Del palazzo arcivescovile e del monastero benedettino di Monreale, oggi sopravvive solo una parte; in origine, l’insieme era circondato da un’imponente cinta muraria dotata di dodici torri. La sua fondazione risale al regno del sovrano normanno Guglielmo II di Sicilia, tra il 1174 e il 1189, periodo durante il quale Monreale divenne uno dei principali centri religiosi e politici del regno normanno. Si conservano una parte del dormitorio e soprattutto il magnifico chiostro, adiacente alla Cattedrale di Santa Maria la Nuova, la cui costruzione è collocata tra gli anni 1185 e 1190, con un completamento decorativo all’inizio del XIIIe secolo.

Il chiostro, le sue colonne e i capitelli

Chiostro benedettino di Monreale, Sicilia

Chiostro benedettino di Monreale

Molto ben conservato, questo chiostro è considerato uno dei più belli d’Italia e probabilmente l’esempio più compiuto dello stile romanico, più precisamente del romanico normanno siciliano, caratterizzato da una sintesi di elementi latini, bizantini e islamici.
Di pianta quadrata, con 47 metri per lato per una superficie di circa 2.200 m², è composto da 216 arcate ogivali che formano i portici. Queste poggiano su coppie di colonne in marmo bianco, scolpite con arabeschi, ognuna con una decorazione unica, arricchita da fasce a motivi dorati e policromi, mosaici e simboli che uniscono tradizioni cristiane e islamiche. I mosaici utilizzano principalmente tessere in pasta vitrea e pietra, secondo tecniche di origine bizantina adattate da maestranze locali.

Capitelli del chiostro di Monreale, Sicilia

Capitelli del chiostro

I capitelli in marmo sono tutti diversi: ornati di fogliami, raffigurano scene bibliche e allegorie.
Alcuni si distinguono in modo particolare, tra cui il « Capitello dell’Annunciazione », considerato il più elegante, situato nell’angolo nord-est, e il « Capitello della dedicazione », diciannovesimo sul lato destro, che rappresenta il re identificato come Guglielmo II mentre offre la cattedrale alla Vergine.

Altri capitelli rappresentano elementi antichi o profani, come un uomo che abbatte un toro, in riferimento al culto orientale di Mitra, oppure un acrobata che assume la postura del simbolo della Sicilia, la trinacria. Questa integrazione di elementi profani in un contesto cristiano è tipica del romanico mediterraneo.

Nell’angolo sud-ovest, un secondo chiostro di dimensioni più ridotte ospita una fontana in marmo, la Fontana del Re (Fontana del Re). Si tratta di uno spazio tradizionalmente interpretato come il giardino simbolico o « hortus conclusus », associato alla meditazione monastica.

Fontana del Re, chiostro benedettino di Monreale

Fontana del Re

La sua vasca circolare è dominata al centro da una colonna singolare, riccamente scolpita a forma di tronco di palma stilizzato, decorata con figure legate alla musica e alla danza, e sormontata da dodici piccole teste di leone da cui sgorga l’acqua. La simbologia della palma rimanda sia alla vita eterna sia a modelli decorativi islamici, mentre i leoni sono associati alla protezione e alla regalità.

I capitelli delle colonne d’angolo raffigurano invece scene legate alle attività agro-pastorali, associate alla rappresentazione dei dodici mesi dell’anno, ricorrente nell’arte medievale, che illustrano l’ordine del tempo voluto da Dio e il ritmo del lavoro umano.

Sul lato nord del chiostro si erge infine un antico muro appartenente a un’ala dell’ex convento benedettino, il cui interno è oggi a cielo aperto.

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Colonnati e capitelli

Fontana del Re

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