A 8 km a ovest di Comiso, 25 km da Ragusa, Vittoria è una città media dinamica di circa 62.000 abitanti.
Fu fondata nel 1607, ufficialmente il 24 aprile, dalla contessa Vittoria Colonna, dopo la morte del marito, il conte di Modica Ludovico III de Cabrera, ottenendo un privilegio reale da Filippo III di Spagna per fondare la città.
Il sito scelto si trova nella vasta pianura tra l’Ippari e il Dirillo, chiamata Boscopiano (“bosco pianeggiante”), più precisamente sulla riva destra della valle dell’Ippari.
Destinata fin dall’inizio allo sfruttamento agricolo e delle risorse, prosperò rapidamente grazie ai suoi terreni molto fertili, con colture come la vite, l’olivo, gli agrumi e le coltivazioni in serra.
Vittoria ha subito pochi danni dal terremoto del 1693.
Il suo mercato ortofrutticolo all’ingrosso è un centro nevralgico dell’agricoltura del sud-est siciliano.

Santa Maria delle Grazie, Piazza del Popolo, Vittoria

Santa Maria delle Grazie, Piazza del Popolo

Tra le diverse produzioni locali, il Cerasuolo è un vino locale celebre, l’unico vino rosso siciliano classificato DOCG, prodotto con uve Nero d’Avola (50-70 %) e Frappato (30-50 %) nel territorio di Vittoria, Comiso e Acate. La regione rientra nell’itinerario enologico della « Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria ».

Visita di Vittoria

L’impianto urbano a scacchiera deriva dalla fondazione recente e pianificata della città, con le sue strade perpendicolari.
La sua prosperità ha permesso di realizzare piazze curate, con edifici eclettici, in particolare con una significativa architettura Liberty, oltre a edifici neoclassici, anche grazie all’influenza dell’architetto palermitano Ernesto Basile.

Il Castello Colonna Henriquez, a est del centro, fu costruito nel marzo 1607, utilizzato come carcere negli anni ’50, oggi sede del museo comunale. Presenta una pianta rettangolare, portici e una grande cisterna per la raccolta dell’acqua nell’atrio.

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Non lontano, in Piazza Ferdinando Ricca, la Chiesa Madre di San Giovanni Battista, ricostruita tra il 1695 e il 1706, è la cattedrale della città e conserva la tomba della contessa Vittoria Colonna, fondatrice della città.
È composta da tre navate separate da colonne corinzie, con stucchi, dorature, statue e affreschi (tra cui San Giovanni Battista battezza Gesù e Decapitazione di San Giovanni). Il pavimento in marmo rappresenta un’allegoria della resilienza dopo la fillossera.

Sulla piazza centrale, la Piazza del Popolo, sorge l’elegante chiesa di Santa Maria delle Grazie, dei primi del XVII secolo, ricostruita intorno al 1754, con dipinti di G. Mazzone.
Si trova anche il bellissimo teatro municipale neoclassico (Teatro Vittoria Colonna), progettato nel 1863 dall’architetto Giuseppe Di Bartolo Morselli, con ordini tuscanici e ionici in facciata e sculture di Corrado Leone: Apollo e Diana in sommità, Fauno e Danza nelle nicchie laterali, medaglioni di artisti.

Altre chiese che meritano una visita sono quelle di San Francesco da Paola, San Biagio, San Giuseppe e quella dei Cappuccini. Si possono citare anche la Chiesa di Sant’Antonio Abate o l’antica chiesetta della Madonna dei Sette Dolori “Trinità” (consacrata nel 1724) nel quartiere Castello.
Si scoprono anche edifici affascinanti del XIX secolo, tra cui le fontane presso il parco della villa comunale, un tempio neoclassico, oppure palazzi come il Palazzo Traina o il Palazzo Di Vita in stile Liberty. Inoltre, la «Fontana del Garì» (o Fonte Garibaldi) in pietra di Comiso, rimaneggiata nel 1879 con teste di leoni in bronzo, si trova nei pressi della Villa Comunale.

Cucina locale e territorio

La gastronomia intorno a Vittoria unisce prodotti del territorio, tradizione rurale e influenze mediterranee.

