Conosciuta da tempo per la produzione di ceramiche, Caltagirone si è orientata verso la ceramica artistica e la scultura in terracotta. Le altre attività sono principalmente legate all’agricoltura, con vigneti, uliveti e peschi.

Presentazione di Caltagirone

Città di medie dimensioni con circa 37.500 abitanti, nel suo affascinante centro di origine medievale si possono ammirare belle facciate barocche. La città è però particolarmente nota per l’esplosione di colori e ceramiche che si ritrovano un po’ ovunque, dalle stradine ai grandi viali.

La principale attrazione della città è la scala di 142 gradini di Santa Maria del Monte, costruita nel 1608 nella parte più antica della città, dove ogni gradino è decorato con diverse ceramiche fatte a mano.
Una volta all’anno, in occasione della festa del santo patrono della città (San Giacomo, il 25 luglio), la scala viene illuminata con candele colorate disposte in modo da formare un grande disegno (per saperne di più consultare la visita di Caltagirone).

Cosa vedere prima di tutto a Caltagirone

  1. La Scala di Santa Maria del Monte: questa scalinata iconica di 142 gradini, interamente decorata con maioliche policrome, è il simbolo della città.
  2. La chiesa di Santa Maria del Monte: situata in cima alla scalinata, questa antica chiesa barocca offre un belvedere su tutta la città e ospita affreschi interni.
  3. Il Museo regionale della ceramica: fondamentale per comprendere la storia dell’arte ceramica di Caltagirone, con circa 2.500 pezzi che illustrano la produzione dalla preistoria fino ai giorni nostri.
  4. La Cattedrale di San Giuliano: edificio barocco notevole, la sua cupola è rivestita di maioliche; l’interno presenta affreschi di Giuseppe Vaccaro.
  5. Il Giardino pubblico (Villa Comunale): uno spazio tranquillo in stile inglese dove si combinano verde, chiosco moresco in ceramica e viste sulla città, ideale per una sosta rilassante.

→ Leggi anche la pagina sulla visita di Caltagirone

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Panoramica storica

Il suo nome deriva dall’arabo Qalaat-al-Ghiran (“la collina delle giare”).
Il sito è abitato fin dalla preistoria, come testimoniano, tra l’altro, due necropoli del II millennio a.C.
In seguito fu popolata dai Siculi, prima dell’occupazione romana.

Durante la loro dominazione della Sicilia, gli Arabi costruirono qui un castello e svilupparono la produzione di ceramica, grazie all’argilla locale e al legno per alimentare i forni. Lasciarono inoltre numerose tracce nel dialetto locale.
Successivamente la città prosperò sotto i Normanni e gli Hohenstaufen, diventando rinomata per le ceramiche.

Fu tra il XV e il XVII secolo che la città conobbe il suo periodo d’oro, arricchendosi di chiese, collegi, conventi, dell’università gesuita e di un ospedale.

Quasi interamente distrutta dal terremoto del 1693, molti edifici furono ricostruiti in stile barocco, e Caltagirone è stata iscritta nel patrimonio dell’UNESCO insieme ad altre città della regione come Noto.
Con la ricostruzione, l’arte della ceramica si sviluppò con nuove produzioni e decorazioni: vasi, bacini, decorazioni architettoniche, piastrelle e altro. Dal XIX secolo si affermò anche la produzione di statuine, come i personaggi del presepe.

Nel corso della storia, diverse comunità si insediarono in città, segnandone lo sviluppo, tra cui Genovesi, Catalani, Amalfitani e Ebrei.

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Gastronomia e tradizioni a Caltagirone

Gastronomia e produzioni locali

La regione di Caltagirone è stata a lungo sfruttata da grandi proprietà dedite alla coltivazione del grano, ma vi crescono anche olivi sui Monti Iblei e vigneti attorno ai vitigni del Nero d’Avola e del Cerasuolo di Vittoria. Si trovano anche mandorli, fichi d’India e peschi.
Si consumano le fave, in particolare con la maccuverde, zuppa di fave fresche, finocchio selvatico e cipolla.
Il formaggio locale è il pecorino.
I dolci tradizionali si basano sulla ricotta locale, come le cassatedde e i più famosi cannoli siciliani.
La cubaita di origine araba è un torrone morbido preparato con arancia candita, vino cotto e miele.

Durante l’immacolata concezione dell’8 dicembre, è tradizione preparare le muffulette, semplici pane caldo al finocchio selvatico.
La cuccìa è anche un pane particolare, con chicchi di grano interi e l’aggiunta di diversi aromi, che si mangia in modi diversi, salati o dolci.
Durante la Settimana Santa si degustano agnelli (pasta di mandorle), i palumeddi a base di zucchero e albumi, e i tradizionali dolci arabi a forma di bastoncini.

Festività

Le notti del 24 e 25 luglio, durante la festa del patrono della città, San Giacomo di Zebedeo, migliaia di lampade a olio illuminano la Scala di Santa Maria del Monte, formando disegni. La festa è inaugurata da un corteo di cavalli e carrozze.
A metà agosto, la scalinata viene nuovamente illuminata.

In giugno, la scalinata è decorata con tappeti floreali in onore della Madonna di Conadomini.

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Dove si trova Caltagirone: mappa

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