Sambuca di Sicilia è un borgo dal passato medievale, il cui antico quartiere era dominato dal castello arabo di Zabuth, che sarebbe stato fondato dall’emiro Al-Zabuth tra l’827 e l’830 d.C.
Grazie al suo patrimonio storico, il borgo è inserito tra «i borghi più belli d’Italia» e ha persino ottenuto il titolo nazionale «Il Borgo dei Borghi» nel 2016, il che ha favorito operazioni di restauro e lo sviluppo di un progetto di riqualificazione di strutture ricettive nel quartiere medievale arabo.
Un nucleo medievale fortificato
La città si divide in due quartieri principali. Il più antico corrisponde alla città medievale fortificata, dove l’urbanistica si sviluppò fino al XVI secolo, mentre l’altro si estese al di fuori delle mura nel corso del XVII e XVIII secolo.
Il primo è attraversato dalle sette viuzze arabe, le septa vaneddi, che conducono in particolare alla chiesa Matrice, alla terrazza del Belvedere dove sorgeva il castello dell’emiro, o al Palazzo Panitteri del XVII secolo che ospita il museo archeologico. Si può uscire dal quartiere fortificato attraverso il passaggio che attraversa il Palazzo dell’Arpa, che si affaccia sul Corso Umberto I fiancheggiato da facciate barocche e palazzi ottocenteschi, come il Palazzo Ciaccio, la chiesa del Carmine o la chiesa di San Michele Arcangelo.
A pochi chilometri a nord, sulle pendici del monte Adranone si estende il sito archeologico dell’antica città greca di Adranone, vicino alla riserva naturale del monte Genuardo nella parte occidentale del parco dei Monti Sicani.
A sud del borgo, la fortezza araba di Mazzallakkar emerge in estate dal piccolo lago Arancio.
Cosa vedere assolutamente a Sambuca
- Il quartiere saraceno con le «sette viuzze saracene» (Septa Vaneddi), parte alta e antica della città, che comprende anche l’antica cattedrale e il belvedere.
- Il Belvedere nel punto in cui sorgeva l’antico castello arabo di Zabut
Punto più alto della città medievale, con un ampio panorama sui Monti Sicani - Il Corso Umberto I
Viale in parte barocco della città bassa con chiese interessanti come Santa Caterina d’Alessandria e facciate di palazzi storici. - Il Palazzo Panitteri con il museo archeologico
Visita di Sambuca e patrimonio
Quartiere fuori le mura
Lato sud-occidentale della città, la parte bassa è attraversata dal lungo e rettilineo Corso Umberto I, asse principale di Sambuca che risale verso la città alta.
L’estremità bassa del viale si trova vicino alla Villa Comunale e al Teatro comunale dell’Idea risalente al 1848–1851, piccolo teatro all’italiana a forma di «ferro di cavallo», con tre ordini di palchi e una capienza di circa 250 posti.
Salendo lungo il corso si incontrano numerosi edifici in pietra arenaria con grandi arcate che danno accesso alle strade perpendicolari e ai cortili degli edifici. Si contano diversi palazzi e 13 chiese, a partire dalla chiesa di San Giuseppe con portale ogivale in stile chiaramontano.
Nella traversa di via Marconi, la chiesa della Concezione presenta un bel portale dello stesso tipo, proveniente dall’antica chiesa di San Nicolò.
Si susseguono diversi palazzi nobiliari, come sul lato sinistro del corso salendo il Palazzo Mangiaracina del XIX secolo con la sua elegante facciata, il Palazzo dei Baroni Campisi del XVIII secolo sullo stesso lato, e il Palazzo dei Baroni Oddo sul lato destro della seconda metà del XVII secolo, con il suo lungo balcone e la cornice.
Proseguendo la salita si raggiunge la Pinacoteca Gianbecchina, ospitata nell’antico Monastero di Santa Caterina, che conserva circa 190 opere di Gianbecchina realizzate tra il 1924 e il 1996. Il percorso cronologico ripercorre l’evoluzione dell’artista, dagli esordi modernisti fino alle opere tarde dedicate al paesaggio siciliano e ai temi sociali.
Accanto si trova la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, una delle principali della città, il cui interno barocco è riccamente decorato con stucchi, statue, colonne tortili e un pavimento in maioliche delle botteghe di Burgio (XVI–XVII sec.), esempio notevole del barocco siciliano.
Di fronte alla chiesa, il Palazzo dei Marchesi Beccadelli è in stile barocco, con un balcone notevole, e forma un insieme architettonico con la Torre dell’Orologio. Questo palazzo aristocratico, uno dei più antichi del centro storico, apparteneva a un’influente famiglia nobile della città. Fu il centro amministrativo e residenziale del quartiere nobiliare e oggi svolge funzioni museali e culturali.
