Il centro storico di Erice è eccezionalmente ben conservato, con un dedalo di vicoli lastricati e scale, tra cui spiccano due siti: il Castello di Venere in cima a est del borgo, costruito dai Normanni nel XII secolo sui resti del tempio di Venere, e la Chiesa Madre in stile gotico del XIV secolo, situata vicino all’ingresso occidentale.
Si può raggiungere la città tramite una funivia collegata a Trapani, oppure percorrendo la strada tortuosa che sale sulla montagna.
Porta Trapani e Chiesa Madre
Accedendo al centro storico dal lato sud-ovest, attraverso la Porta Trapani (vicina al parcheggio) di origine normanna, si incontrano poco dopo sulla sinistra i resti di fortificazioni elime o fenicie, con tratti di mura ciclopiche (VII – III secolo a.C.).
Di fronte si giunge sulla spianata della Chiesa Madre o Duomo di Santa Maria Assunta.
La Chiesa Madre (o Duomo di Santa Maria Assunta) fu costruita nel XIV secolo a partire dal 1314 sotto Federico d’Aragona. Il campanile separato dalla chiesa era inizialmente una torre di avvistamento. Il sito risale all’antichità, con il Tempio di Venere Ericina che fu poi sostituito da una chiesa.
Questa cattedrale ha subito diversi terremoti ed è stata restaurata in particolare nel XIX secolo, il che spiega la combinazione di elementi medievali, gotici e neogotici.
La sua imponente facciata gotica presenta un portale notevole datato 1426. Il portico antistante, il rosone e la scalinata furono aggiunti successivamente.
L’interno è stato completamente rinnovato nel XIX secolo; rimangono originari, oltre alla pianta a tre navate, le colonnate con arcate ogivali, così come quattro cappelle del XVI secolo. La navata centrale è coperta da una volta a botte ogivale, mentre le navate laterali conservano volte più basse poggiate su arcate gotiche medievali. Le cappelle laterali custodiscono diversi altari e sculture dei secoli XVI e XVII, alcune attribuite a Francesco Laurana o ad artisti locali.
La maggior parte dei materiali da costruzione proviene da strutture precedenti, compresi forse reimpieghi legati all’antico tempio di Venere Ericina, come croci greche in marmo incastonate nei muri esterni.
L’abside ospita l’altare maggiore e soprattutto un importante gruppo scultoreo in marmo dell’Assunzione della Vergine, attribuito a Antonello Gagini e alla sua bottega (XVI secolo), opera centrale della scultura rinascimentale nella Sicilia occidentale. Il coro conserva inoltre arredi lignei scolpiti dei secoli XVII-XVIII, nonché stalli tipici dell’epoca barocca.
Affreschi murali medievali e barocchi decorano alcune cappelle e navate laterali, raffigurando scene bibliche e santi locali.
La sacrestia e il tesoro custodiscono una collezione di oreficeria, argenteria, paramenti liturgici, manoscritti e dipinti dal XV al XIX secolo, tra cui antiche teche e reliquiari, incensieri e preziosi calici.
Accanto alla chiesa, la torre campanaria è alta circa 28 metri, con finestre bifore e sei campane; dalla cima si gode una vista panoramica sulla piazza.
La vicinissima piccola chiesa di Sant’Isidoro fu costruita nel 1666 sul sito tradizionale della nascita del beato Luigi Rabatà.
Castello di Venere
Il Castello di Venere si erge sulla punta della montagna, in cima a una scogliera. Fu edificato nel XII secolo dai Normanni, sul sito precedentemente occupato dal Tempio di Venere, che all’epoca era in rovina.
La possente fortezza, con mura spesse ornate da merli, era completata dalle più avanzate torri del Balio, originariamente collegate al castello da un ponte levatoio.
Sull’ingresso del castello si possono vedere gli stemmi di Carlo V d’Asburgo di Spagna e, sopra, una bifora del XIV secolo.
Dall’interno si può ammirare un panorama notevole e resti archeologici risalenti all’antichità, tra cui vestigia di terme romane, resti del tempio di Venere, di un ponte, carceri borboniche, ecc.
Alcuni elementi del sito archeologico, come il cosiddetto “Well of Venus”, possono essere interpretati come strutture rituali legate all’antico santuario.
Più in basso, nel vallone, si scorge la Torre Pepoli.
Tempio di Venere
Questo tempio antico fu un santuario pan-mediterraneo venerato dapprima dalle popolazioni elime e fenicie, poi dai Greci e dai Romani; il suo culto diede origine alla dea Venere Ericina, attestata fino a Roma.
Il tempio sarebbe stato fondato dai Sicani intorno al XII secolo a.C. Secondo i racconti, in epoca fenicia i marinai vi si recavano per rendere omaggio alla dea, per poi intrattenersi con le sacerdotesse che si concedevano loro.
Percorso nel centro storico di Erice
Dalla Chiesa Madre, salita fino al Castello di Venere compiendo un anello nel centro storico.
La Via Vittorio Emanuele sale verso il cuore del centro storico, fiancheggiata da negozi turistici e da facciate barocche dei secoli XVII e XVIII.
