All’incrocio di diverse valli rocciose, le cave, che l’uomo occupa da millenni, la città di Scicli si estende tra diverse colli.
La sua visita merita almeno un giorno, e di più per esplorare i dintorni.
Ecco qui sotto una proposta di visita, per scoprire i più bei siti e monumenti della città, ereditati in gran parte dalla ricostruzione barocca che seguì il terremoto del 1693.

Itinerario

La piazza più grande di Scicli è Piazza Italia, attorno alla quale sorgono edifici costruiti tra il XVIII e il XX secolo, come il Palazzo Fava o la Chiesa Madre Sant’Ignazio. Quest’ultima, cattedrale della città, conserva tele della battaglia delle Milizie (tra arabi e normanni) e quella della Madonna delle Milize. Di fronte, il Palazzo Fava del XVIII secolo presenta graziosi elementi barocchi nel suo portale o con i balconi ornati di volti barbuti o di animali fantastici.

Cava San Bartolomeo

Nel quartiere della cava San Bartolomeo, l’omonima chiesa, risalente all’inizio del XV secolo, resistette relativamente al terremoto del 1693. La facciata, che fu completata nel 1815, è in stile tardo barocco e neoclassico con colonne doriche, ioniche e corinzie. Conserva splendidi stucchi barocchi e rococò, bellissime tele e un bel presepe in legno del XVIII secolo.
Lungo la parete rocciosa lato nord della valle, si estende il sito della Chiafura. Queste sono numerose grotte di abitazioni scavate nella roccia, che sarebbero state occupate dal neolitico, ma più certamente con i bizantini e nel medioevo, fino agli anni ’60. Hanno spesso un piano, al quale si accede tramite una scala, che ricorda le «Sassi» di Matera in Lucania.
La zona della Grotta Maggiore risale all’età del bronzo, pure forse del rame.

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Centro città

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Palazzo Beneventano

Il Palazzo Beneventano, costruito agli inizi del Settecento, è uno dei più interessanti della città, con le curiose sculture di teste moresche che decorano la facciata, sotto lo stemma della famiglia Beneventano e la statua di San Giuseppe. Le facciate hanno balconi e ringhiere notevoli, supportati da animali fantastici, e le finestre sono decorate con maschere grottesche. È un notevole esempio del barocco siciliano.

La via Francesco Mormino Penna è la via più bella e ricca del centro storico, tipicamente barocca e luminosa, con diverse chiese e palazzi barocchi, neoclassici, rococò e Liberty, costruiti dal XVIII al XIX secolo.
Su una piccola piazza, il municipio degli inizi del XX secolo fu costruito al posto di un antico monastero benedettino. Questo edificio è immortalato nella serie Commissario Montalbano, come l’edificio della stazione di polizia.

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San Giovanni Evangelista

Contro il municipio, la chiesa di San Giovanni Evangelista eretta nel XII secolo, ricostruita nel XVIII secolo, ha un’originale facciata barocca, convessa e concava al centro, colonnati di stili ionici e corinzi. L’interno conserva stucchi e belle decorazioni e un originale «Cristo di Burgos» nella sacrestia.
Dopo il grazioso Palazzo Bonelli, San Michele Arcangelo è un’altra bella chiesa con la sua facciata convessa barocca e un interno decorato nel XIX secolo.
Di fronte a quest’ultima, il palazzo Spadaro è uno dei più interessanti della città, grazie anche ai suoi bei balconi. Al piano terra si trova l’Antica Farmacia Cartia, antica farmacia, che può essere visitata, con il suo allestimento all’inizio del XX secolo.

Nel quartiere, la chiesa di Santa Teresa, che ha conservato parte della sua struttura anteriore al terremoto, mostra una bella finestra quadrilobe su una facciata.

L’affascinante Piazza Busacca è la piazza centrale di Scicli, dove fu eretto il monumento a Pietro di Lorenzo (detto Busacca, filantropo siciliano del XVI secolo) risalente al XIX secolo. L’antico convento carmelitano del XIV secolo fu ricostruito nel XVIII secolo, tra cui l’interessante chiostro, con la chiesa del Carmine e la sua facciata rococò. Il suo interno è decorato con stucchi bianchi attribuiti ad un allievo di Giacomo Serpotta.

