Giro della più grande isola del Mediterraneo

Salemi

Salemi è un paese arroccato su una collina a ovest della Sicilia, in pieno Vallo di Mazara. È stato classificato tra i « borghi più belli d’Italia » (link) grazie al suo centro storico di origine medievale caratterizzato da stradine tortuose e acciottolate, al suo patrimonio e suoi piccoli musei.
Il suo castello normanno domina un paesaggio verdeggiante e fertile, dove crescono vigneti, uliveti, mandorli e campi di grano. Al tramonto, il sole tramonta sopra le isole Egadi e le saline di Marsala.
La città è stata in parte ricostruita dopo il terremoto del 1968 che distrusse gran parte della valle. È uno dei borghi più affascinanti della provincia di Trapani.

Storia

Halyciae fu inizialmente conosciuta come una città Elima, teatro di battaglie tra le città di Selinunte e Segesta, e che fu più tardi popolata da Cartaginesi.
Si sottomise senza resistenza ai romani nel 272 a.C., beneficiando per questa riedizione senza scosse di uno statuto di città libera. Nel V secolo, i vandali la saccheggiarono come gran parte della Sicilia, e la città declinò. I bizantini ci si insediarono verso l’anno 535.
La città prosperò nuovamente con l’arrivo dei musulmani nell’827. La battezzarono secondo alcuni in riferimento alla parola “Salam” (Sano e sicuro); o ancora alla parola “Salem” (che significa pace).
È l’epoca in cui la struttura urbana ha preso la sua forma attuale e sono stati introdotti spezie e nuove colture, come zafferano, cannella, agrumi, pesche, albicocche, melanzane, asparagi, carciofi, cotone, ecc.
La città continuò il suo sviluppo con l’arrivo dei normanni nel 1077, poi degli Svevi, che rinforzarono il castello.
Dopo la parentesi angioina, gli aragonesi installarono una baronia nel 1283, poi dichiararono Salemi città feudale nel 1296.

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Garibaldi in Palermo nel 1860 (da Gustave Le Gray)

Salemi, capitale d’Italia
Nel 1860, Giuseppe Garibaldi sbarcò a Marsala durante la spedizione dei Mille (episodio del Risorgimento), ed entrò tre giorni più tardi a Salemi il 14 maggio, accolto dall’entusiasmo della popolazione.
In quell’occasione si dichiarò «dittatore di Sicilia», assunse il governo, nel nome di Vittorio Emanuele II, futuro re d’Italia. Issa la bandiera tricolore in cima al castello normanno e proclama Salemi “capitale d’Italia”, titolo che mantenne per un solo giorno (link: spedizione dei Mille).

Visita e patrimonio

Centro storico

Il tessuto urbano del paese è ereditato dagli arabi, con le sue strette stradine e i suoi cortili, dall’antico ghetto ebraico della Giudecca, al quartiere arabo di Rabato.
Sul sito dell’antica acropoli della città si trovano gli edifici maggiori con il castello normanno-svevo (1070-1113) di forma trapezoidale con le sue torri d’angolo, e i resti dell’antica cattedrale di San Nicola di Bari, demolita dopo il terremoto del 1968. La sua storia risale probabilmente ad un tempio pagano nell’antichità, trasformato in moschea dai musulmani.

La chiesa di Sant’Agostino risale al XIII secolo, con un convento e un suggestivo chiostro quattrocentesco. Conserva una statua della Madonna del Buon Soccorso di Antonello Gagini e un San Luca della scuola di Gagini.
La chiesa del convento conserva un organo del 1711 laccato d’oro.

La piccola chiesa di Sant’Annedda conserva anche opere notevoli.

L’antico collegio gesuita (XVII secolo) ospita le quattro sezioni del museo civico : arte sacra, Risorgimento, archeologia e quella dedicata alla mafia. Una sezione è dedicata anche alla «Pietra campanedda», pietra da costruzione locale. La facciata dell’antica chiesa ha una bella porta incorniciata di 4 colonne intrecciate.

Museo civico
La graziosa sezione d’Arte Sacra ospita una cappella che è una copia della «Casa Santa» di Loreto. Raccoglie anche opere d’arte trovate nelle chiese distrutte dal terremoto del 1968. La sezione del Risorgimento conserva documenti e armi dalla storia delle sollevazioni del 1848 fino all’unificazione dell’Italia. La sezione di archeologia espone reperti che vanno dalla preistoria al medioevo, a partire dagli scavi dei dintorni (Contrada Pitrazzi, Monte Polizo, Mokarta, il centro storico e San Miceli).

Esiste anche un “museo del pane rituale” (via Giovanni Cosenza, 26), collezione privata unica con oltre 1000 pezzi.

Siti attorni

A 6 chilometri a ovest, si trova il sito preistorico di Mokarta con i resti di un villaggio Sicano dell’età del bronzo (circa XI secolo a.C.) che fu chiaramente distrutto da un incendio, e tracce di una fortezza medievale.
I ritrovamenti sono esposti in particolare alle Fornace Sant’Angelo (un antico forno a mattoni del XIX-XX d.C.).

Sul Monte Polizzo, a 8 km al nord, furono rinvenute le vestigia di una città Elima (VI-VI a.C.), occupata dai Cartaginesi nel IV a.C., poi nel Medioevo con un villaggio (anno 950 – 1000 circa).

A circa 2,5 km a nord si trovano i resti della basilica paleocristiana di San Miceli (fine IV – VII d.C), con mosaici, e di una necropoli.

Tradizioni e feste

Il villaggio di solito molto tranquillo, attira un sacco di gente il giorno di San Giuseppe il 19 marzo, la più grande festa in Salemi.
In questa occasione e nelle altre feste religiose, gli abitanti del villaggio hanno conservato la tradizione di fabbricare “pani votivi”, oggetti artistici.
È anche l’occasione per i fornai di elaborare i loro pani speciali, commestibili questa volta.
Le feste tradizionali si tengono a San Giuseppe il 19 marzo, a Sant’Antonio Abate il 17 gennaio, durante la processione di San Nicola il 6 dicembre (patrono di Salemi), a San Biagio il 3 febbraio, ma anche durante la processione del Venerdì Santo, durante la Madona della Confusione l’ultima settimana di agosto. Un presepe vivente anima le strade nel periodo natalizio.

Si festeggiano anche le giornate garibaldine come in tutta l’isola, con ricostruzioni in costume, a maggio.

Informazioni

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