Naxos, oggi la località di Giardini-Naxos sulla costa ionica della Sicilia, è il sito di una delle più antiche colonie greche in Sicilia. Fondata nell’VIII secolo a.C., è stata progressivamente distrutta e spostata nell’entroterra di Taormina, ma conserva resti archeologici e un museo locale.
Giardini-Naxos è soprattutto una località balneare, con spiagge attrezzate, moli per escursioni in mare, una vivace vita sul lungomare e una posizione vantaggiosa vicino a Taormina.
Il suo interesse turistico si basa quindi su una combinazione di litorale, storia antica e accessibilità, senza essere una delle principali destinazioni della Sicilia.

Le principali attrazioni

  • Il Parco archeologico di Naxos (resti, mura, tracce della città greca) e il Museo archeologico (ritrovamenti del sito, esposizioni sull’antichità locale)
  • Il Capo Schisò con il Castello Schisò, la statua della Nike di Calcide (simbolo moderno della città)
  • Le spiagge di Giardini-Naxos (Recanati, Schisò, calette più selvagge)
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Cosa scoprire a Naxos: spiagge e archeologia

Spiagge di Naxos e lungomare

Il lungomare di Naxos è animato la sera, con caffè, ristoranti, gelaterie e negozi.

A Naxos, l’essenziale si percorre tra mare e pietre antiche. Le spiagge sono l’attrazione principale: la costa di Giardini-Naxos si estende per circa 4 km, alternando spiagge di sabbia, spiagge miste sabbia/ciottoli e calette rocciose.
Le spiagge di Recanati, a sud di Naxos, sono tra le più estese, mentre Schisò, il Lido di Naxos, si trova vicino al porto e al centro. Tra Naxos e Taormina si trovano le più piccole Porticciolo Saja, con calette e rocce vulcaniche, e San Giovanni.

Capo Schisò

Il Castello Schisò, di origine medievale e attualmente non accessibile, si erge presso il capo Schisò, da cui si gode un panorama sulla baia fino a Taormina.

Parco archeologico di Naxos

Il sito antico di Naxos si estende per diversi ettari lungo la costa, comprendendo aree residenziali, religiose e difensive. Si distingue chiaramente il tracciato ortogonale delle strade della città arcaica, con resti di abitazioni e mura del V secolo a.C. I resti meglio conservati appartengono alla cinta fortificata e alle fondazioni di santuari, in particolare quello di Apollo Archegete, divinità tutelare dei coloni.
Il piccolo museo archeologico del sito espone ceramiche, strumenti e offerte votive, oltre ad alcuni elementi architettonici rinvenuti durante gli scavi.

Escursioni marittime e attività

Per gli amanti delle escursioni in mare, Giardini-Naxos è un buon punto di partenza: è possibile fare uscite in barca lungo la costa verso Taormina, visitare grotte, piccole calette e scoprire la costa ionica sotto un
Snorkeling, kayak o paddle sono inoltre proposti, in particolare per raggiungere zone più isolate.

Le spiagge a sud di Naxos

  • Giardini-Naxos – Recanati
    È la spiaggia principale a sud di Taormina, subito dopo il sito archeologico di Naxos.
    Lunga distesa di sabbia mista a ciottoli, costeggiata da hotel e ristoranti. L’acqua è limpida e la balneazione è agevole; è la spiaggia più ampia di questo settore.
  • Spiaggia della Marina di Cottone
    Ampia spiaggia di ciottoli e sabbia grigio scuro, con mare limpido e spesso calmo. Sullo sfondo, una vista notevole sull’Etna. Meno urbanizzata rispetto a Giardini, con diverse aree naturali protette intorno al fiume Fiumefreddo.