  • Tra le specialità imprescindibili figurano le scacce ragusane: focacce a pasta lievitata, leggermente croccanti all’esterno e morbide all’interno, composte da semola di grano duro, passata di pomodoro, aglio, basilico e soprattutto formaggio Ragusano DOP a cubetti o grattugiato.
  • Si trovano anche ricette tipiche come i ravioli di ricotta o le cassatelle con ricotta dolce, spesso arricchite con scorze di agrumi e cioccolato.
  • La tradizione agricola si riflette in piatti semplici ma sostanziosi, come la zuppa di lenticchie della piana dell’Ippari o le fave al semi-secco, preparate con olio d’oliva locale e rosmarino.
  • Tra i prodotti del territorio, il Ragusano DOP è un simbolo regionale: si tratta di un formaggio a pasta filata di latte vaccino, prodotto nella provincia di Ragusa e riconosciuto da diversi secoli.
  • Tra i vini, il Cerasuolo di Vittoria DOCG accompagna spesso i piatti locali grazie alla sua struttura elegante e ai suoi aromi fruttati.
  • Il miele di carrube e le arance sanguigne completano i dolci stagionali.
  • Negli uliveti vicini, l’olio extravergine d’oliva viene raccolto a mano e utilizzato a crudo su verdure grigliate e formaggi freschi.
  • Considerando il territorio, i prodotti di serra — pomodori, peperoni, melanzane — vengono consumati freschi, raramente trasportati a lungo

Dintorni di Vittoria

→ Vedi anche Comiso, la graziosa vicina a 8 km a est, e a ovest verso la costa i resti di Kamarina, la costa tra Punta Secca e Scoglitti con in particolare la riserva naturale di Randello.

Acate

A 10 km a ovest, Acate era anticamente chiamata Biscari fino al 1938.
Il nucleo urbano medievale è dominato dal bel Castello dei Principi di Biscari, le cui prime strutture risalgono alla fine del XV secolo e che conserva sulle facciate tracce delle fasi di restauro del XVII e XVIII secolo, rimaneggiato durante un ampio progetto di rifondazione urbana intorno al 1622, con la trasformazione del feudo in principato di Biscari.
La pianta ortogonale del borgo, ispirata ai modelli “ippodamei”, è ancora oggi visibile.
Tra i monumenti religiosi, la Chiesa Madre di San Nicolò o la chiesa di San Vincenzo annessa al castello meritano attenzione.
Dal belvedere del castello o dalle vie del centro si abbraccia l’ampia valle coltivata e il fiume Dirillo che scorre verso la costa.

Valle dell’Ippari

La valle dell’Ippari attraversa la pianura fertile tra Vittoria e Acate, formata dal fiume Ippari che scorre dall’altopiano dei Monti Iblei. Il terreno, di natura alluvionale, è ricco e favorevole alle coltivazioni della vite, dell’olivo e delle colture in serra.
Il paesaggio della valle è caratterizzato da ampi campi coltivati, canali di irrigazione e aree alberate. Si tratta di un paesaggio tipico della Sicilia rurale orientale, dove aziende vitivinicole sono situate ai margini della pianura.

Riserva naturale del Pino d’Aleppo

Appena a sud di Vittoria, lungo il corso dell’Ippari, la Riserva Naturale Orientata del Pino d’Aleppo è stata istituita per proteggere le formazioni di Pinus halepensis e la vegetazione mediterranea della pianura di Vittoria. Si estende su circa 3.000 ettari per quasi 15 km fino al mare. È uno degli ultimi complessi naturali di pini d’Aleppo in Sicilia, con una fauna varia che include uccelli, mammiferi e rettili.

Strada dei vini del Cerasuolo di Vittoria

L’itinerario enologico collega Vittoria, Acate, Comiso e Chiaramonte Gulfi, valorizzando il vino Cerasuolo di Vittoria DOCG, l’unico vino rosso siciliano classificato DOCG. Il vitigno principale è il Nero d’Avola (50-70 %) unito al Frappato (30-50 %) nei territori della pianura dell’Ippari. Questo percorso consente anche di scoprire il patrimonio delle tre città, i paesaggi agricoli, gli uliveti e la gastronomia locale.

Dove si trova Vittoria: mappa

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