La Chiesa del Carmine si erge poi sulla destra, fondata nel 1530, associata a un convento carmelitano verso il 1615. Fu ampliata nel 1633 per formare tre navate. La facciata neoclassica attuale risale al 1928. Conserva belle statue come quella di Sant’Anna del XVII secolo o la Madonna dell’Udienza sull’altare maggiore del XVI secolo attribuita a Gagini, tombe ed ex voto notevoli legati alle famiglie locali.
Dall’altro lato della strada, il Palazzo Ciaccio del XIX secolo in stile neorinascimentale ha una facciata in arenaria e un bel cortile circondato da colonne e un monumentale scalone d’onore.
In una viuzza adiacente, la Chiesa del Purgatorio è datata 1631. È stata trasformata in museo d’arte sacra che presenta oggetti liturgici e sepolture di famiglie nobili o statue processionali.
Più avanti il Palazzo Oddo, detto anche Palazzo dell’Arpa, risale ai rifacimenti dei XVII-XVIII secoli ed è oggi sede del municipio. Segna anche il passaggio tra il Corso del quartiere moderno e il centro storico che un tempo era interamente fortificato. Conserva opere d’arte di artisti locali.
Quartiere saraceno
Il centro storico ha conservato il tessuto urbano ereditato dall’epoca araba, con «sette viuzze saracene», vicoli sinuosi scanditi da piccole piazzette.
Nel Largo San Michele, la Chiesa di San Michele conserva la statua equestre di San Giorgio del 1596, opera policroma su legno dei fratelli Lo Cascio, tipica delle botteghe siciliane della fine del XVI secolo. L’edificio presenta una curiosa doppia orientazione, con due facciate, legata a un riassetto urbanistico della fine del XVI secolo che ne ha modificato l’orientamento originario.
Di fronte il Palazzo Panitteri deriva dalla trasformazione di una torre difensiva della fine del XVI secolo in dimora patrizia. Ospita oggi il Museo archeologico di Sambuca di Sicilia. Presenta i reperti del vicino sito di Monte Adranone, antica città greca e punica, esponendo ceramiche attiche e locali, oggetti funerari, statuette votive e la celebre statuetta di Demetra dalle belle chiome (Demetra dalle belle chiome).
Il percorso museale illustra la lunga occupazione del sito, dal VII secolo a.C. fino al periodo romano, e permette di comprendere l’organizzazione urbana e le pratiche religiose. Le sale conservano inoltre frammenti architettonici e iscrizioni, gioielli e statuette votive, testimonianze dei contatti culturali e commerciali dell’Antichità. Il museo funge sia da antiquarium sia da centro culturale per mostre temporanee e attività didattiche.
Piazza Navaro si trova un passaggio verso il cuore del quartiere arabo con il suo tessuto urbano così particolare, tipico delle casbah, con le sue sette viuzze sinuose che attraversano piccole piazze.
La piccola Chiesa del Rosario fu costruita tra il 1554 e il 1664 dai Gesuiti, che sostituirono una cappella destinata a contrastare le superstizioni locali. Presenta un portale in legno scolpito del XIX secolo e una pavimentazione in ciottoli bianchi e neri che forma lo stemma domenicano, oltre a tele della scuola siciliana del XVIII secolo.
Proseguendo l’ascesa, la Chiesa Madre (chiusa per lavori nel 2020) è l’edificio centrale del borgo, costruito agli inizi del XV secolo sui resti del castello di Zabut e di un’antica chiesa dedicata a San Pietro. L’edificio attuale fu consacrato nel 1651. Le tre navate interne sono separate da colonne con archi a tutto sesto, e un transetto sormontato da una cupola di stile rinascimentale. Il campanile ha parzialmente inglobato una torre difensiva del castello. Fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1968.
Castello di Zabut
Il castello scomparso di Zabut era costituito da mura e torri disposte sulla collina, formando un castellum difensivo. Sotto i Normanni fu posseduto dalla famiglia Barberini di Monreale dal 1185. Nel XIII secolo, dopo la repressione della rivolta delle popolazioni musulmane ordinata dall’imperatore Federico II di Sicilia, il quartiere fu in parte distrutto o trasformato e il castello perse progressivamente il suo ruolo difensivo.
Il castello rimase in uso fino al XIX secolo, talvolta come prigione, ma verso il 1837 le rovine furono demolite e le pietre riutilizzate per l’urbanizzazione civile.
Al termine della salita si raggiunge la splendida terrazza dove un tempo sorgeva l’antico Castello arabo di Zabut, nel sito dell’antica acropoli fortificata. Offre un panorama eccezionale sulla valle del Belìce, sul lago Arancio e sui Monti Sicani, fino ai territori di Giuliana e Caltabellotta.
