Selinunte è uno dei siti greci più spettacolari della Sicilia, testimonianza di un’antica città fiorente, costruita sulle rive del Mediterraneo. Il parco archeologico, con un’estensione di circa 260–270 ettari, offre una visione complessiva dell’organizzazione urbana, religiosa e funeraria di una polis ellenistica di primo piano.
L’interesse di Selinunte si estende anche oltre il parco archeologico, con numerose necropoli, cave abbandonate, nonché il litorale e le sue spiagge.

Cave di pietra Cave di Cusa

Cave di Cusa, Selinunte, Sicilia

Cave di Cusa

A circa 12 km a nord-ovest di Selinunte si estendono le Cave di Cusa, in affioramenti di calcarenite molto dura, da cui venivano estratti i blocchi destinati alla costruzione dei templi della città.
La particolarità del sito è che fu abbandonato improvvisamente nel 409 a.C., durante l’invasione cartaginese: operai, schiavi e cavatori fuggirono, lasciando dietro di sé colonne incompiute, tamburi pronti per il trasporto, capitelli e blocchi già lavorati.
Oggi è possibile osservare tutte le fasi della lavorazione: dall’estrazione iniziale al taglio, al distacco dei blocchi, fino agli elementi pronti per il trasporto, una testimonianza unica delle tecniche costruttive greche arcaiche e classiche.

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Le necropoli di Selinunte

Le necropoli di Selinunte sono tutte situate al di fuori dei limiti urbani, ad eccezione di una piccola necropoli a incinerazione posta sul versante sud-est della collina di Manuzza (risalente al primo insediamento coloniale del VII secolo a.C.).
Si distribuiscono in tre aree distinte denominate: Buffa (a nord della collina orientale), Galera Bagliazzo (300 metri a nord della collina di Manuzza), Manicalunga–Timpone Nero (a ovest della collina della Gaggera).

  • La necropoli della contrada Buffa, utilizzata dalla fine del VII al VI secolo a.C., è preceduta da una grande fossa votiva di forma triangolare il cui lato maggiore misura 32 metri. Vi sono state rinvenute numerose figurine votive in terracotta insieme a resti di ossa animali, forse legati a sacrifici e offerte destinate ai defunti.
  • La necropoli di Galera Bagliazzo si trova a nord della città, raggiungibile da una strada proveniente da Manuzza. Utilizzata a partire dal VI secolo a.C., si estende sulla collina per oltre 4.000 m².
    Le tombe a inumazione sono scavate nel tufo o nella terra, poi rivestite e coperte con lastre di tufo.
    Talvolta presentano un doppio fondo o una camera piramidale.
    Il corredo funerario rinvenuto è prevalentemente protocorinzio e corinzio. Sono stati trovati anche buccheri etruschi, ed è qui che è stata scoperta la statua in bronzo nota come Efebo di Selinunte (conservata nel piccolo museo di Castelvetrano).
  • La necropoli di Manicalunga e Timpone Nero, a un chilometro a ovest della collina della Gaggera, è la più vasta e ricca di Selinunte ed è anche la più facilmente accessibile.
    Le sue sepolture risalgono al VI–V secolo a.C. e comprendono sia tombe a inumazione sia il rito dell’incinerazione (in pithoi o in varie anfore).
    Le tombe contengono sarcofagi in terracotta e in tufo. Sono presenti anche camere funerarie con tetto a doppio spiovente.
    Sono state inoltre rinvenute sepolture dell’età del Bronzo legate a un antico villaggio vicino.

Marinella di Selinunte e spiagge

Marinella di Selinunte

Marinella di Selinunte

Selinunte è anche una rinomata località balneare, il cui litorale si distingue per la limpidezza delle acque e l’alternanza tra spiagge incontaminate e tratti più attrezzati.
A est di Marinella di Selinunte, il Lido Pineta si inserisce in un contesto naturale caratterizzato da una successione di basse dune e vegetazione costiera. Il litorale prosegue più a est con la riserva della Foce del Belice, una costa ampiamente preservata, con sabbia chiara, fino alla foce del Belice che forma una zona umida dove si alternano piccole lagune, canneti e spiagge naturali.
Nel centro di Marinella, Scalo di Bruca è la spiaggia principale della località, tra le più attrezzate, con fondali che digradano dolcemente.
A ovest di Marinella, ai piedi della città antica, il Lido Zabbara o Lido Porta del Sole è notevole per la vicinanza immediata tra il fronte mare e i resti della città greca.
Infine, ancora più a ovest oltre il perimetro del parco, Triscina di Selinunte si estende per diversi chilometri, combinando spiagge aperte, aree residenziali e zone in cui sono stati rinvenuti frammenti di abitazioni antiche erose dal litorale.

Dove si trovano le Cave di Cusa: mappa

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Informazioni

Siti esterni

Orari e tariffe Cave di Cusa

A maggio 2025 :

  • Tariffa intera : 4 € / ridotta : 2 €
  • Apertura : dalle 9:00 alle 14:00, chiusura della biglietteria alle 13:00

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