Cava Santa Maria la Nova

Prendendo la via Santa Maria la Nova, cuore dell’omonimo quartiere, la Chiesa della Consolazione ha in parte resistito al terremoto del 1693, con in particolare un portale gotico del XVII secolo sul lato destro.

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Santa Maria la Nova

La chiesa di Santa Maria la Nova è forse la più antica della città, di origine bizantina, modificata nel tempo e sempre una delle più belle, segnata oggi da una transizione dal barocco al neoclassico. La facciata rettangolare e slanciata, l’abside e la navata risalgono al XIX secolo, con il loro stile neoclassico. L’interno ha una grande navata a volta, e due laterali formate ciascuna da tre cappelle coperte da cupole, che si terminano con un grande coro. Conserva anche bellissime sculture, dipinti, bassorilievi, affreschi e reliquie, tra cui una Madonna della Pietà in legno bizantino, la Natività di Maria nell’abside fine XVIII, le tele di Tommaso Pollace, l’affresco della Risurrezione sul soffitto, ecc

Colle San Matteo

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San Matteo

Salendo il colle San Matteo, dove sorgeva l’antico centro storico della città, si incontrano antiche grotte e chiese rupestri, come San Pietro, Santa Maria della Catena, e San Vito del XVI secolo.
Si raggiunge prima la chiesa omonima di San Matteo, e antica cattedrale di Scicli. Lasciata abbandonata a lungo, è stata recentemente rinnovata con la sua bella pietra bianca. La facciata barocca non è mai stata completata.
Qui il panorama sulla città è splendido. Nelle vicinanze sorgeva il Castellaccio, un’antica torre fortificata i cui resti sono magri. Non lontano più indietro rimangono anche i resti del Castello dei Tre Cantoni, antica fortezza del XIII secolo, e nelle vicinanze le piccole chiese di Santo Spirito del XIII secolo, ricostruite nel XVIII secolo, e Santa Lucia.

Colle Croce

Sul colle Croce si possono visitare la chiesa e l’antico convento della Croce del XVI secolo, con l’elegante facciata in stile gotico catalano, e dietro l’abside l’oratorio con affreschi quattrocenteschi. Nelle vicinanze si trova anche la chiesa rupestre di Piedigrotta del XVII secolo che conserva una Madonna della Pietà scolpita nel XVI secolo.

Al piede della collina, la chiesa di San Giuseppe è un’altra interessante chiesa del XVI secolo, ricostruita nel XVIII secolo con la sua facciata barocca.

Dintorni

Litorale

La costa non è lontana da Scicli, con in particolare la località balneare di Sampieri e le sue due spiagge. Alla fine della spiaggia lato est, di circa 3 chilometri, la Fornace Penna è una fabbrica di mattoni del inizio Novecento.

Cava d’Aliga è un altro villaggio di pescatori, vicino a una costa rocciosa con acque trasparenti, vicino a la Grotta dei Contrabbandieri e alla Grotta dei Colombi.

Donnalucata

Donnalucata è un’affascinante cittadina marittima, occupata almeno dall’epoca araba, come porto di Scicli, e diventata nel XIX secolo meta di vacanza per l’aristocrazia locale con numerose ville.
Nel paese, l’affascinante neogotico palazzo Mormino risale al XIX secolo e la chiesa di Santa Caterina da Siena risale allo stesso secolo.
Il santuario della Madonna delle Milizie fu costruito intorno al 1093 (ricostruito nel XVIII secolo) sul sito della battaglia del 1091 tra Normanni e Saraceni, dove la Vergine su un cavallo sarebbe intervenuta.

Più a ovest, si raggiunge Playa Grande che precede la riserva naturale della foresta di Macchia del fiume Irminio, con i suoi uccelli migratori e lontre.

Informazioni

Siti esterni

Categorie Scicli e Ragusa

  • ScicliScicli
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