Sui pendii sud-orientali del Monte Catalfano, che raggiunge i 376 metri, e a pochi chilometri dal centro di Bagheria, i resti antichi di Solunto si trovano in una posizione panoramica di fronte al mare e al capo Zafferano, a circa 20 chilometri a est di Palermo.

La Kafara fenicia

All’epoca di Tucidide, Kafara (che significa villaggio in fenicio) era una delle tre principali città fenicie – insieme a Panormo (l’attuale Palermo) e Mozia – fondata intorno all’VIII secolo a.C. Si trovava più a sud dei resti di Solunto, verso il promontorio di Sòlanto. Sono stati rinvenuti pochissimi resti a causa dell’urbanizzazione recente, oltre a tracce sparse nei dintorni, come forni e abitazioni nei pressi della stazione e una necropoli sotterranea nel quartiere di Olivella.

Sito archeologico di Solunto

Casa ginnasio, Solunto, Sicilia

Casa ginnasio

L’urbanistica presenta un impianto rettangolare di tipo ellenistico, attraversato da strade che si incrociano perpendicolarmente, con un ampio viale che conduce all’agorà, la piazza pubblica e il teatro, passando per il « ginnasio », una delle abitazioni più sontuose della città, alta 15 metri.
A nord-est dell’agorà si trova una grande cisterna, di fronte a un complesso termale con pavimenti a mosaico. Il teatro poteva accogliere circa 1200 spettatori. Un’area sacra risale all’epoca punica, con uno spazio per i sacrifici, il suo altare e una vasca per raccogliere il sangue degli animali.

I quartieri residenziali rettangolari (insulae) sono organizzati secondo una griglia di strade perpendicolari, occupando terrazze sul pendio, collegate da scale. Le case avevano più piani. Nel quartiere centrale gli isolati presentano peristili (cortili centrali con portici a colonnato), mentre altri quartieri, meno ricchi, disponevano solo di un semplice cortile centrale. La Casa di Leda merita attenzione per le sue dimensioni e i suoi pavimenti a mosaico.
Tra le terrazze, dei passaggi (ambitus) canalizzavano le acque piovane, in particolare per l’approvvigionamento.
Un quartiere termale si trova a sud della città.

Panoramica storica

Kafara fu probabilmente distrutta dal tiranno Dionisio di Siracusa nel 396 a.C., durante il conflitto contro i Cartaginesi, e una nuova città fu fondata più a nord da mercenari greci, sul monte Catalfano.
La nuova città ellenistica, Solunto (derivato da una parola greca o semitica che significa “roccia”), ebbe una certa importanza, da cui provengono i resti archeologici giunti fino a noi. Passò sotto il controllo romano nel 254 a.C. durante la prima guerra punica.
Questa città sembra essere declinata nel corso del I secolo d.C., per cause non identificate.

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Presso il Museo Archeologico Regionale Antonio Salinas di Palermo sono conservati numerosi reperti rinvenuti durante gli scavi del XIX secolo, come la statua raffigurante Zeus sul suo trono, con il corpo scolpito nella pietra calcarea locale e la testa in marmo bianco, mentre il trono è decorato con rilievi raffiguranti Ares incoronato da Nike, Afrodite, Eros e le Grazie.

Antiquarium di Solunto

L’antiquarium di Solunto è composto da due padiglioni distinti: uno dedicato all’urbanistica e all’architettura del periodo ellenistico, con capitelli. L’altro è consacrato alla documentazione prodotta dalle nuove campagne di scavo e alla cultura della città, dalla fase punica all’epoca romana, con sezioni relative ai culti e agli usi funerari, alle produzioni artistiche e artigianali, ai materiali greci e romani, e ai ritrovamenti subacquei nei dintorni.

Dove si trova Solunto: mappa

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Area archeologica di Solunto
Via Collegio Romano, 90017 Solunto, Santa Flavia PA

Informazioni

Fonti e informazioni