La Rupe Atenea costituisce il punto più elevato e l’acropoli naturale dell’antica Akragas, dominante da nord la Valle dei Templi e delimitata a ovest dalla collina di Girgenti.
Svolgeva al tempo stesso funzioni sacre e difensive, mentre l’abitato, i santuari e le necropoli si estendevano sull’altopiano e sulle colline circostanti.
In epoca greca, la città era organizzata su terrazze, con una cinta muraria di 12 km che includeva la Rupe Atenea.

Rupe Atenea e Tempio di Demetra

La Rupe Atenea è identificata con l’antica Acropoli, a est della città, secondo Polibio. Sono menzionati templi di Atena e di Zeus Atabirio, ma non sono stati rinvenuti. Il sito conserva resti del tempio di Demetra e due torri difensive del V secolo a.C., una delle quali fu ricoperta nel IV secolo da un muro legato a un’attività artigianale. L’accesso inizia nei pressi del cimitero di Bonamorone, lungo un antico sentiero greco scavato nella roccia. Conduce alla chiesa medievale di San Biagio, costruita sui resti del tempio.
Costruito intorno al 470 a.C., il tempio di Demetra è in stile dorico, con una cella preceduta da un pronao e affiancata da antecolonnati. Due altari circolari, di cui uno bothros, hanno restituito ricche offerte votive. Gli scavi hanno permesso di scoprire, in una cisterna vicina, il Kouros detto « Efebo di Agrigento ».

Santuario rupestre, Casa Morello e itinerario verso Porta I

Quartiere punico, Rupe Atenea, Agrigento

Quartiere punico, Rupe Atenea

Il santuario rupestre, addossato alla parete rocciosa sotto il tempio, combina strutture artificiali ed elementi naturali. Presenta un edificio rettangolare su due livelli utilizzato come serbatoio, alimentato da un cuniculus collegato a una sorgente. A est, vasche comunicanti completano l’insieme. La funzione e la cronologia sono discusse: grotta-santuario indigena, santuario arcaico o struttura ellenistico. Alcune caratteristiche architettoniche suggeriscono un legame con un abitato punico del IV secolo a.C.
Il percorso costeggia il santuario fino a Casa Morello, legata alle fortificazioni, dove sono stati messi in luce resti di aree sacre. L’itinerario conduce ai resti di Porta I e del baluardo a tenaglia, struttura difensiva ad angolo acuto che protegge il punto debole del versante. Il muro meridionale si collega a una torre robusta. Questo insieme consente di osservare l’organizzazione strategica e l’adattamento del sistema difensivo al rilievo naturale.

Quartiere di Porta II o Porta di Gela

Il quartiere di Porta II comprende un isolato abitativo lungo circa 35 m, orientato nord-est/sud-ovest, inserito nella trama urbana. Presenta due terrazze, quattro complessi abitativi e diverse aree libere. I lotti si alternano secondo un piano regolare, con piccoli atri periferici. La fase iniziale risale al V secolo a.C., seguita da una ristrutturazione nel IV secolo. La tecnica della « pseudo-carpenteria » indica un’occupazione punica su un isolato greco distrutto nel 406 a.C.
La Porta II è situata su una frattura naturale del versante roccioso, permettendo l’accesso di una via verso la città. Le mura difensive costeggiano la strada e si articolano con una torre meridionale. Il sito presenta numerose nicchie votive scavate nella parete, oltre a un piccolo recinto quadrangolare, testimonianza di un santuario rupestre.

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Dove si trova il Tempio di Demetra ad Agrigento

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