I resti dell’antica città di Akrai, nei pressi dell’attuale Palazzolo Acreide, costituiscono una delle testimonianze più significative della colonizzazione greca nell’entroterra siracusano. Fondata nel VII secolo a.C. dai Greci di Siracusa, la città si sviluppò su un altopiano strategico dominante la valle dell’Anapo. Prosperò sotto il dominio greco e poi romano, prima di declinare in epoca bizantina.
I resti comprendono un teatro greco, latomie (cave di pietra utilizzate come prigioni), nonché santuari dedicati a divinità locali.
Sito archeologico di Akrai
Tra le strutture più rilevanti del sito archeologico spicca il teatro greco (II secolo a.C.), la cui orchestra conserva una pavimentazione in parte rifatta in epoca romana. Nelle vicinanze si estendono i resti di edifici greco-romani adiacenti all’agorà, oltre a un tratto ben conservato di strada antica, identificato come il decumanus maximus. L’agorà era delimitata da stoai e strutture pubbliche, delle quali sono ancora visibili le fondazioni.
Si riconoscono inoltre le tracce di diversi santuari, tra cui quello del Tempio di Afrodite (VI secolo a.C.), situato a nord del teatro.
Dell’epoca romana restano alcune basi di statue onorarie, tra cui una dedicata a Gaio Verre, che testimonia l’antica importanza municipale del sito.
Le cave antiche scavate nel calcare furono riutilizzate in epoca paleocristiana come necropoli, con un insieme di tombe scavate e cavità funerarie. Tra queste si distinguono la grotta di Sparno e i complessi funerari rupestri nei pressi di Bauly, dove si conservano croci incise e nicchie votive.
A circa 300 metri a sud-est del teatro, sul fianco del colle Orbo, si estende il santuario di Cibele (IV–III secolo a.C.), un vasto complesso rupestre dedicato al culto della dea madre. Il sito comprende circa dodici nicchie o rilievi con figure scolpite nella roccia, accompagnati da basi di altari ed elementi votivi. Le figure, chiamate localmente « santoni », raffigurano la dea e i suoi accompagnatori, oggi fortemente erose dal tempo.
Si tratta di uno dei più antichi della Sicilia e di uno dei più estesi del mondo antico tra i complessi monumentali del culto orientale di Cibele.
Panoramica storica di Akrai
Akrai fu fondata dai Greci di Syracuse intorno al 664 a.C., 70 anni dopo la fondazione di Siracusa, a 40 chilometri da quest’ultima sulle alture del monte Acremonte, inizialmente con un ruolo di avamposto difensivo. Fu la prima colonia fondata dai Siracusani, prima di Casmene nel 643 a.C. sul monte Lauro, Akrillai e Kamarina nel 598 a.C.
Dopo il trattato di pace tra i Romani e Siracusa, la città fu abbellita durante il regno di Gerone II, che vi nacque probabilmente, o quantomeno vi crebbe. Fu nel III secolo a.C. che la città conobbe il suo apice, arrivando persino a coniare una moneta con l’effigie della dea Demetra.
Fu amministrata dai Romani dopo la sua conquista da parte di Roma nel 211 a.C., che la chiamarono Acre.
L’antica città fu distrutta nel 827 dalle truppe musulmane che si accamparono nelle vicinanze prima di attaccare Siracusa.
Successivamente, la città accolse un’importante comunità di cristiani, poi di ebrei che emigrarono dopo l’editto del 18 giugno 1492, espulsi dai territori spagnoli.
Galleria

Teatro antico 
Antico abitato 
Acropoli di Akrai 
Bouleuterion 
Sito di Akrai 
Incisioni. Latomie e necropoli 
Latomie e necropoli 
Latomie e necropoli 
Teatro antico 
Latomie e necropoli 
Latomie e necropoli 
Latomie e necropoli 
Latomie e necropoli 
Latomie e necropoli 
Latomie e necropoli 
Latomie e necropoli 
Latomie e necropoli
Dove si trova Akrai in Sicilia: mappa
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Informazioni
Parco archeologico di Akrai
Via Teatro Greco, 8, 96010 Palazzolo Acreide SR
Sito: www.regione.sicilia.it
Fonti e siti esterni:
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Commenti in altre lingue
Il sito è molto simpatico (il piccolo teatro e soprattutto la necropoli), ma piuttosto piccolo, con buona parte dei resti non accessibile.