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Unità d’Italia
 
 

La splendore del periodo arabo non si interruppe con la conquista normanna. I Normanni mantennero una politica di tolleranza religiosa notevole per l’epoca, permettendo a cristiani, musulmani e ebrei di praticare il proprio culto e di contribuire alla vita civile e intellettuale del regno.
Questo periodo culminò con il regno di Ruggero II.

La conquista normanna

I Normanni sbarcarono per la prima volta in Sicilia nel 1061, approfittando della frammentazione del potere musulmano e delle rivalità tra gli emiri locali. Già insediati nel sud dell’Italia come mercenari e signori in Calabria e Puglia, avevano acquisito esperienza militare e alleanze che facilitarono la loro intervento siciliano.
Roberto il Guiscardo e suo fratello Ruggero d’Altavilla misero piede nella parte orientale dell’isola, si stabilirono a Messina e conquistarono progressivamente città e porti strategici. L’assedio di Palermo, capitale musulmana, durò diversi anni e si concluse nel 1072 con la sua presa, segnando la fine della dominazione musulmana sulla città.
I Normanni instaurarono in seguito una politica di tolleranza religiosa, permettendo alle popolazioni musulmane ed ebraiche di coesistere con i cristiani. Questa conquista progressiva servì da base per l’istituzione della dinastia normanna, illustrò la strategia normanna che combinava alleanze, negoziati e campagne militari, e preparò la fondazione del Regno di Sicilia.

Il regno normanno

Il regno normanno fu così segnato dalla convivenza delle diverse etnie e fedi religiose, dove arabi, bizantini, greci e italiani furono invitati a rimanere.
Sotto Ruggero II, l’arabo fu utilizzato come lingua amministrativa e scientifica, e la corte palermitana divenne un centro intellettuale frequentato da studiosi e artisti provenienti da orizzonti diversi.

In Sicilia, i Normanni fondarono il loro molto ricercato “Regno del Sole”: nel 1130 Ruggero II fu incoronato Re di Sicilia. Il suo regno era una sorta di stato federale con un primo parlamento creato nel 1129. Stabilì una corte, dove faceva lavorare scienziati arabi, come il geografo Al‑Idrisi che realizzò la mappamondo Tabula Rogeriana (1154) che sintetizzava il sapere cartografico dell’epoca, una delle carte più precise del XII secolo e una testimonianza maggiore del prestigio intellettuale della corte siciliana.

Vista artistica: Palermo al tempo dei NormanniNel suo libro dedicato al re Ruggero, Al‑Idrisi ci ha lasciato una testimonianza dell’epoca, redatta in arabo e sottolineando la ricchezza culturale ed economica della Sicilia normanna, definita da alcuni “perla del mondo” nel XII secolo.

Gli edifici più importanti della città sono ancora in piedi oggi, come la chiesa della Martorana o la Cappella Palatina (1132‑40) del Palazzo dei Normanni capolavoro di sintesi arabo‑bizantina‑normanna, mescolando mosaici dorati, archi fatimidi e iscrizioni in latino, greco e arabo.

Dopo i due Ruggero, si susseguirono Guglielmo I (detto il Cattivo) e Guglielmo II (detto il Buono), che resistettero all’imperatore Federico Barbarossa, deciso ad annientare il Regno Normanno di Sicilia.
Guglielmo I proseguì la politica di costruzione di padiglioni aristocratici e residenze come la Zisa, mentre Guglielmo II completò la cattedrale di Monreale nel 1182, un altro gioiello dell’arte arabo‑normanna. Sotto il regno di quest’ultimo, Palermo conobbe un’altra intensa epoca di prosperità e scambi culturali, attestata da racconti di viaggiatori come Ibn Jubayr.

La linea del re Ruggero si estingue nel 1189 con la morte di Guglielmo II. Con l’estinzione della dinastia normanna, il regno fu progressivamente integrato nell’Impero germanico sotto Federico II di Svevia, segnando la fine dell’età dell’oro arabo‑normanna e l’inizio di una nuova fase politica.

Informazioni

Fonti e siti esterni

Storia di Palermo