Il Museo Archeologico Antonio Salinas è ospitato nell’ex convento dei padri Filippini.

L’edificio

L’edificio fu costruito nel XVI secolo attorno a tre chiostri, di cui due sono ancora intatti, con logge, e cappelle tra cui la chiesa di Sant’Ignazio e l’oratorio di San Filippo Neri. Del primo cortile rinascimentale con archi e colonne rimangono solo poche strutture.

Il convento fu confiscato alla congregazione nel 1866 per diventare la sede del museo nazionale.
In uno dei cortili ci sono due porte cinquecentesche e al centro la fontana del Tritone cinquecentesca. Al primo piano la cappella è adornata con decorazioni seicentesche e al secondo piano la bella loggia seicentesca con pavimenti in maiolica.

Il primo nucleo della raccolta, istituito dal gesuita Ignazio Salnitro, risale al XVIII secolo. Dal 1873 l’archeologo Antonio Salinas arricchì le collezioni grazie agli scavi dell’epoca in tutta la Sicilia.

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Museo archeologico

Le collezioni archeologiche sono distribuite al piano terra e sui due piani, con reperti provenienti da tutta la Sicilia che vanno dalla preistoria all’epoca romana.

Una sezione è dedicata ai reperti rinvenuti durante gli scavi sottomarini, con carichi, ancore in pietra, lucerne, anfore e altri oggetti dall’età punica all’epoca romana.

Nella sezione punica e fenicia sono presenti in particolare due grandi sarcofagi antropomorfi del V secolo a.C. (dalla necropoli di Pizzo Cannita a Misilmeri), sculture di divinità fenicie, stele, vetrerie e una ricca serie di edicole dipinte.

Una sezione è dedicata al sito archeologico di Selinunte, con le metope dei templi recanti rilievi mitologici, e varie sculture di età arcaica e classica.
C’è anche un frontone di gorgone dal Tempio C, il più grande del suo genere noto al mondo greco.
Scopriamo anche le cornici scolpite con leoni del tempio di Himera, risalente al 480 a.C.

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Ariete in bronzo (da Siracusa)

Altre stanze conservano reperti provenienti dai siti di Solunto, Megara Hyblaea, Tindari, Camarina e Agrigento.
Tra le opere più notevoli ci sono il grande Ariete in bronzo del III secolo a.C. da Siracusa, l’Ercole che uccide una cerva (una copia romana di un greco) e una copia romana in marmo del rivestimento del Satiro Prassitele.

Nella sezione dedicata al periodo romano sono presenti sculture e mosaici provenienti dalle ville romane intorno a Piazza Vittoria a Palermo.

Al secondo piano si trova una sezione dedicata alla preistoria, i cui resti provengono dalle grotte del palermitano.

Cartina

Informazioni

Museo Antonio Salinas
Piazza Olivella, 90133 Palermo

Siti esterni

Musei di Palermo