Il borgo di San Marco d’Alunzio domina la costa tirrenica a circa 540 metri di altitudine dal Monte Castro, una propaggine dei Monti Nebrodi, con un ampio panorama sul mare e sulle isole Eolie.
È uno dei borghi più suggestivi della regione, che riunisce un patrimonio di epoche diverse e conserva un’atmosfera tranquilla.
Un patrimonio millenario
La sua origine risale ai Siculi e, nel IV secolo a.C., si sviluppò un insediamento greco noto come Aluntium, divenuto in seguito una prospera colonia romana con lo status di municipium.
Successivamente gli Arabi fortificarono la città, poi con l’arrivo dei Normanni fu ribattezzata San Marco.
Le testimonianze di tutte queste epoche e la sua posizione favorevole hanno contribuito all’inserimento di San Marco d’Alunzio nell’associazione Borghi più belli d’Italia. Conserva un fitto tessuto medievale con numerose chiese, un museo archeologico e un museo di arte sacra, i resti di un tempio greco, rovine normanne, affreschi bizantini e tracce romane e arabe.
Visita di San Marco d’Alunzio: cosa vedere
Il centro storico di San Marco è costituito da una rete di vicoli medievali e antiche porte, con stradine e scalinate, passaggi voltati e resti.
Sulle sue alture si scoprono diversi belvedere e scorci panoramici che si affacciano sul mare, da Capo d’Orlando a Cefalù e sulle isole Eolie al largo, oppure verso il massiccio dei Nebrodi.
Alla sommità del borgo si trovano i resti del Castello di San Marco, costruito da Roberto il Guiscardo intorno al 1061 su una fortificazione preesistente, di cui sono visibili fasi normanne e successive (XI–XIV secolo). Occupa l’area sommitale dell’antica acropoli di Haluntium. Sono ancora riconoscibili tratti di mura e cisterne.
Ai piedi della città, fuori dalle mura, la chiesa in rovina di San Marco Evangelista è un edificio notevole, costruito sull’antico Tempio di Ercole, di epoca ellenistica in stile dorico (III–II secolo a.C.), di cui restano la cella all’interno della chiesa ed elementi dello stilobate. Si possono osservare blocchi antichi reimpiegati nelle murature medievali.
L’interessante chiesa bizantina di San Teodoro, di origine medievale, fu ricostruita nel XVI secolo e decorata con pregevoli stucchi. È associata al monastero benedettino costruito nel XVI secolo che ospita il museo bizantino-normanno (Museo Bizantino e Normanno). Quest’ultimo conserva sculture, iscrizioni ed elementi architettonici dei periodi bizantino e normanno, come frammenti lapidei, capitelli, epigrafi latine e greche, ecc.
La chiesa normanna del Santissimo Salvatore (Chiesa di San Salvatore) del XII secolo sorge su un tempio romano, con all’interno colonne e capitelli bizantini. Una cappella dell’XI secolo, detta dei quattro dottori, conserva tracce di notevoli affreschi bizantini.
La Chiesa di San Giuseppe è una bella chiesa barocca del XVI secolo, che ospita il museo di arte sacra (Museo di Arte Sacra) con arredi religiosi, reliquiari, statue processionali e dipinti, opere di artisti siciliani tra il XV e il XVIII secolo. L’interno fu arricchito tra XVII e XVIII secolo.
Nel borgo si possono vedere altre chiese (in totale 22), tra cui la Madonna Annunziata di origine bizantina, con impianto medievale e trasformazioni successive.
La Chiesa Madre di San Nicolò, dedicata a Nicola di Bari, conserva un portale gotico-catalano e un interno arricchito da marmi policromi. Opere scultoree e altari in marmo furono realizzati da artisti locali tra il XV e il XVII secolo.
Santa Maria delle Grazie conserva il monumento funerario dei Filangieri, attribuito a Domenico Gagini (1481), notevole esempio di scultura rinascimentale in Sicilia, con decorazione raffinata.
San Basilio conserva elementi architettonici medievali, tra cui una loggia di ispirazione gotica, che rivela influenze stilistiche aragonesi.
La chiesa dell’Ara Coeli è legata alla confraternita del Santissimo Crocifisso e svolge un ruolo centrale nelle celebrazioni pasquali con un crocifisso venerato. L’interno presenta una decorazione barocca in stucco.
San Salvatore e il suo monastero in rovina, situati fuori dal centro, presentano un elegante portale e all’interno una ricca decorazione barocca in stucco.
Siti importanti non menzionati
Antiquarium e iscrizioni di Aluntium: il borgo conserva diverse iscrizioni latine integrate negli edifici o esposte nel museo, che forniscono informazioni preziose sull’organizzazione civica della città romana (magistrature, dediche, famiglie locali).

Resti del castello normanno 
Centro storico 
Panorama verso i monti Nebrodi e San Salvatore 
Casa Meli 
Centro storico 
Chiesa dei Filangeri, San Marco 
Chiesa di San Giuseppe, San Marco d’Alunzio 
Chiesa di San Teodoro, San Marco d’Alunzio 
Chiesa di San Giovanni Battista 
Chiesa di Santa Maria in Aracoeli 
Chiesa madre di San Nicola 
Piazza Ribiba, Santa Maria dei Poveri 
Chiesa Madre, chiesa di Santa Maria in Aracoeli 
Scultura murale “Memoria degli uomini” 
Badia grande, chiesa di San Salvatore 
Badia grande, chiesa di San Salvatore 
Tempio di Ercole, chiesa di San Marco Evangelista 
Tempio di Ercole, chiesa di San Marco Evangelista
Tradizioni e gastronomia
L’ultimo venerdì di marzo si celebra la festa del Santissimo Crocifisso d’Aracoeli (Santissimo Crocifisso d’Aracoeli) e la processione dei Babbaluti (personaggi tradizionali vestiti con antichi abiti di penitenti), una manifestazione che inaugura le festività pasquali.