  • Fondachello e Sant’Anna di Mascali
    Situate più a sud, queste spiagge sono lunghe e tranquille, con sabbia vulcanica nero-grigia. Frequentate soprattutto da residenti e meno turistiche rispetto a Giardini. Vista aperta sull’Etna e su Taormina in lontananza.
    La spiaggia di Sant’Anna, tra Fondachello e Riposto, è una delle meglio attrezzate della zona.
  • Riposto e Torre Archirafi
    Piccolo porto turistico a Riposto, ma soprattutto un bel tratto di costa a Torre Archirafi, villaggio di pescatori più pittoresco. Calette di ciottoli scuri, atmosfera tranquilla, poco urbanizzata.
  • Praiola di Giarre e Santa Tecla
    Prima di arrivare ad Acireale, queste due spiagge sono le più naturali del settore.
    Praiola di Giarre è una cala isolata ai piedi di una scogliera, accessibile tramite un sentiero, molto apprezzata per il suo ambiente ancora selvaggio.
    Santa Tecla, piccolo borgo costiero di Acireale, offre una zona balneare rocciosa con piattaforme attrezzate e acqua limpida. Precede la riserva naturale della Timpa, formata da strati di lava sovrapposti.

Naxos: la prima colonia greca della Sicilia

Naxos fu fondata intorno al 734-735 a.C. da coloni provenienti da Calcide, nell’Egeo, il che la rende tradizionalmente la più antica colonia greca della Sicilia e una delle prime tappe della Magna Grecia.
Servì da base di espansione per le altre fondazioni greche di origine ionica in Sicilia, in particolare Catania (Catana) e Leontinoi. Mentre Siracusa fu fondata nel 733 a.C. dai Corinzi, all’origine dell’espansione dorica in Sicilia come Gela e Agrigento (Akragas).

Fin dall’inizio, Naxos sembra aver adottato una struttura urbana razionale: gli scavi mostrano un impianto ortogonale (città a griglia), con strade diritte e isolati ben organizzati.
Sono state riportate alla luce fortificazioni in opera poligonale realizzate con pietre laviche (provenienti dalle pendici dell’Etna), testimonianza di una volontà difensiva e di una notevole competenza tecnica per l’epoca.
È stato identificato un tempio dedicato ad Afrodite, risalente alla seconda metà del VI secolo a.C., costruito su un santuario più antico del VII secolo.
Si trovano inoltre tracce di un culto di Apollo Archegeta, che richiama il ruolo religioso/simbolico del sito, come punto di passaggio per le delegazioni greche di ritorno verso la patria.

Nel corso del tempo, Naxos ebbe un ruolo modesto negli affari siciliani, senza diventare un grande centro di potere. Subì le vicende politiche della Sicilia: durante la guerra di Sicilia, si schierò con Atene, ma il tentativo ateniese di imporsi sull’isola fallì (413 a.C.); di conseguenza, il tiranno Dionisio I di Siracusa distrusse Naxos nel 403 a.C. e favorì la fondazione di Tauromenion (Taormina) sulla collina vicina per sostituire il sito distrutto.
Dopo la distruzione, i sopravvissuti furono dispersi o sottomessi, e il territorio passò progressivamente sotto l’influenza dei Siculi (popolazione autoctona) e delle dominazioni successive (romana, bizantina, araba).
In epoca romana, Naxos (o “Naxus”) è ancora menzionata nell’Itinerario di Antonino nel III secolo come tappa o punto di sosta.

Nel corso dei secoli, i resti si seppellirono sotto le costruzioni successive. Solo a partire dal XX secolo – e in particolare negli anni 1960-1970 – scavi sistematici hanno riportato alla luce parti dell’antico sito.

La storia moderna di Giardini-Naxos è meno rilevante che ideale: a lungo villaggio di pescatori e di modeste attività agricole, la località divenne una stazione turistica significativa solo a partire dagli anni 1970.
Negli ultimi decenni, l’economia locale si è trasformata, con il mare e il litorale divenuti l’attrazione principale, grazie alla sistemazione della costa, allo sviluppo degli hotel, delle spiagge private, delle attività nautiche, ecc.

Dove si trova Naxos: mappa

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