra attraversa il bosco. I « Patriarchi » sono grandi querce secolari che si ergono lungo il percorso.