Monterosso Almo è una piccola città arroccata a 700 metri nei monti Iblei. Vi si scopre, ad esempio, la Piazza San Giovanni, chiamata « u chianu », una bellezza barocca e centro della vita sociale. Il quartiere della Chiesa Madre domina un’altra collina con la sua facciata neogotica. Il borgo conserva inoltre il quartiere del Vecchio Mulino, testimonianza dell’antica città, e il convento francescano di Sant’Anna.
Nei dintorni, la Grotta dei Santi è un sito rupestre dell’XI-XII secolo con tombe e un affresco della Crocifissione.
Il borgo è inserito tra i “borghi più belli d’Italia”.
Visita e itinerario a Monterosso Almo
Il borgo si sviluppa su più livelli, con al centro la pittoresca e vivace Piazza San Giovanni. Questa è chiamata « U chianu », cioè la pianura, situata tra la parte alta e quella bassa del paese.
Qui si possono vedere diversi palazzi di grandi famiglie che ricordano il prestigioso passato di Monterosso, come il palazzo Cocuzza, il palazzo dei baroni Noto, edifici ottocenteschi e neoclassici (tra cui il municipio e il palazzo Sardo), ma anche edifici religiosi come la chiesa di San Giovanni Battista, la più importante della città, e quella del convento di Sant’Anna, inaugurata dai francescani nel 1652. La chiesa conventuale di Sant’Anna, in sobrio stile francescano, conserva alcuni affreschi del XVIII secolo e un piccolo chiostro quadrato.
La chiesa di San Giovanni Battista domina maestosamente un’ampia scalinata; fu in parte ricostruita nel XVIII secolo con una facciata a tre livelli, caratterizzata da eleganti colonnati slanciati e coronata da un campanile. L’architetto della facciata è Vincenzo Sinatra, attivo in diverse città del Val di Noto dopo il terremoto del 1693. L’interno conserva pregevoli stucchi, opere locali e belle statue.
Da questa piazza si può eventualmente fare un percorso ad anello scendendo lungo il Corso Umberto I fino al piccolo belvedere (con un vecchio abbeveratoio), per poi risalire lungo la strada lastricata della via Pagano, fiancheggiata da modeste case antiche, e tornare infine verso Piazza San Giovanni. (Questo percorso circolare di circa 25 minuti permette di osservare diversi esempi di architettura rurale del XIX secolo e di godere di una bella vista sulla valle dell’Amerillo.)
Percorrendo la Via Roma verso nord, si incontrano alcuni palazzi borghesi e nobiliari, tra cui il palazzo delle Orsoline del XVII secolo e alcuni edifici neoclassici.
Si raggiunge più avanti la piccola Piazza Sant’Antonio, con il barocco Palazzo Burgio (XVII secolo) e la graziosa chiesa barocca dell’Addolorata, dedicata a Sant’Antonio Abate. Risalente al XIV secolo, fu ricostruita nel XVIII secolo. La facciata presenta un bel portale del tardo barocco. L’interno conserva una grande pala d’altare del 1525 raffigurante il martirio di San Lorenzo, un’acquasantiera del XV secolo e la statua della Madonna Addolorata sull’altare centrale (XIV secolo). Ospita inoltre diversi ex voto ed è al centro della festa patronale della Vergine Addolorata celebrata la terza domenica di settembre.
Dopo la piazza, la chiesa madre Chiesa Matrice di Maria Santissima Assunta, ricostruita dopo il terremoto del 1693, domina un’ampia scalinata con la sua facciata neogotica. La facciata neogotica risale al XIX secolo. Della chiesa originaria del XIII secolo restano soltanto due acquasantiere e una pietra dietro l’altare. Il crocifisso ligneo sarebbe opera del frate francescano Umile da Petralia.
Durante il periodo natalizio questo quartiere della città diventa scenario di un presepe vivente e attira numerosi visitatori, generalmente tra il 24 dicembre e il 6 gennaio, con rappresentazioni quotidiane e laboratori di artigianato locale.
Si può tornare verso la piazza principale, Piazza San Giovanni, attraverso la Via Dante Alighieri, dalla quale si gode di una bella vista sul quartiere precedente.
Galleria fotografica

Piazza di San Giovanni 
Basilica di San Giovanni 
Basilica di San Giovanni 
Piazza di San Giovanni 
Piazza di San Giovanni 
Panorama sul quartiere della Matrice 
Panorama sul quartiere della Matrice 

Matrice di Santa Maria Assunta 
Piazza e chiesa di Sant’Antonio 
Chiesa di Sant’Antonio 
Chiesa di Sant’Antonio 
Panorama sul quartiere della Matrice 
Panorama su Monterosso Almo
Nei dintorni di Monterosso
A ovest del borgo, i resti archeologici dei dintorni includono la necropoli di Monte Casasia (IX-VII secolo a.C.) nel parco forestale di Canalazzo. Il sito, situato a circa 836 m di altitudine, comprende diverse camere funerarie scavate nel calcare e domina la valle, accessibile tramite un sentiero forestale dalla SP 61.
