All’incrocio di diverse valli rocciose (chiamate cava), profonde incisioni nella roccia calcarea le cui pendici sono abitate o utilizzate da millenni, la città di Scicli si estende tra varie colline.
La visita richiede almeno una giornata, e anche di più per esplorare i dintorni.
Di seguito una proposta di itinerario per scoprire i siti e i monumenti più significativi della città, in gran parte ereditati dalla ricostruzione barocca successiva al terremoto del 1693.
Itinerario a Scicli
- Si propone di iniziare la visita dal Colle de la Croce. Dall’antico convento, visitabile, si gode di un belvedere che abbraccia l’intera città situata allo sbocco delle vallate calcaree e circondata da colline.
- Si può poi scendere verso la grande piazza centrale, la Piazza Italia, nel pieno centro di Scicli, vicino al maestoso Palazzo Beneventano, simbolo del barocco locale.
A partire da Piazza Italia, è possibile poi muoversi nel centro storico secondo l’ordine preferito: - La Via Francesco Mormino Penna, asse principale del centro storico, fiancheggiata da palazzi, chiese ed elementi urbani del XVIII secolo fino agli inizi del XIX. Poi la Piazza Busacca con il convento carmelitano e la sua chiesa.
- La Cava di Santa Maria la Nova, una delle valli rocciose, con la sua chiesa emblematica e altri edifici.
- Salire sulla collina del Colle San Matteo, che domina la città, con l’antica cattedrale e resti, tra cui quelli di castelli.
- Esplorare la valle della Cava di San Bartolomeo, il quartiere delle grotte e la chiesa del quartiere.
Mappa turistica
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Colle della Croce
Convento Santa Maria della Croce
Il complesso domina la valle della Cava di San Bartolomeo dalla sommità del Colle della Croce, costituendo un punto panoramico sulla città. Fondato intorno al 1528 (iscrizione sulla facciata) per i frati minori, conserva ancora due chiostri trapezoidali addossati alla scogliera. Il convento ha in gran parte resistito al terremoto del 1693, mentre la chiesa presenta la sua elegante facciata in stile gotico tardivo.
Dietro l’abside, l’oratorio della Madonna di Sion ha conservato affreschi del XV secolo, oggi trasferiti.
L’insieme è stato oggetto di un recente progetto di riqualificazione (2022), che ha incluso il restauro degli elementi lapidei e degli accessi.
Chiesa di San Giuseppe
Ai piedi della collina, la chiesa di San Giuseppe è un’altra interessante chiesa del XVI secolo, ricostruita con la sua facciata barocca concava del 1722. Il suo interno è ricco di stucchi bianchi, dorati e blu tipici dello stile rococò della città. Conserva una statua di santa Agrippina in marmo dipinto del 1497, così come diverse sculture del XVIII secolo. Questa chiesa è anche il punto di arrivo della tradizionale «Cavalcata di San Giuseppe» organizzata ogni anno intorno al 19 marzo.
Piazza Italia e Palazzo Beneventano
La piazza più ampia di Scicli è la Piazza Italia, attorno alla quale si ergono edifici costruiti tra il XVIII e il XX secolo, come la Chiesa Madre Sant’Ignazio. Di fronte, il palazzo Fava del XVIII secolo presenta eleganti elementi barocchi nel portale e nei balconi ornati da volti barbuti o animali fantastici.
Chiesa Madre di Sant’Ignazio
La Chiesa Madre di Sant’Ignazio, anche parrocchia di San Guglielmo, è la cattedrale di Scicli. Risale alla metà del XVIII secolo ed era originariamente integrata nel collegio gesuita. L’insieme fu distrutto dal terremoto del 1693 durante la sua costruzione.
La facciata è di un barocco elegante ed equilibrato, arricchito da statue e bassorilievi, con un bel timpano ondulato, completata nel 1751.
L’altare maggiore in marmo proviene dalla chiesa demolita di Santa Maria La Piazza; una cappella conserva la grande tela del 1780 di Francesco Pascucci raffigurante la Battaglia delle Milizie (tra arabi e normanni), e una tela della Madonna delle Milizie con la Vergine a cavallo che abbatte i saraceni.
Nella cappella di San Francesco Saverio è conservata «l’urna di San Guglielmo», patrono della città di Scicli.
Il collegio gesuita e il chiostro adiacente furono demoliti nel 1961 per far posto all’edificio attuale che ospita una scuola secondaria.
Palazzo Beneventano
Il Palazzo Beneventano, costruito all’inizio del XVIII secolo, è uno dei più interessanti della città ed è considerato uno dei più belli nel panorama del barocco siciliano.