Le cave sotterranee (cave di pietra) si trovano nel centro storico di Sambuca, costituite da una rete di cave sotterranee di tufo, chiamate anche purrere, che testimoniano lo sfruttamento tradizionale della pietra per la costruzione di case e edifici. Alcune gallerie, oggi accessibili, si estendono fino a 12 metri di profondità.
Galleria fotografica

Chiesa di San Giuseppe, Sambuca di Sicilia 
Passaggio del palazzo di Corso Umberto I 
Chiesa di Santa Caterina, Sambuca di Sicilia 
Chiesa di Santa Caterina, Sambuca di Sicilia 
Palazzo Beccadelli e Torre dell’Orologio 
Chiesa del Carmine 
Palazzo Ciaccio 
Palazzo Ciaccio 
Palazzo Oddo 
Chiesa di San Michele Arcangelo 
Via Panitteri 
Antico quartiere 
Portale chiesa di San Giorgio 
PassaggioVia Graffeo 
Vicolo Saraceno Primo 
Casa del limone, quartiere saraceno 
Chiesa del Rosario, quartiere saraceno 
Chiesa del Rosario, quartiere saraceno 
Vicolo saraceno, quartiere saraceno 
Quartiere saraceno 
Via Emiro, quartiere saraceno 
Chiesa Madre 
Chiesa Madre 
Belvedere dalla terrazza
Dove si trova Sambuca di Sicilia: mappa
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Dintorni di Sambuca
Monte Adranone & Monte Genuardo (panoramica)
6 chilometri più a nord, salendo il Monte Adranone (899 metri), si raggiunge il sito archeologico di Adranone, antica città greco-punica che dipendeva da Selinunte, al confine del territorio degli Elimi e della riserva naturale del Monte Genuardo, che si eleva a 1180 metri al limite occidentale del parco dei Monti Sicani.
→ Leggi la pagina su Adranone e il Monte Genuardo.
Lago Arancio
A sud del paese, dal piccolo lago Arancio si vedono emergere in estate, quando il livello dell’acqua si abbassa, i resti della fortezza araba di Mazzallakkar, con una struttura quadrangolare con torri angolari. Il lago stesso è un bacino artificiale creato con una diga negli anni ’50, che oggi è utilizzato anche per attività sportive nautiche.
Le Gole della Tardara, appena a sud del Lago Arancio, sono un canyon naturale formato dall’erosione fluviale del corso del lago Arancio, che si estende per circa due chilometri, con pareti scoscese, rocce calcaree e vegetazione mediterranea.
Torri difensive
4 km a nord, lungo la SP 44, la Torre di Pandolfina risale al XV secolo e apparteneva alla famiglia Perollo. Era una torre difensiva, quadrangolare con merlature e portale d’ingresso medievale.
La Torre di Cellaro, nella valle del Rincione, faceva parte dell’antica baronia di Cellaro e risale al XIII secolo, con sopraelevazioni del XV secolo. Questa torre fortificata è oggi in rovina ma ancora riconoscibile.
Cava di Misilbesi
La Cava di Portella Misilbesi corrisponde a due colline calcaree punteggiate da grotte naturali e artificiali, sito che testimonia un’antica occupazione, con tracce di necropoli paleocristiane e resti ceramici risalenti dalla preistoria al Medioevo. Grotte e nicchie sono scavate nella roccia.
Parco archeologico di Grattavoli e palmento Greco
Grattavoli è un sito su una collina a circa 6 km a sud di Sambuca di Sicilia, che comprende un parco archeologico e naturalistico. L’area conserva abitazioni rupestri, tombe a fossa, un colombario, cisterne e tracce di occupazione greca, romana e medievale. Diverse grotte venivano un tempo utilizzate come rifugi o necropoli. Una sorgente naturale sgorga in una vasca scavata nella roccia.
Tra Grattavoli e il Lago Arancio, il Palmento Greco si trova nel Bosco della Risinata che domina il lago. È un antico sito di vinificazione rupestre risalente probabilmente all’epoca ellenistica. Scavato nella roccia, comprende diversi bacini comunicanti dove l’uva veniva pigiata e fermentata, su una superficie di circa 110 m². Testimonia l’antica tradizione vitivinicola della zona, dove gli abitanti sfruttavano il rilievo naturale a fini agricoli. Il paesaggio offre anche splendidi panorami.
Tradizioni, festival e gastronomia
Feste tradizionali
La festa di San Giorgio (Festa di San Giorgio Martire) si svolge il 23 aprile, con la processione che porta la statua del santo – protettore dei campi e delle famiglie – seguita dalla tradizionale “zabbinata”, cioè la distribuzione di ricotta fresca (o “zabbina”) accompagnata da pane sbriciolato.
La festa di Maria SS. dell’Udienza si svolge ogni anno la terza domenica di maggio. Una processione storica attraversa i vicoli del centro antico per tutta la notte, portata dalla confraternita locale, accompagnata da preghiere, canti e musica, e si conclude talvolta con illuminazioni e fuochi d’artificio.