La prima chiesa che si incontra è la chiesa di Sant’Alberto dei Bianchi, di origine medievale, dedicata a Sant’Alberto di Trapani e fondata sotto l’egida della “Compagnia dei Bianchi”, che ne fece la propria sede nel XVI secolo. A lungo abbandonata, è stata recentemente riaperta.
Presenta un’architettura ampliata nel XVII secolo, con interno a navata unica e quattro altari laterali, decorata alla fine del XVIII secolo con stucchi bianchi e pitture murali tipiche del tardo barocco.
L’opera più rilevante è la statua in marmo di Sant’Alberto, attribuita a Nicolò Travaglia (XVII secolo).
La chiesa del Santissimo Salvatore risale agli inizi del XIV secolo, integrata in un antico monastero benedettino fondato all’interno di un palazzo della potente famiglia Chiaramonte. Rimangono resti di questo complesso oggi in rovina.
Fu ampliata e ricostruita nel XVII secolo, prima di essere decorata nel 1794 con stucchi e arabeschi da Pietro Dell’Orto.
L’edificio unisce elementi gotico-chiaramontani nella facciata esterna (archi, bifore, monofore) a un interno a navata unica con cappelle laterali e presbiterio rialzato. Diverse opere importanti vi erano un tempo conservate, alcune trasferite al Museo Cordici.
Dopo decenni di chiusura, è stata riaperta al culto nel 2017.
La chiesa di San Martino è uno degli edifici religiosi più eleganti del centro storico di Erice, ricostruita nel 1682 su una chiesa precedente.
La facciata barocca è dominata da un portale riccamente decorato e da una piccola torre dell’orologio, mentre l’interno segue un impianto basilicale a tre navate, separate da dieci colonne toscane e coperte da volte decorate con affreschi e stucchi dei secoli XVIII-XIX.
Tra le opere d’arte si distingue una statua monumentale in legno di San Martino a cavallo della metà del XVI secolo, oltre a un coro ligneo rococò e dipinti dei fratelli Antonio e Vincenzo Manno. Il pavimento presenta lastre tombali dei secoli XVII-XVIII e maioliche di ispirazione antica.
Legata alla Confraternita del Purgatorio, comprende anche ambienti annessi come la Sala della Congrega, decorati con stucchi e affreschi rococò.
Si raggiunge quindi la piazza del municipio, la Piazza della Loggia, con le sue terrazze e caffè. Da qui si accede al Museo Cordici, ospitato nell’antico convento francescano. Conserva reperti archeologici relativi alle epoche elima, punica, greca, romana e medievale, tra cui una testa di Venere del IV secolo a.C., sezioni etnografiche dedicate alle tradizioni rurali locali, manoscritti, dipinti e sculture, tra cui spicca l’Annunciazione di Antonello Gagini del 1525.
Via Cordici conduce alla vicina e suggestiva medievale Piazza San Domenico, dominata dall’ex convento domenicano fondato nel 1486, dove si trova l’omonima chiesa. La chiesa di San Domenico conserva una facciata con portale del XV secolo, arricchita da un pronao rinascimentale aggiunto nel XIX secolo. L’interno è a tre navate con colonne e volte decorate, oggi inserito nel complesso culturale della Fondazione Ettore Majorana.
Proseguendo la salita, si può passare tra le caratteristiche stradine attorno alla chiesa di San Carlo, chiesa barocca costruita a partire dal 1617, dedicata a San Carlo Borromeo e integrata in un antico monastero fondato come ospizio per orfane. La facciata esterna è semplice, in laterizio a vista, mentre l’interno si distingue per una ricca decorazione di stucchi e pitture sacre, un pavimento in maiolica napoletana del XVIII secolo che orna la navata unica e cinque altari.
Si raggiunge poi attraverso Via Roma la chiesa di San Giuliano. È una delle chiese più antiche di Erice, di origine normanna, ricostruita tra il 1612 e il 1615 su una struttura precedente, risultante da una sovrapposizione di fasi medievali e barocche. Il suo campanile barocco con profilo “a pagoda” fu eretto nel 1770.
L’edificio presenta una facciata sobria in pietra locale, mentre l’interno adotta una pianta basilicale a tre navate coperte da volte a botte, caratterizzata da una forte verticalità, con alti pilastri massicci che sostengono archi a tutto sesto.
Ospita i gruppi scultorei dei “Misteri”, scene policrome della Passione di Cristo del XVIII secolo. La sacrestia conserva inoltre elementi di oreficeria e arredi liturgici, tra cui un notevole repositorio in argento.
Poco più in basso, la chiesa di San Francesco d’Assisi, fondata insieme al convento dei frati minori francescani nel 1364, occupa parte dell’antico complesso monastico medievale.
Nel XVII secolo il complesso fu ampliato e rinnovato; la torre campanaria, eretta nel 1631, ospita la campana più grande della città. La struttura, più volte restaurata, presenta un’architettura austera. Fu chiusa al culto dopo il crollo della navata nel 1927. Ospita una sezione della Fondazione “Ettore Majorana”.