Presenta due facciate con, all’angolo, un grande “cantone” barocco dove figura la statua di San Giuseppe sormontata dallo stemma dei Beneventano. Sono decorate da due teste di mori. I balconi sono sostenuti da mensole raffiguranti animali fantastici o maschere grottesche, lo stemma della famiglia Beneventano e la statua di San Giuseppe.
L’edificio è ad uso privato ed è visitabile solo parzialmente (i piani nobili sono talvolta chiusi).
Via Mormino Penna e Piazza Busacca
Via Francesco Mormino Penna
La strada Via Francesco Mormino Penna (ex Corso San Michele) è spesso descritta come una delle «più belle strade della Sicilia». È infatti la più ricca del centro storico, tipicamente barocca e luminosa, lastricata in basalto dorato. Comprende diverse chiese e palazzi aristocratici barocchi, neoclassici, rococò e persino Art Nouveau, dei secoli XVIII-XIX (palazzi Bonelli, Papleo, Spadaro).
Su una piccola piazza, il municipio dei primi del XX secolo fu costruito al posto di un antico monastero benedettino. Questo edificio è reso celebre nella serie televisiva Il commissario Montalbano, come sede del commissariato di polizia.
Chiesa di San Giovanni Evangelista
Accanto al municipio, la chiesa San Giovanni Evangelista, eretta nel XII secolo sotto i Normanni, fu ricostruita nel XVIII. Presenta una facciata barocca originale, concava ai lati e convessa al centro, con colonnati di stile ionico e corinzio. L’interno conserva stucchi e belle decorazioni, oltre a un dipinto originale detto «Cristo di Burgos».
Chiesa di San Michele Arcangelo
Dopo il grazioso palazzo Bonelli, San Michele Arcangelo è un’altra bella chiesa con facciata barocca convessa e un interno con stucchi rococò, decorato nel XIX secolo con affreschi e che conserva un crocifisso del XV secolo. Probabilmente fondata prima del XV secolo e poi ricostruita, la sua facciata della metà del XIX secolo segna un passaggio verso il neobarocco/neoclassico.
Palazzi e antica farmacia
Di fronte a quest’ultima chiesa, il Palazzo Spadaro, costruito tra la fine del XVIII e il XIX secolo per la famiglia Spadaro, presenta una facciata ornata da balconi barocchi con mensole scolpite e conserva all’interno soffitti dipinti, stucchi decorativi e un ampio salone di rappresentanza del XIX secolo. Oggi ospita la pinacoteca comunale, dove sono esposte opere del Gruppo di Scicli.
Adiacente, l’Antica Farmacia Cartia, fondata nel 1902 dal farmacista Guglielmo Cartia, è rimasta intatta nella sua configurazione originaria: boiserie in noce, banconi, vetrine e strumenti scientifici d’epoca sono integralmente conservati. Costituisce un raro esempio di farmacia storica siciliana aperta al pubblico come museo.
Di fronte, il Palazzo Bonelli-Patané, contemporaneo di Spadaro, si distingue per la completa conservazione dei suoi arredi interni, affreschi e mobili, illustrando il raffinamento della nobiltà di Scicli del XIX secolo e rimanendo uno dei rari palazzi privati visitabili della città.
Museo del Costume e Santa Teresa
In fondo alla strada, la chiesa di Santa Teresa, risalente in gran parte al XVIII – inizio XIX secolo, conserva un portale d’ingresso sormontato da una finestra quadrilobata finemente lavorata e da una loggia a tre arcate sopraelevata. La navata interna fu pavimentata nel 1757 con pietra bianca di Comiso e pietra nera di Ragusa, e decorata con stucchi e tele d’epoca. Sconsacrata nel 1950, è oggi utilizzata come spazio culturale dal comune.
Il Museo del Costume, inaugurato nel 2007 negli ex locali del convento di San Michele, conserva una collezione di abiti, accessori e oggetti della vita quotidiana dal XVIII al XX secolo, con l’evoluzione del costume e degli usi domestici in Sicilia e una sezione dedicata alla cucina rurale. Sono ancora riconoscibili elementi dell’antico convento.
Piazza Busacca e Madonna del Carmine
La Piazza Busacca è una piazza centrale di Scicli, che prende il nome dal banchiere filantropo Pietro di Lorenzo Busacca (1500-1569), il cui monumento del XIX secolo si trova sulla piazza.
Su questa stessa piazza sorge il complesso della Madonna del Carmine con l’antico convento carmelitano del XIV secolo, ricostruiti dopo il terremoto del 1693, tra il 1751 e il 1769 per la chiesa.