A 6 km a nord, la Grotta dei Santi è un notevole sito rupestre dove si conservano diversi tipi di tombe e un affresco della Crocifissione (XI-XII secolo). Presenta varie nicchie funerarie e un complesso pittorico bizantino ben conservato.
Tra gli altri punti di interesse: la Valle dei Mulini, un percorso naturalistico lungo il torrente Amerillo con antichi mulini restaurati; il Parco Canalazzo, area boschiva per passeggiate e picnic; il Palazzo Cocuzza, in stile Liberty, che ospita oggi il museo comunale; e l’Ipogeo di Calaforno, vasto complesso funerario di 35 camere scavate nella roccia, risalente all’Età del rame e unico in tutta la Val di Noto.
La Grotta dei Santi
La Grotta dei Santi è un sito rupestre situato a circa 6 km a sud-est di Monterosso Almo, in un suggestivo contesto naturale sulla collina del Poggio dei Santi. Questo complesso è stato utilizzato come necropoli fin dalla tarda Antichità, con tombe situate sia all’interno sia all’esterno delle cavità. Nel VI secolo fu trasformato in oratorio per una piccola comunità cristiana.
Tra gli elementi più notevoli si trova un insieme di affreschi risalenti all’XI e XII secolo, in particolare una scena della Crocifissione che raffigura Cristo affiancato dalla Vergine Maria e da San Giovanni, con Longino che trafigge il fianco di Cristo, e sopra il sole e la luna. Questi affreschi sono considerati uno degli esempi più significativi della pittura rupestre medievale in Sicilia.
Il sito comprende anche antiche abitazioni trogloditiche e tombe ad arcosolio (in nicchia nella parete, rettangolare o semicircolare), offrendo una testimonianza unica dell’occupazione umana nella regione. L’insieme è situato in un ambiente naturale di grande valore paesaggistico con viste panoramiche sulla valle dell’Amerillo.
Panoramica storica di Monterosso
Il suo territorio è abitato dall’uomo fin da tempi antichi. La necropoli di Calaforno e il Monte Casasia furono infatti abitati dai Siculi (oltre il X secolo a.C.), dove gli ambienti sotterranei utilizzati come tombe furono successivamente impiegati dai primi cristiani in epoca romana. Gli scavi indicano persino una presenza già nell’Età del rame (circa 2600-2300 a.C.) per l’ipogeo di Calaforno (riutilizzato poi in epoca bizantina come rifugio e luogo di culto cristiano).
Nel XII secolo questo territorio apparteneva a membri della famiglia normanna degli Altavilla, che governava la Sicilia. Il villaggio è menzionato già nel 1168 a nome di Goffredo, figlio del conte Ruggero Altavilla, con un borgo relativamente popolato noto con il nome di Monte Jahalmo.
Successivamente, il villaggio fu controllato dal conte Enrico Rosso di Cerami (di una famiglia discendente dagli Altavilla), che vi costruì un castello di cui non rimane alcuna traccia (probabilmente nella contrada Casale). Dopo il matrimonio di Enrico con la figlia di Federico Chiaramonte, la città fu incorporata nella contea di Modica, assumendo da allora il nome di Monterosso.
Dopo la caduta dei Chiaramonte intorno al 1393, la contea di Modica passò nelle mani di Bernardo Cabrera fino al 1422. Assetato di potere, questi condusse il territorio alla rovina, indebitandosi dopo aver fallito nel tentativo di conquistare la corona di Sicilia.
Nel 1649-52 fu edificato il convento francescano di Sant’Anna, importante centro religioso della regione. L’11 gennaio 1693 Monterosso subì il terribile terremoto che devastò la Sicilia orientale.
Dell’antico abitato restano solo le rovine della cappella di Sant’Antonio e del Vecchio Mulino, ancora visibili.
La città fu ricostruita nel XVIII secolo a un’altitudine più elevata sul fianco della montagna, assumendo l’aspetto attuale. L’impianto urbanistico terrazzato risale a questa ricostruzione barocca.
Dove si trova Monterosso Almo: mappa
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Informazioni
Fonti e siti esterni
- Su Wikipedia: Monterosso Almo su it.wikipedia.org
- I borghi più belli d’Italia: borghipiubelliditalia.it
- Portali turistici: www.sicilytourist.com
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