A pochi chilometri da Aidone si trova il sito archeologico di Morgantina, resti di un’antica città frequentata fin dall’età del bronzo dalle popolazioni autoctone, poi dai Siculi, dai Greci e dai Romani. Oltre al parco archeologico, esistono altre aree per circa 3 chilometri e diverse colline.
La città controllava un vasto territorio agricolo, nei pressi del fiume Gornalunga, affluente del Simeto.
Si conservano importanti rovine dell’epoca ellenistica greca, con edifici pubblici sull’agorà, il ginnasio, i santuari, l’Ekklesiasterion, il teatro e abitazioni decorate con pavimenti a mosaico e affreschi parietali.
Si conservano importanti rovine dell’epoca ellenistica greca, con edifici pubblici sull’agorà, i santuari, l’Ekklesiasterion, il teatro e abitazioni decorate con pavimenti a mosaico e affreschi parietali.

Tutti i reperti provenienti dall’area archeologica di Morgantina sono conservati presso il museo archeologico di Aidone e coprono un periodo che va dall’età del ferro al I secolo a.C.

Le colline di Morgantina

Protetta dalle sue antiche mura, la città si estende tra diverse colline. Si possono individuare 3 colline.

Sulla collina della cittadella o « Cittadella », a 1 km a nord-est dell’agorà attuale, furono rinvenuti i resti più antichi con il sito primitivo: capanne circolari e rettangolari di un villaggio dell’età del bronzo (forse cultura di Castelluccio e Sicani).

Mappa del sito di Morgantina in Sicilia

Mappa del sito di Morgantina

È anche qui che si trovava l’acropoli della zona sacra arcaica, con diversi templi tra cui il più grande era lungo 32 metri e risaliva al VI secolo a.C. Vi erano anche l’agorà e la necropoli della città greca arcaica sui pendii.
Si trova al di fuori del parco archeologico, ma è comunque possibile raggiungerla.

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Successivamente, l’acropoli fu trasferita a meno di 1 km verso sud-ovest su una collina, ai piedi della quale si estende la Serra Orlando, dove furono edificati l’agorà con il teatro e i santuari del periodo greco ellenistico.

A est della collina di Serra Orlando, la zona di San Francesco è una vasta terrazza, con tracce di capanne della cultura di Castelluccio e i resti di un’area sacra. È qui che furono saccheggiate intorno al 1980 la Venere di Morgantina e gli acroliti delle dee Demetra e Persefone.

Visita del sito archeologico di Morgantina

Mappa del parco archeologico di Morgantina :

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Quartiere occidentale, agorà e teatro

Il parco archeologico si estende sul sito della Serra Orlando con la collina di Sant’Agnese a ovest e la sua collina a est. La fisionomia attuale risale essenzialmente al IV secolo a.C., sotto l’egemonia di Siracusa.

Dopo la biglietteria, si percorre l’asse della Plateia B che conduce in altura al Quartiere Ovest, situato in posizione elevata e caratterizzato da un impianto ortogonale. Vi si trovavano diverse belle abitazioni, di cui restano alcuni pavimenti a mosaico. La prima che si incontra è la Casa dei Capitelli Toscani, ristrutturata nel I secolo a.C. Proseguendo la salita, sulla destra si trova la Casa Pappalardo, che misurava 500 m², risalente al III secolo a.C., mentre continuando verso est si passa per la Casa delle Botteghe, dove i Romani installarono delle tabernae, per poi raggiungere la cresta della collina, con una splendida vista sull’agorà e sull’insieme degli edifici antichi.
Tornando indietro, si incontra lo stenopos principale che attraversa il quartiere, scendendo verso nord e passando per la Casa della Cisterna, con grandi ambienti disposti attorno a due peristili e le sue cisterne, che sbocca sull’arteria principale lastricata della Plateia A, la quale conduce all’agorà verso est.

Nord ed est dell’agorà

La Plateia A sbocca sull’agorà. Il primo edificio che si incontra è il Bouleuterion, sede del Consiglio della città, con la sua esedra semicircolare dove i sedili circondano un podio.
L’agorà è la piazza centrale della città, luogo della vita politica ed economica della comunità. È delimitata su tre lati dalle stoai, i portici.
Si costeggia la stoà nord, lunga 90 metri, che si suppone fosse utilizzata come ginnasio, luogo per esercizi sportivi, con spazi annessi. Si raggiunge la Fontana Monumentale con una doppia vasca e un’ampia scalinata, risalente alla seconda metà del III secolo a.C., distrutta alla fine del I secolo a.C.
Verso est si estende il grande portico della stoà orientale, lungo quasi 87 metri, che svolgeva diverse funzioni pubbliche (giustizia, scuola, luoghi di incontro).