La facciata rococò (barocco tardo) di quest’ultima è suddivisa da fasce ed è ornata da sette statue collocate su piedistalli. L’interno presenta una navata affiancata da sei altari laterali in marmo, stucchi di un allievo di Giacomo Serpotta, nonché la statua in foglia d’argento della Madonna del Carmine, datata 1760, posta nell’abside centrale.
Il convento adiacente, la cui costruzione termina nel 1778, si apre su un cortile interno. È stato riconvertito in museo d’arte contemporanea («MACC»), con sale espositive nelle antiche celle e nel chiostro.
Cava Santa Maria la Nova
Santa Maria della Consolazione
Entrando nella via Santa Maria la Nova, all’ingresso dell’omonima cava, la Chiesa di Santa Maria della Consolazione, precedentemente San Tommaso, ha in parte resistito al terremoto del 1693 con le strutture delle navate che servirono da base per la ricostruzione. L’edificio è in gran parte del XVIII secolo.
L’interno presenta tre navate separate da massicci pilastri, una pavimentazione con motivi floreali e geometrici in pietra bianca e pietra nera, nonché due statue lignee della Flagellazione di Cristo e del «Cristo alla colonna».
Un campanile separato dal corpo della chiesa termina con una cuspide rivestita di maioliche policrome.
Santa Maria la Nova
La chiesa di Santa Maria la Nova è forse la più antica della città, di origine bizantina, ed è ancora una delle più belle. L’edificio attuale presenta una transizione dal barocco al neoclassico. La facciata rettangolare e slanciata, l’abside e la navata risalgono al XIX secolo, con il loro stile neoclassico. L’interno presenta una grande navata voltata e due laterali, ciascuna formata da tre cappelle coperte da cupole, che terminano in un ampio coro. Conserva inoltre pregevoli sculture, dipinti, bassorilievi, affreschi e reliquie, tra cui una Madonna della Pietà in legno, la Natività di Maria nell’abside di fine XVIII secolo, tele di Tommaso Pollace, l’affresco della Resurrezione sul soffitto, ecc.
La Cavuzza e San Guglielmo
Dietro la chiesa precedente, la cappella di San Guglielmo (Guglielmo Buccheri), datata alla metà del XIX secolo, ricorda il luogo in cui il santo eremita si ritirò nella « cavuzza », grotte rupestri scavate nel versante roccioso.
La cavuzza comprende diverse grotte e antiche abitazioni rupestri che testimoniano l’occupazione storica del sito.
Colle San Matteo
Salendo il colle San Matteo, dove si trovava l’antico centro storico della città, si incontrano antiche grotte e chiese rupestri. La Chiesa di San Pietro è un’antica chiesa cristiana scavata nella roccia, modificata nel XVII secolo; Santa Maria della Catena è una cappella rupestre ricavata da una grotta utilizzata da oltre 1000 anni. La Chiesa di San Vito è una piccola chiesa monumentale del XVI secolo, oggi trasformata in museo.
In cima si trova un itinerario archeologico-naturalistico e un panorama sulla Val di Noto fino al mare, con diversi resti religiosi e difensivi.
Chiesa di San Matteo
Si raggiunge innanzitutto l’omonima chiesa Chiesa di San Matteo, situata in cima, antica cattedrale di Scicli fino al 1874. Lasciata a lungo in stato di abbandono, è stata recentemente restaurata con la sua bella pietra bianca. La facciata barocca non è mai stata completata. Esistono delle cripte sotto l’edificio, che tuttavia rimane chiuso al pubblico.
L’edificio visibile oggi è il risultato di una ricostruzione barocca avviata dopo il terremoto del 1693.
Da qui, il panorama sulla città è splendido.
Castelli e chiese sulla collina
Nelle vicinanze sorgeva il Castellaccio, un’antica torre fortificata di cui restano poche tracce.
Poco più lontano, si trovano anche i resti del Castello dei Tre Cantoni, un’antica fortezza le cui mura superstiti risalgono alla seconda metà del XIV secolo e all’inizio del XV secolo.
Nei dintorni si trovano la piccola chiesa di Santo Spirito del XIII secolo, ricostruita nel 1747, e quella di Santa Lucia, una piccola cappella rupestre fondata nel XVII secolo.
Cava San Bartolomeo e Chiafura
Il contesto paesaggistico della cava è pittoresco, come una valle stretta tra le colline di San Matteo e della Croce, e le numerose grotte nella roccia calcarea dei pendii che sono occupate da secoli.
Chiesa di San Bartolomeo
Nel quartiere della cava San Bartolomeo, la chiesa omonima, risalente all’inizio del XV secolo, ha relativamente resistito al terremoto del 1693. La facciata, completata nel 1815, è in stile tardo barocco e neoclassico con colonne doriche, ioniche e corinzie. Conserva splendidi stucchi barocchi e rococò, pregevoli tele tra cui una raffigurante San Bartolomeo, e un notevole presepe in legno del XVIII secolo.
