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Unità italiana
 
 

La presenza dell’uomo a Palermo è attestata già nella preistoria come una delle più antiche di tutta la Sicilia, fin dal Paleolitico superiore, con un’occupazione più strutturata durante il Mesolitico e soprattutto il Neolitico, in relazione alle risorse costiere e ai rilievi calcarei favorevoli all’insediamento.

Interessanti incisioni e pitture rupestri sono state rinvenute nelle grotte dell’Addaura nel 1953 dall’archeologo Bovio Marconi. Si trovano sulle pendici del Monte Pellegrino; le loro incisioni eccezionali sono datate al Paleolitico superiore (circa 12.000–10.000 a.C.). Rappresentano figure umane e animali in scene rituali complesse, uniche nel Mediterraneo occidentale, che attestano un’organizzazione sociale avanzata presso i gruppi locali.

I primi “popoli” identificati dalle fonti antiche e dall’archeologia nella Sicilia occidentale comprendono probabilmente i Sicani, insediati nell’isola prima dell’arrivo dei Siculi e dei Greci.
Lo storico greco Erodoto menziona i Sicani, che definisce un antico popolo della Sicilia, e che avrebbero chiamato il loro insediamento urbano “Lidobello” (bel litorale) per la particolare configurazione geografica del territorio, divenuto centro della Sicania tra il XII e il X secolo a.C.
I dati archeologici confermano l’esistenza, tra l’età del Bronzo medio e recente (circa XIV–X secolo a.C.), di villaggi protostorici nella Conca d’Oro, la pianura di Palermo, caratterizzati da abitati dispersi, un’economia agro-pastorale e scambi regionali. Questi insediamenti, pur non essendo urbani in senso stretto, costituiscono il substrato umano e territoriale su cui si insedierà in seguito l’emporio fenicio.

Informazioni

Fonti e siti esterni

Storia di Palermo