La Festa di Maria SS. dei Vassalli, il 5 agosto, segna un altro momento importante del calendario locale: al termine della messa si celebra con la distribuzione dei “Virgineddi”, una preparazione a base di fave secche, simbolo della tradizione contadina sambucese.
Territorio e gastronomia
Il territorio locale ruota attorno al vino — in particolare il vino Sambuca di Sicilia DOP — all’olio extravergine d’oliva, ai formaggi ovini, alla ricotta e a prodotti lattiero-caseari tradizionali come la Vastedda del Belice (formaggio DOP della valle del Belice).
Queste produzioni sono al centro dell’identità gastronomica ed economica del comune, oggi impegnato in diversi percorsi enogastronomici e vitivinicoli regionali.
Tra i dolci locali, il più emblematico è la Minni di Virgini (letteralmente “seni della Vergine”), un dolce di pasta frolla modellato a forma di seno, farcito con crema di latte — talvolta arricchita con zuccata (zucca candita), cioccolato, cannella o chiodi di garofano — e ricoperto da una glassa zuccherata. La sommità è spesso decorata con una ciliegia candita.
Creato secondo la tradizione nel 1725 da una religiosa, Suor Virginia Casale di Rocca Menna, in occasione di un matrimonio aristocratico locale, questo dolce ha acquisito lo status di prodotto agroalimentare tradizionale ed è rimasto un simbolo imprescindibile della città.
Festival ed eventi
Sambuca di Sicilia ospita durante tutto l’anno diverse manifestazioni culturali ed enogastronomiche che completano il suo ricco calendario religioso. Tra le più recenti, la Sagra del Tartufo, organizzata alla fine del mese di giugno, valorizza il tartufo nero presente nelle campagne circostanti. L’evento riunisce dimostrazioni culinarie, laboratori di ricerca del tartufo con cani specializzati, degustazioni e conferenze dedicate alla biodiversità locale.
La dimensione enogastronomica del borgo si esprime anche durante la Vìvila Wine Experience, un percorso dedicato al vino Sambuca di Sicilia DOC, all’olio d’oliva e ai formaggi del Belice, con degustazioni guidate, incontri con i produttori, esposizioni e concerti allestiti nei vicoli del centro storico.
Il calendario culturale include anche lo Zabut International Animation Film Festival, un festival di cortometraggi d’animazione riconosciuto a livello nazionale, che attira ogni anno a luglio registi, illustratori e creatori visivi. Le proiezioni, i laboratori e le installazioni all’aperto occupano diversi spazi del borgo, rafforzando la vocazione artistica e contemporanea del paese.
Durante l’estate, vengono inoltre organizzati appuntamenti sul belvedere che domina l’antica città: concerti, esposizioni artigianali e degustazioni di vini scandiscono la serata del 10 agosto, diventata un momento ricorrente della stagione estiva.
Cenni storici su Sambuca di Sicilia
L’origine del nome del borgo deriverebbe dal castello arabo di Zabut, fondato dall’emiro Al-Zabut, detto «lo splendido».
A nord dell’attuale città, il sito di Adranon era abitato sin dalla fine dell’età del bronzo. Era un territorio conteso tra le colonie greche di Selinunte e Agrigento nel VI secolo a.C. I Cartaginesi distrussero Adranon nel V secolo a.C. durante il conflitto contro Selinunte. Ma verso il 250 a.C. fu definitivamente raso al suolo. I superstiti si spostarono più a sud formando il nuovo villaggio di Adragnus. Molto più tardi, nell’830 d.C., l’emiro arabo Al-Zabut vi fece costruire un castello.
Questo castello è menzionato nel 1185 in un documento del normanno Guglielmo II. Sotto l’imperatore Federico II, successore dei Normanni, la popolazione musulmana si ribellò. La città resistette per due anni con grande tenacia, fino al 1225 quando capitolò e gli abitanti furono massacrati.
Nel 1411 Adragna fu distrutta durante le guerre di successione al trono di Sicilia, e gli abitanti si stabilirono poi attorno alla fortezza di Zabut.
Il feudo fu posseduto da diversi baroni: Peralta, Ventimiglia e Abatellis; dal 1574 dal marchese Baldi Centelles, poi dai marchesi Beccadelli di Bologna fino al XIX secolo.
Il nome della città passò da Sambuca-Zabut a Sambuca di Sicilia sotto il regime fascista nel 1923.
Informazioni
Fonti e siti esterni
- Sambuca di Sicilia sul sito del comune: www.comune.sambucadisicilia.ag.it
- Sambuca su borghipiubelliditalia.it
- Sambuca su fr.wikipedia.org
- Blog: ilsambucese.blogspot.com
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