Più a est, il Macellum, situato verso il centro dell’agorà, è l’unico edificio romano, costruito nel II secolo a.C. e con un orientamento diverso rispetto agli edifici ellenistici. Si trattava di un mercato coperto, con 13 botteghe attorno a una corte porticata. Al centro si trova il temenos, un altare rettangolare greco che è stato incorporato nell’edificio.
La stoà conduce al Pritaneo, con il suo cortile centrale, sede del magistrato cittadino dove veniva custodito il fuoco sacro. I Romani trasformarono l’edificio in un thermopolium (sorta di bar), con strutture sotterranee per conservare acqua e vino.

Il Quartiere Est e i forni

Salendo la collina orientale, si incontrano abitazioni, come la Casa della Salute, con il suo cortile a peristilio e pavimenti decorati da un mosaico con l’iscrizione ”EYEXEI”, che significa “benessere”, quindi un augurio di prosperità per la casa. Oltre alle colonne in mattoni, vi si trovano cisterne per la raccolta dell’acqua piovana.
In alto, più a sud, si trova la Casa di Ganimede, che conserva un mosaico raffigurante il rapimento di Ganimede. Il peristilio rettangolare era circondato da colonne doriche, con due ambienti decorati da affreschi rossi e mosaici, risalenti al III secolo a.C. Fu riutilizzata, modificata e suddivisa dai Romani.

Ridiscendendo e dirigendosi verso sud-est, si raggiunge il Magazzino Est, dove si trovano forni utilizzati per la produzione di ceramiche; i più grandi, a forma di tunnel con archi, servivano per produrre tegole e tubature per acquedotti. Presso le antiche mura, il Grande Forno è molto ben conservato, con due prefocolari e, al centro, la camera di combustione le cui pareti risultano cristallizzate, così come la grande camera di cottura.

L’Agorà

Di fronte alla scalinata e al pritaneo, l’Ekklesiasterion è l’edificio emblematico di Morgantina, con le sue tre file di grandi gradinate disposte a formare tra loro un angolo ottuso, che serviva ad accogliere l’assemblea dei cittadini o manifestazioni culturali.
A sud si trova il santuario delle divinità ctonie, divinità legate alla Terra e agli inferi, come Ade, Persefone, Ecate ed Ermes, e connesse all’agricoltura come Demetra. Si sviluppa attorno a due cortili contigui: il cortile sud con altari e cappelle per i riti sacri, e il cortile nord accessibile ai fedeli con forni e una vasca.
Subito a ovest del santuario si trova il teatro con le sue 15 file di gradinate. Al centro delle gradinate si vede una dedica a Dioniso da parte del ricco cittadino che lo fece costruire, nel III secolo a.C., in sostituzione di un teatro precedente più modesto. Presenta robusti muri di sostegno. Al centro delle gradinate si vede una dedica a Dioniso da parte del ricco cittadino che lo fece costruire Una parte delle gradinate che era crollata è stata restaurata. Restano tracce dell’orchestra e della scena.
Subito a nord del teatro restano alcune celle conservate lungo la stoà occidentale, con botteghe o altre strutture.

Ritorno verso l’ingresso e le terme

A sud del teatro si imbocca il percorso verso ovest che conduce alla grandiosa Casa del Magistrato, con le sue 24 stanze, suddivisa in un settore privato a nord e un settore di rappresentanza a sud con triclini e atrio decorato.

Superato l’ingresso, verso ovest si trovano le Terme di Contrada Agnese. Si tratta di uno dei rari esempi di terme ellenistiche. Si caratterizzano per una sala circolare che era coperta da una volta e per piscine coperte. La volta è stata costruita con un sistema originale che utilizza tubuli in terracotta incastrati e intonacati.

Storia di Morgantina

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Litra di Morgantina (dritto), 415-405 a.C.

Le tracce più antiche del sito risalgono all’età del bronzo (2100 -1600 a.C.), con un villaggio di capanne sulla collina della Cittadella, databile alla cultura di Castelluccio, da cui deriverebbero i Sicani. Sono state inoltre rinvenute ceramiche micenee.
I Siculi, forse provenienti dall’Italia centrale, tra il XIV e l’XI secolo a.C., respinsero i Sicani verso l’ovest della Sicilia. Tuttavia, la leggenda attribuisce la fondazione della città a un gruppo di Morgeti (provenienti dalla Lucania), guidati dal mitico re Morgete, nel X secolo a.C.