Chiafura e i luoghi della cava
Lungo la parete rocciosa sul lato nord della valle si estende il sito di Chiafura. Si tratta di un quartiere trogloditico con numerose grotte-abitazione scavate nella roccia sul fianco della collina San Matteo.
Sarebbero state occupate fin dal Neolitico, ma più probabilmente in epoca bizantina e nel Medioevo, fino agli anni ’60 del Novecento. Spesso presentano un piano superiore, accessibile tramite una scala, ricordando i « sassi » di Matera in Lucania.
Il Museo « A Rutta ri Ron Carmelu » è un museo privato allestito in un’antica grotta-abitazione e propone una ricostruzione della vita popolare nelle case rupestri di Chiafura, con strumenti d’epoca e arredi.
A monte e sull’altro lato del torrente si trova anche la chiesa rupestre di Piedigrotta, fondata nel XVII secolo e che conserva una Madonna della Pietà scolpita nel XVI secolo.
Altri luoghi in Scicli
L’area della Grotta Maggiore risale all’età del bronzo, ovvero al rame, a 500 metri dopo la rotonda dell’ospedale di Buscca, a 50 metri in altezza.
Falleria fotografica

Santa Maria la Nova dal Colle di San Matteo 
Panorama sul centro storico, Colle di San Matteo 
Chiesa e convento di Santa Maria della Croce 
Panorama da Colle San Matteo 
Chiesa e convento di Santa Maria della Croce 
Panorama sul centro storico, Colle di San Matteo 
Panorama sul centro storico, Colle di San Matteo 
Panorama sul centro storico, Colle di San Matteo
Litorale vicino a Scicli
Sampieri e Cava d’Aliga
La costa di Sampieri, vicino a Scicli, si estende per quasi tre chilometri di sabbia fine fino all’antica Punta Pisciotto, ai cui margini si ergono i resti della Fornace Penna: una fabbrica di laterizi costruita tra il 1909 e il 1912. Essa beneficiava di un accesso marittimo, di una linea ferroviaria e di una cava di argilla nelle vicinanze; l’attività cessò dopo un incendio nella notte del 26 gennaio 1924.
Poco più a est, Cava d’Aliga è un altro villaggio di pescatori. La sua spiaggia, in parte sabbiosa e in parte delimitata da una costa rocciosa con acque trasparenti, è dominata da due spettacolari cavità naturali, la Grotta dei Contrabbandieri e la Grotta dei Colombi, scavate dal mare nella roccia e accessibili dalle scogliere che sovrastano il golfo.
Donnalucata e Playa Grande
Il villaggio di Donnalucata, piccola località marittima nel territorio di Scicli, presenta un’occupazione documentata già in epoca greco-fenicia, poi con gli arabi in particolare. Infatti, la toponomastica « Donnalucata » deriva dall’arabo ʿAyn al-ʿAwqāt, « la fonte delle ore ». Con il suo sviluppo balneare alla fine del XIX secolo, furono costruite ville aristocratiche tra cui l’affascinante palazzo neogotico Palazzo Mormino Penna. La sua Chiesa di Santa Caterina da Siena fu costruita tra il 1878 e il 1883.
Il santuario della Madonna delle Milizie, eretto intorno al 1093 e ricostruito dopo il terremoto del 1693, commemora secondo la tradizione la vittoria dei Normanni sui Saraceni nel 1091, durante la quale la Vergine sarebbe intervenuta a cavallo per aiutare i Normanni.
Verso ovest si estende la spiaggia detta Playa Grande, che precede la riserva naturale Macchia-Foresta del Fiume Irminio che protegge la foce del fiume Irminio e il suo cordone dunale, habitat di uccelli migratori e lontre.
Più a ovest si incontrano la Marina di Ragusa e Punta Secca.
Informazioni
Siti esterni
- Pagina Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/Scicli
- Le chiese della città: www.comune.scicli.rg.it
- I palazzi della città: www.comune.scicli.rg.it
- Siti turistici: www.visitvigata.com/cosa-vedere-a-scicli, www.siciliapreziosa.it/guida-turistica/cosa-vedere-scicli-monumenti-posti-da-visitare
Categoria Scicli e Ragusa
- Scicli
Scicli è una affascinante piccola città della provincia di Ragusa, nel sud-est della Sicilia, sicuramente ...

















































