Licodia Eubea, villaggio arroccato sui monti Iblei, colpisce per i resti imponenti del castello medievale dei Santapau e per la cattedrale barocca di Santa Margherita, cuore del centro storico. Il Museo civico Antonino Di Vita ripercorre oltre cinquemila anni di storia attraverso reperti provenienti dagli scavi locali. Nei dintorni, grotte rupestri e necropoli antiche, come la Grotta dei Santi o Vigna della Signora, testimoniano l’antichità dell’insediamento. Il borgo domina la valle del Dirillo e offre un panorama notevole sui monti e sulle valli della Sicilia sud-orientale.
Presentazione e panoramica storica
Il borgo di Licodia Eubea è costruito su due colline che sovrastano la valle del fiume Dirillo, in un sito occupato da Greci e Romani e che potrebbe corrispondere alla colonia “Eubea” fondata dai Calcidesi di Lentini nel 650 a.C. Gli scavi hanno portato alla luce ceramiche di epoca classica nel sito di Pizzo del Corno e altri reperti neolitici nei dintorni.
Il toponimo “Licodia” sembra derivare dal greco λύκος (lukos) “lupo”, oppure dall’arabo al-kudia “roccia/rupe”, motivo per cui lo stemma del comune raffigura un lupo.
Su un promontorio dei Monti Iblei, a circa 630 – 700 m di altitudine, la topografia è caratterizzata dalle colline « Colle del Castello » e « Colle del Calvario ». Il panorama si estende, dominato dalla valle del Dirillo e dal lago artificiale creato a monte, fino alla costa siciliana nelle giornate limpide.
Il suo castello risale al Medioevo, e il feudo passò nelle mani di grandi famiglie come i Filangeri, i Santapau e i Ruffo. Il potere feudale vi rimase fino all’abolizione del regime feudale in Sicilia nel 1812.
Patrimonio di Licodia Eubea
Nel centro storico si scoprono i resti del castello, così come chiese e palazzi che risalgono principalmente al XVII e XVIII secolo.
Sebbene alcuni edifici siano più antichi, la ricostruzione dopo il terremoto del 1693 ha segnato una forte fase barocca.
Rimane solo una parte di una torre e delle mura del Castello Santapau, distrutto dal terremoto del 1693, da cui si gode un bel panorama. Scavi archeologici hanno rivelato che la fortezza occupa un altopiano già abitato nell’età del Bronzo e che possedeva una vasta area sotterranea di gallerie (chiuse al pubblico), forse la più estesa della Sicilia.
I principali edifici costeggiano il Corso Umberto I che attraversa il centro. Esso conduce a Piazza Vittorio Emanuele, ai piedi del castello, dove si erge la cattedrale Chiesa Madre di Santa Margherita, con la sua facciata barocca e il suo elegante campanile. Fu ampliata a partire dalla fine del XVI secolo, con importanti lasciti nel 1584, e conserva una campana datata 1628.
Nelle vicinanze, il Palazzo Mugnos è ornato da splendidi balconi decorati con maschere barocche.
In Piazza Garibaldi, il Palazzo Comunale occupa un antico monastero domenicano adiacente alla chiesa del Rosario del XVIII secolo.
Il Museo Civico Antonino Di Vita conserva reperti archeologici del territorio cittadino, comprendenti ceramiche neolitiche e oggetti greci e romani.
Tra gli altri edifici si trova la Chiesa della Trinità (Chiesa del Crocifisso), edificata nel 1607 con un crocifisso a grandezza naturale del XVII secolo e affreschi barocchi ben conservati. Il Convento dei Cappuccini e la chiesa di Santa Maria degli Angeli (1568) costituiscono un vasto complesso monastico nel quartiere Ariceddi, parzialmente distrutto dal terremoto del 1693.
Diverse grotte e necropoli si trovano nei dintorni, tra cui ad esempio sul suo versante sud una necropoli greca (Necropoli greca di Vigna della Signora), o quelle di Perriera, Sarpellizza, Piazzese, Bianchette, risalenti ai Siculi per le più antiche.
Il sito più interessante è la Grotta dei Santi, un sito rupestre vicino a Monterosso Almo (6 km), dove sono conservati diversi tipi di tombe e un affresco dell’XI-XII secolo raffigurante una Crocifissione.
Si possono inoltre menzionare le « Grotte di Marineo » nella contrada Marineo, con incisioni rupestri datate dal Neolitico all’Età del Rame (tra il 5000 e il 4300 a.C.).
La foresta e il lago del Dirillo costituiscono un’area naturale per attività ricreative come la pesca, la canoa o l’escursionismo.
Dove si trova Licodia Eubea: mappa
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Informazioni
Siti esterni
- Licodia Eubea su it.wikipedia.org,
- Necropoli Vigna della Signora
- Sito del comune: www.comune.licodiaeubea.ct.it
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