Se dopo aver visitato i siti più interessanti di Agrigento e della costa, cerchi una piccola gita nei dintorni (di circa un giorno), mescolando arte e cultura, ti consigliamo un tour a Favara per scoprire il quartiere d’arte contemporanea “Farm Cultural Park”, ed a Racalmuto, nelle terre a nord-est, così come una deviazione ad Aragona per scoprire i “vulcani di fango”.

Favara

favara-siciliaLa citta di Favara, che ha ereditato il suo nome dagli arabi, è conosciuta in particolare come la “Città dell’Agnello Pasquale” (città dell’agnello pasquale), nome di una pasticceria locale a base di mandorle e pistacchi inventata dalle religiose del Collegio di Maria di Favara.

Al centro della città si trova la vasta Piazza Cavour dove si erge il Castello Chiaramontano (XIII d.C.), prestigiosi palazzi (XVIII-XIX d.C.), o chiese. Vi si trova anche il museo-biblioteca Mendola che conserva libri preziosi e rari, alcuni dal XVII secolo, reperti archeologici e una sezione di animali imbalsamati!
All’angolo di Piazza Cavour, la chiesa del Rosario è la più interessante della città, con i suoi ricchi stucchi barocchi, il soffitto a cassettoni in legno del XVI secolo e un pavimento in maiolica del XIX secolo. Non lontano si sale alla Chiesa Madre che risale alla fine dell’Ottocento, il cui interno è decorato con affreschi.

Quasi 150 metri a sud-ovest di Piazza Cavour, si raggiunge il cortile Bentivegna, con il parco culturale Farm Cultural Park, fondato nel 2010, piccolo quartiere di case di origine araba e abbandonato, formata da sette piccoli cortili e dedicata all’arte contemporanea con una galleria d’arte permanente. Ne scaturisce un’atmosfera multiculturale, con le sue residenze di artisti che vi soggiornano regolarmente e vi lasciano la loro impronta. È diventata un’importante destinazione internazionale dell’arte contemporanea.

Racalmuto

Racalmuto è conosciuta per essere la città natale dello scrittore Leonardo Sciascia (1921-1989). Vi si produce anche biscotti locali, i «Taralli», profumati al limone.

A nord della città si erge il castello Chiaramontano di origine normanna. Il teatro Regina Margherita, del XIX secolo, è una delle fierezze della città. Sul viale si incrocia una statua in bronzo di Leonardo Sciascia, immobilizzato mentre cammina.
All’esterno della città le grotte di Fra Diego La Matina sono tombe Sicane scavate nella roccia.
A 7 km ad est una rocca è dominata dal Castelluccio (o Gibillina), una fortezza del XIII secolo.

Aragona

Aragona è una citta a 15 km a nord di Agrigento, nel cuore di una regione agricola (mandorle, olive, grano, pistacchi, ortaggi ed animali) che è stata così nominata dal suo fondatore nel XVII secolo, il conte di Comiso Baldassare Naselli, in onore di sua madre Beatrice Aragona Branciforti.

L’antico palazzo baronale, il palazzo Naselli del XVII secolo, si impone su Piazza Umberto I nel centro della città. Accanto alla chiesa del Rosario con il suo soffitto ligneo del XVIII secolo conserva belle sculture e una cripta con il tesoro della chiesa. La chiesa madre (Santi Tre Re) del XVIII secolo è decorata con stucchi preziosi di Serpotta, una Madonna di Gaggini, un presepe, ecc.

A 5 km a nord di Aragona, si erge la possente torre del XIII secolo detta torre del “Salto d’Angiò”, oggi proprietà agricola.

Maccalube

Un fenomeno singolare di «vulcani di fango» si vede vicino alla città (4 km a sud-ovest), le «Maccalube», ormai all’interno di una riserva naturale. In una zona priva di vegetazione, piccoli vulcani emergono da un fango argilloso, dove dei coni si formano in superficie con la risalita di gas, talvolta con esplosioni o fiamme.

Il nome del sito deriva dall’arabo Maqlùb (letteralmente «rovesciamento»), chiamato localmente Occhiu di Macalubi. Questo sito è sempre stato fonte di racconti e leggende. Una di esse fa risalire il fenomeno nel 1087, a seguito di una sanguinosa battaglia tra arabi e normanni, e il cui fluido che emerge fu battezzato “Sangu di li Saracini” (sangue dei Saraceni).

Informazioni

Siti esterni

Categoria Agrigento