Più in alto si raggiungono i giardini del Balio , creati nel XIX secolo, che precedono il castello normanno, detto anche Castello di Venere, e le torri del Balio.
Il panorama si estende su una vasta parte della Sicilia e, nelle giornate molto limpide, oltre il mare fino a Capo Bon in Tunisia.
Altri luoghi di Erice
Zona nord
A nord di Erice, intorno alla Porta Spada, si trovano mura fenicie o elime (VIII-VI secolo a.C.). Il tratto meglio conservato si trova tra la Porta Carmine e la Porta Spada, lungo la Via dell’Addolorata.
Esse comprendono diverse torri e porte monumentali, evidenziando l’importanza strategica e difensiva di Eryx nell’antichità e nel Medioevo.
Vicino alla Porta Spada si trova l’interessante chiesa di Sant’Orsola (o dell’Addolorata), edificata nel 1413, che conserva la sua struttura gotica con volta a crociera. Fu ampliata nel 1450 con una seconda navata dedicata a Santa Maria di Gesù. La facciata presenta un portale del XV secolo in pietra tufacea gialla sormontato da un piccolo campanile.
All’interno, le due navate affiancate sono separate da tre arcate su colonne cilindriche che combinano elementi romanici e gotici, e il pavimento conserva mattonelle in maiolica del XVI secolo.
Storicamente legata alla Confraternita di Sant’Orsola, conservava in passato i gruppi scultorei dei « Misteri » del XVIII secolo, oggi custoditi a San Giuliano. Altre opere sono state trasferite.
Nelle vicinanze, il quartiere spagnolo occupa la sommità di una roccia dove un edificio del XVII secolo, mai completato, era destinato ad alloggiare i soldati spagnoli. Ospita oggi un piccolo Museo delle Arti e dei Mestieri di Erice.
Da qui si gode una bella vista sul golfo di Monte Cofano e, più in basso, sulla Tonnara di Bonagia.
Parte bassa orientale
Non lontano dal Castello di Venere, più in basso, sorge la chiesa di San Giovanni, in posizione panoramica sulla costa, documentata già nel 1339 e probabilmente più antica. Il suo portico gotico tardivo, decorato con motivi a zig-zag in stile chiaramontano, è preceduto da una scalinata monumentale.
Fu profondamente ricostruita e ampliata nel XV secolo, poi nuovamente nel XVII secolo, quando fu aggiunta la grande cupola. L’interno presenta un’unica navata con transetto e abside quadrata, conservando elementi medievali, tra cui tracce di antichi affreschi. Ospita in particolare una statua di San Giovanni Battista realizzata da Antonello Gagini intorno al 1539 e una statua di San Giovanni Evangelista della stessa bottega, oltre ad altre sculture del Rinascimento siciliano.
La Torre Pepoli e il suo edificio sono una fantasia architettonica realizzata verso la fine del XIX secolo dal conte e mecenate Pepoli. È costruita in uno stile eclettico che mescola neogotico e influenze moresche; ospita oggi un museo interattivo e un osservatorio per la pace.
Nei dintorni di Erice
La Tonnara di Bonagia, sulla costa appena a nord di Erice, si trova a 13 km di distanza su strada. Questo piccolo villaggio di pescatori fu costruito nel XVII secolo. La torre saracena ospita il piccolo museo della Tonnara dedicato alla pesca e alle sue imbarcazioni.
Galleria fotografica

Panorama sulla costa e il monte Cofano 
Panorama sulla costa e il monte Cofano 
Panorama su Trapani e le saline 
Castello di Balio 
Castello di Venere e Torre Pepoli 
Castello di Venere 
Castello di Venere e Torre Pepoli 
Panorama dal castello di Balio 
Assunzione di Gagini, chiesa madre 
Chiesa Madre 
Chiesa Madre 
Chiesa Madre 
Chiesa Madre 
Volta della Chiesa Madre 
Torre della chiesa madre 
Torre della chiesa madre 
Chiesa del Santissimo Salvatore 
Chiesa di San Martino 
Chiesa e convento di San Domenico 
Convento e chiesa dell’Annunziata 
Rovine del monastero Santissimo Salvatore 
Vico San Rocco 
Centro storico, strade 
Centro storico, strade 
San Rocco, via Guarnotti 
Centro storico, strade 
Centro storico, strade 
Centro storico, strade 
Centro storico, strade 
Centro storico, strade 
Centro storico, strade 
Centro storico, strade 
Centro storico, strade 
Monte San Giuliano, ex convento San Francesco 
Ceramiche 
Via Guarnotti 
Via Roma 
Via Vittorio Emanuele 
Via Vittorio Emanuele 
Panorama sulla costa e il monte Cofano
Informazioni
Idee di visite ed escursioni
Fonti e siti esterni
- Turismo sul sito del comune: luoghi su www.comune.erice.tp.it, cosa vedere su www.comune.erice.tp.it
- Siti turistici: www.turismo.trapani.it
- Pagina Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/Erice
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