Un’importante festa medievale si svolge intorno al 2 giugno, chiamata Giornata Medievale. Si tratta di una rievocazione storica annuale con cortei in costume, mercato medievale, tiro con l’arco e dimostrazioni di artigiani, esibizioni di falconeria, musicisti e animazioni ispirate al Medioevo.
La cucina si inserisce nella tradizione agro-pastorale dei Nebrodi, combinando prodotti dell’entroterra (carne, formaggi) e prodotti mediterranei. La regione è storicamente caratterizzata dalla transumanza e dall’allevamento ovino e suino. Il salame di San Marco è una produzione tipica, probabilmente di origine normanna, riconosciuta tra i prodotti tradizionali locali dei Nebrodi.
Si possono degustare formaggi come la tuma, la ricotta e il pecorino, principalmente di latte ovino, oltre a piatti come il lattupitte (frittelle a base di impasto di pane), il ragù e preparazioni a base di suino nero dei Nebrodi, una razza autoctona allevata allo stato semibrado nelle aree boschive.
Il « pane alla disgraziata » è una preparazione popolare legata alle feste, un pane farcito con melanzane, carciofi, pomodori secchi, olive, salame, formaggi locali ed erbe aromatiche.
Dove si trova San Marco d’Alunzio: mappa
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Le valli a monte
Valle del Rosmarino
La valle del fiume Rosmarino è delimitata da gole e valloni calcarei e arenacei tipici del massiccio.
Militello Rosmarino è un borgo arroccato su uno sperone roccioso, alla cui estremità si conservano i resti di un castello normanno, con diverse chiese tra cui la Chiesa Madre dell’Assunta (ricostruita nel XVII secolo) che conserva opere storiche.
Più a monte, Alcara li Fusi occupa un versante boscoso della valle, con un patrimonio antico, tra cui fontane storiche come la Fontana dei Sette Cannoli del XVIII secolo. Si trova ai piedi delle imponenti Rocche del Crasto e conserva un antico ponte in pietra sul Rosmarino (XV-XVI secolo). Alcuni sentieri sono dedicati all’osservazione (Area del Grifone) degli uccelli.
Le Rocche del Crasto (circa 1.315 m) costituiscono un notevole massiccio calcareo scosceso tra Alcara Li Fusi e Longi, caratterizzato da pareti ripide, creste rocciose e aree boscate. È una zona importante per l’avifauna, in particolare l’aquila reale e il grifone. La Grotta del Lauro è una suggestiva grotta carsica ricca di stalattiti e stalagmiti.
Valle del Fitalia
La valle del Fitalia è un’altra valle a monte di San Marco d’Alunzio, separata dalla precedente dalle Rocche del Crasto, con diversi borghi tra cui Frazzanò.
Il Monastero di San Filippo di Fragalà è uno dei siti più suggestivi dei Nebrodi, in posizione isolata e panoramica sulle alture di Frazzanò. Questo monastero basiliano fu fondato intorno al 1090 dal conte normanno Ruggero I. È uno dei più antichi centri monastici italo-greci dell’entroterra siciliano. L’edificio conserva una struttura originaria medievale arabo-normanna e affreschi storici.
Longi è un borgo di origine medievale che domina la valle, con le sue viuzze antiche, un castello del XII secolo e chiese con opere dei Gagini (tra cui una statua della Madonna). La Stretta di Longi è una gola naturale profonda scavata dal fiume, ed è stata un antico sito di attività artigianali (mulini ad acqua, gualchiere).
San Salvatore di Fitalia, a circa 600 m di altitudine, dispone tra diversi luoghi di culto di una Chiesa Madre dedicata al Santissimo Salvatore di origine normanna, ampliata nel XVI secolo, che conserva in particolare una statua in marmo della Madonna della Neve scolpita da Antonello Gagini nel 1527. Il paese ospita un Museo delle Tradizioni Religiose che documenta la devozione popolare locale (ex voto, oggetti liturgici, pratiche religiose).
Galati Mamertino, situato a oltre 800 metri di altitudine, è di origine antica ed è dominato dai resti di una fortezza. Tra le sue chiese, la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, eretta nella seconda metà del XVI secolo, conserva opere del Rinascimento siciliano, tra cui diversi gruppi scultorei in marmo di Antonio Gagini (Trinità – datata 1543, e Annunciazione – datata 1553), dipinti di Pietro Novelli, ecc.
Il lago Biviere, più all’interno dei Nebrodi, è un bel lago naturale circondato da boschi.
La cascata del Catafurco (nel territorio di Galati Mamertino) è una bella cascata sul torrente San Basilio, con una vasca naturale e formazioni rocciose.
Informazioni
Fonte e siti esterni
- Sito del comune, sezione turismo : www.comune.sanmarcodalunzio.me.it
- Borghi più belli d’Italia : borghipiubelliditalia.it
- Pagina Wikipedia (in italiano)
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