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Litra di Morgantina (rovescio), 415-405 a.C.

Nel corso dell’VIII secolo a.C., i Greci iniziarono a stabilirsi in Sicilia e, verso il VI secolo, Greci di origine calcidese si insediarono a Morgantina, apparentemente mescolandosi con la popolazione locale, come suggerisce la commistione di elementi culturali nelle pratiche funerarie.
La città sarebbe stata distrutta alla fine del VI secolo a.C. dal tiranno Ippocrate di Gela, e nuovamente nel 459 a.C. da Ducezio, re dei Siculi, durante una rivolta contro il dominio greco.
Dopo la sconfitta dei Siculi, nel 450 a.C. il territorio passò sotto il controllo di Siracusa e fu successivamente venduto a Camarina nel 424. Nel 396 il tiranno Dionisio I di Siracusa se ne impadronì durante una campagna per estendere il proprio dominio in Sicilia, nel contesto dei conflitti con Cartagine. Tuttavia, gli abitanti ribelli al dominio siracusano accolsero l’esercito punico (Cartagine) guidato da Magone II nel 392.

Tetradramma di Morgantina

Tetradramma (340-317 a.C.)

Intorno al 340 a.C., Timoleonte sconfisse i Cartaginesi, scacciò Dionisio II da Siracusa e liberò le città greche dai tiranni per imporre regimi oligarchici.
Ricostruì la città sull’altopiano, con una cinta muraria, un impianto urbano ortogonale, il santuario in onore di Demetra e Persefone, l’Ekklesiasterion, il Bouleuterion, ecc. Numerosi coloni provenienti dalla Grecia vi si stabilirono.
Durante un conflitto civile, Agatocle si impadronì di Siracusa con l’aiuto di 1.200 soldati di Morgantina nel 317 a.C. Egli fece costruire l’agorà della città.
Sotto il regno di Gerone II (275-215 a.C.), tiranno di Siracusa, Morgantina raggiunse il suo massimo sviluppo, con circa 10.000 abitanti.

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Doppia Litra (Morgantina, 214-212 a.C.)

Durante la prima guerra punica tra Roma e Cartagine, Morgantina e tutta la Sicilia orientale erano sotto Gerone II, alleato dei Romani. Ma alla sua morte, il nipote Ierone II fu all’origine del passaggio dell’alleanza a Cartagine. In seguito, la città resistette ai Romani nonostante la caduta di Siracusa nel 212. Fu assediata e distrutta nel 211 da Marco Cornelio Cetego, quindi offerta ai mercenari ispanici guidati da Moerico per aver permesso al console Marco Claudio Marcello di conquistare Siracusa dopo tre anni di assedio (durante il quale morì Archimede).

Le monete di Morgantina recanti la leggenda ΣΙΚΕΛΙΩΤΑΣ risalgono al periodo 214–211 a.C., durante la Seconda guerra punica. Costituiscono un’emissione federale che riuniva diverse città greche della Sicilia sotto supervisione romana ed erano destinate alla circolazione amministrativa e commerciale, segnando la riorganizzazione monetaria imposta da Roma. La leggenda non designa un popolo specifico, ma un’entità monetaria comune.
Parallelamente, i bronzi recanti la leggenda HISPANORVM (214–210 a.C.) erano destinati ai contingenti iberici e numidi stanziati in Sicilia e servivano principalmente al pagamento e alla logistica militare.

Di dimensioni più ridotte, la città rimase un importante centro commerciale, produttrice di mattoni e ceramiche, di cereali (grano, orzo), di olio e di vino.

Diodoro Siculo ricorda che Eunus, capo della rivolta servile del 135 a.C. originario della Siria, che guidò gli schiavi di Enna alla rivolta, fondò un regno, che fu represso dalle legioni romane, e fu tenuto prigioniero a Morgantina, che si era anch’essa ribellata.
Durante la seconda guerra servile (105-101 a.C.), Morgantina fu assediata dal capo ribelle Salvio e forse anche occupata.

Morgantina fu progressivamente abbandonata a partire dal I secolo a.C.

Dove si trova Morgantina: mappa

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Informazioni

Fonti e siti esterni

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