Il borgo di Mazzarino sembra un po’ isolato tra queste colline interne della Sicilia, nella provincia di Caltanissetta. È situato su un piccolo altopiano a oltre 553 metri di altitudine e conta circa 13.000 abitanti (il che lo rende una piccola città). Si tratta soprattutto di un centro agricolo, con una produzione rilevante di grano, mandorle, olive e carciofi, oltre all’allevamento.
Il centro storico è piuttosto ricco e interessante, per i resti maestosi della sua fortezza medievale e per i notevoli edifici e chiese barocche. Si trovava al crocevia di antiche vie greco-romane: da Agrigento a Catania e da Halesa (Tusa) a Gela.
Una tappa interessante fuori dai percorsi più battuti.
Il patrimonio del borgo
L’architettura e l’urbanistica di Mazzarino si svilupparono soprattutto in epoca barocca, tra il XVII e il XVIII secolo, sotto l’impulso dei signori locali. Diversi edifici principali testimoniano questo periodo di prosperità, così come la costruzione di venticinque chiese, oltre a palazzi destinati alla nobiltà locale e monasteri.
Il centro storico di Mazzarino si organizza lungo il lungo asse urbano del Corso Vittorio Emanuele, che collega diverse piazze ed edifici monumentali.
Il patrimonio religioso è abbondante: chiese, conventi, cappelle di vari ordini religiosi (gesuiti, carmelitani, cappuccini, domenicani).
Elementi storici
Il sito di Mazzarino fu occupato già dai Sicani, poi sotto dominazione romana, bizantina, araba e normanna.
Verso il 1143, il territorio fu affidato a Manfredi del Vasto, signore normanno, che intraprese una riorganizzazione della città.
Nel XVII-XVIII secolo, sotto l’impulso della famiglia Carafa-Branciforti (principato di Butera e contea di Mazzarino), il borgo si arricchì di edifici barocchi, diventando un centro politico-culturale locale.
Il terremoto del 1693, che colpì la Sicilia orientale, provocò la ricostruzione di numerose chiese a Mazzarino nello stile barocco tardivo.
Principali edifici di Mazzarino
Castello di Mazzarino
Il Castello di Mazzarino (detto «U Cannuni») è l’edificio più suggestivo del borgo, arroccato con la sua grande torre cilindrica su una collina isolata rispetto al centro.
Di origine romano-bizantina, ha subito numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli, consolidato sotto gli Arabi e riorganizzato dopo la conquista normanna, quindi trasformato successivamente. La sua forma finale è dunque un insieme di diverse epoche. Oggi restano solo la torre e alcuni ruderi, ma offre un panorama notevole sulla pianura e sulle colline del Nisseno.
L’impianto originario era quadrangolare, con quattro torri cilindriche agli angoli collegate da mura, delle quali restano solo la parete sud e alcune porzioni a nord. Le due torri occidentali erano più imponenti, con tra esse l’ingresso attraverso un’apertura ad arco acuto.
Un teatro è stato realizzato nei pressi dei resti negli anni 1980 per valorizzare il sito in un contesto culturale e panoramico.
Duomo di Santa Maria della Neve
Questa chiesa madre di Mazzarino è un edificio del tardo barocco: il progetto iniziale, successivamente modificato, è attribuito all’architetto gesuita Angelo Italia. Fu costruita a partire dal 1694 su una precedente chiesa del XV secolo danneggiata dal terremoto del 1693. L’interno presenta tre navate e stucchi decorativi tipici del barocco siciliano. La facciata in pietra arenaria rimane parzialmente incompiuta; vi si trova un bassorilievo raffigurante la creazione di Adamo ed Eva.
L’interno a tre navate è ampio; la navata centrale è coperta da volta mentre le navate laterali presentano false cupole su base quadrata, il tutto sostenuto da dieci archi per lato e pilastri a sezione quadrata sormontati da capitelli corinzi.
L’opera di intarsio in legno e cristalli dorati, realizzata dall’ebanista locale Santi Rigano nel 1872, orna uno degli altari laterali e costituisce un elemento notevole della decorazione interna.
Maria Santissima del Màzzaro
Il santuario dedicato alla Madonna del Màzzaro (Basilica-Santuario di Maria Santissima del Màzzaro) è uno dei principali luoghi di culto del paese. Fu ricostruito dopo il terremoto del 1693 in stile barocco siciliano, su progetto dell’architetto Natale Bonajuto nel 1739. La chiesa presenta tre navate, decorate con stucchi barocchi.
Mantiene un forte valore simbolico per la popolazione locale. La leggenda racconta che un giovane pastore scoprì nel 1125 un’immagine della Vergine col Bambino nascosta a seguito dell’editto iconoclasta di Leone Isaurico.
All’interno, una statua lignea della Vergine – della scuola palermitana e datata 1874 – è oggetto di una partecipata processione ogni terza domenica di settembre.
Altri edifici a Mazzarino
- Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola e il collegio dei gesuiti
Edificio del tardo barocco progettato da Angelo Italia, costruito nel XVII secolo. Serviva alla formazione dei giovani nobili e borghesi della regione e comprende un chiostro e aule oggi riconvertite in spazio culturale e museo. L’interno della chiesa conserva stucchi raffinati e pale d’altare del XVIII secolo.
Chiesa di Santa Maria del Carmelo (Chiesa del Carmine) con il convento delle Carmelitane
Costruito nel XVII secolo, presenta un interno ricco di marmi policromi e stucchi barocchi. Il convento adiacente, oggi parzialmente recuperato, conserva ancora archivi religiosi e le tombe della famiglia Branciforti, antica proprietaria del feudo di Mazzarino. La chiesa conserva diversi dipinti e statue d’epoca.- Il palazzo nobiliare (ex Palazzo Branciforte / Palazzo Alberti)
Costruito tra XVII e XVIII secolo, questo palazzo testimonia la potenza e il raffinatezza dell’aristocrazia locale. La facciata presenta balconi in ferro battuto e finestre con frontoni scolpiti. L’interno conserva affreschi, boiserie e sale di rappresentanza. L’edificio è stato parzialmente restaurato ed è talvolta aperto al pubblico. - Chiesa di San Francesco d’Assisi
Edificio religioso del XVII secolo, associato al convento dei francescani. La chiesa si distingue per la sobrietà tipica dell’ordine francescano, con una navata unica e un coro decorato con affreschi raffiguranti la vita del santo. Il convento adiacente è stato trasformato in spazio comunitario per eventi culturali ed educativi. - Palazzo Mariani / Palazzo Comunale
Antico palazzo aristocratico divenuto sede del municipio. La facciata barocca presenta elementi scolpiti e un portale monumentale. L’interno conserva pavimenti in marmo e soffitti decorati con affreschi e stucchi. - Chiesa del Purgatorio (o Chiesa della Santissima Trinità)
Piccola chiesa barocca dedicata alle anime del purgatorio. La facciata sobria contrasta con l’interno riccamente decorato, dove statue e dipinti del XVIII secolo illustrano i temi della morte e della redenzione. - Oratorio di San Sebastiano
Piccolo oratorio costruito nel XVII secolo dalle confraternite locali. Conserva opere pittoriche e statue lignee dello stesso periodo, oltre ad archivi confraternali.
Sofiana
Il sito archeologico di Sofiana, chiamato anche Philosophiana, si trova a 12 km da Mazzarino. Fu occupato dall’età del Bronzo fino al XIII secolo, riflettendo l’evoluzione delle popolazioni locali, inclusa la romanizzazione, lungo l’antica strada che collegava Catania ad Agrigento, svolgendo il ruolo di stazione di sosta e controllo.
Gli scavi hanno portato alla luce una domus aristocratica con peristilio, un complesso termale paleocristiano e una basilica con necropoli annessa. L’impianto urbano della fase proto-imperiale mostra isolati e strade pavimentate, testimonianza di una fondazione pianificata.
Dintorni di Mazzarino
Monte Formaggio
A 10 km da Mazzarino, il Monte Formaggio è un rilievo di arenaria che raggiunge i 639 m, la cui forma conica è il risultato di una forte erosione eolica. I dintorni, con praterie e macchia di palme nane, sono stati in parte rimboschiti con eucalipti. La flora comprende in particolare orchidee endemiche. È un belvedere naturale.
Castello di Grassuliato
Su una collina ripida nel mezzo della campagna di Mazzarino, a 418 m di altitudine, le rovine del castello di Grassuliato (detto anche Garsiliato o Castellazzo) costituiscono uno dei siti medievali più affascinanti, sebbene gran parte delle mura sia scomparsa.
I resti visibili oggi, frammenti di torri, cisterne e mura con archi a sesto acuto, suggeriscono una vasta struttura su più livelli.
Il suo nome potrebbe derivare da arx Saliatum, evocando un’antica fortificazione legata a un culto di Marte, oppure da un adattamento arabo del nome. Sono state rinvenute tracce di occupazione dall’età del Bronzo medio fino all’epoca romano-bizantina.
La prima menzione storica risale al 1091, citando un Salomone di Garsiliat. Fu una fortezza normanna di primo piano, danneggiata intorno al 1162 durante una rivolta contro Guglielmo I di Sicilia. Il dominio fu concesso a Bartolomeo da Amalfi nel 1199, poi citato come feudo di un cavaliere nel 1274. La signoria passò nel corso del XIV secolo alla famiglia Branciforte, tra l’altro signori di Mazzarino. A partire dal XVI secolo, la fortezza perse la sua funzione militare.
Monte Bubbonia
A circa 20 km, la collina di Monte Bubbonia, che raggiunge i 595 m nel territorio di Mazzarino, conserva importanti resti archeologici. Un’occupazione dell’età del Bronzo (cultura di Castelluccio) è attestata attraverso necropoli e dolmen. Sulla sommità si trovano le rovine di un insediamento indigeno, poi ellenizzato: gli scavi hanno messo in evidenza un’acropoli, una cinta muraria e edifici databili tra il VI e il IV secolo a.C., che alcuni identificano con la città sicana di Maktorion.
Un dolmen «a camera», costituito da due monoliti paralleli sormontati da una lastra calcarea, testimonia un uso funerario preistorico.
Necropoli datate tra il VII e il VI secolo a.C., con corredi indigeni e greci, sono state individuate sui versanti della collina.
Va notato che l’abbandono del sito sembra coincidere con lo sviluppo della costa greca (colonia di Gela), collocando il sito in una fase di transizione tra mondo indigeno ed ellenistico.
Dove si trova Mazzarino: mappa
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Siti e informazioni
- Luoghi da scoprire sul sito ufficiale del Comune di Mazzarino
- Wikipedia italiano – Mazzarino: dettagli su monumenti e storia
- Sicilia Magazine — “Mazzarino, la perla del barocco nisseno”
- SicilyMag — “Mazzarino, fede e tradizioni per la città d’arte del principe di Butera”
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