Sperlinga, a pochi chilometri da Nicosia, è un borgo pittoresco che si distingue per il suo antico castello in parte scavato nella roccia che domina l’abitato. Inserito tra i « Borghi più belli d’Italia », è un luogo di grande interesse che probabilmente esisteva già, in una forma o nell’altra, circa 1000 anni prima della nostra era, all’epoca dei Siculi. È possibile che l’uomo vi abbia scavato rifugi fin dalla preistoria.
Il nome “Sperlinga” deriva dal latino spelunca (grotta), a testimonianza dell’importanza delle cavità naturali e artificiali del luogo.
Il borgo ospita eventi culturali, tra cui la Sagra del Tortone (intorno al 16 agosto), dedicata a una specialità locale, oltre a manifestazioni folkloristiche legate alle tradizioni siciliane.

Elementi storici

Sperlinga in Sicilia

Il castello di Sperlinga

Dopo l’occupazione saracena, la rupe di Sperlinga fu citata nel 1082 come castrum nei documenti normanni, una piazzaforte la cui costruzione del castello proseguì nel XII secolo ad opera dei Normanni.
Nel 1282, durante i Vespri siciliani, quando tutta la Sicilia si sollevò contro gli Angioini massacrandoli in tutta l’isola, una guarnigione francese resistette occupando il castello per un anno, prima di riuscire a fuggire.
Un’iscrizione postuma aggiunta tra il XV e il XVI secolo è incisa sopra l’ingresso: “Quod Siculis placuit, sola Sperlinga negavit“, che ricorda l’evento, letteralmente « ciò che piacque ai Siciliani, solo Sperlinga rifiutò ». Essa simboleggia la fedeltà della fortezza agli Angioini, mentre la maggior parte delle città siciliane si ribellò.

Il feudo di Sperlinga passò nel corso dei secoli tra grandi famiglie nobili come i Ventimiglia, i Natoli e gli Oneto. A quest’ultima famiglia fu conferito il titolo di duca nel XVII secolo.

Castello e borgo di Sperlinga

Castello di Sperlinga

Scala del castello di Sperlinga in Sicilia

Scala del castello

Nei resti attuali del castello si trovano numerosi ambienti, le cui funzioni sono cambiate nel tempo, diventando stalle, officine, prigioni, cisterne o magazzini. Una curiosa sala circolare presenta dodici piccole nicchie scavate nel muro, con una distanza progressiva tra di esse. Alcuni vi vedono un luogo di culto, altri una sorta di calendario.
Ai piedi del castello, il piccolo museo etno-antropologico del Museo della Civiltà Contadina è allestito in una grotta rupestre. Espone testimonianze della cultura contadina siciliana tradizionale e delle antiche tradizioni locali, con utensili, attrezzi agricoli, finimenti, ecc.

Ripide scale scavate nella roccia conducono alla torre, con la sua terrazza protetta da merli medievali, dalla quale si godono ampie vedute sui dintorni, sui monti Nebrodi e sulle Madonie.

Borgo rupestre

Interni rupestri del castello di Sperlinga

Interni rupestri del castello

La rupe che sostiene il castello è anch’essa scavata fin dall’antichità da decine di grotte artificiali e scale, formando così un quartiere trogloditico. Si contano circa cinquanta cavità collegate tra loro da piccoli vicoli e scale, abitate fino alla metà del XX secolo.

Villaggio di Sperlinga

Il borgo conta tre piccole chiese, tra cui la Chiesa della Madonna della Mercede ai piedi del castello, con un prezioso crocifisso ligneo della fine del XVI secolo. Risale alla seconda metà del XVIII secolo.
La Chiesa Madre San Giovanni Battista, costruita all’inizio del XVII secolo con il sostegno del principe Giovanni Natoli, è sobria e conserva opere del XVIII secolo e un organo storico risalente circa al 1830.
La terza è la chiesa di Sant’Anna, legata al convento degli Agostiniani, che custodisce un crocifisso attribuito alla scuola di Frate Umile da Petralia, risalente alla seconda metà del XVII secolo.

Torre-terrazza del castello di Sperlinga

Torre del castello di Sperlinga

Numerose grotte e cavità si trovano nei dintorni, alcune delle quali utilizzate come necropoli, come quella di Contrada Rossa, dove sarebbe vissuta una comunità cristiana primitiva, con una chiesa poi trasformata in moschea. 
In Contrada SS. Quaranta, le grotte presentano nicchie sepolcrali dei secoli IV-VI, e a Peirito si trovano tombe paleocristiane (questi siti si trovano su proprietà private).
Si trovano anche siti archeologici secondari, greci o più antichi, come in contrada Vaccara, dove esisteva un insediamento greco che alcune ipotesi identificano con Imachara.

A pochi chilometri a sud-ovest del borgo, i boschi della Riserva naturale bosco di Sperlinga e dell’alto Salso conservano querce secolari (non accessibile al pubblico senza autorizzazione).

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Galleria

Dove si trova Sperlinga

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Informazioni

Fonti e siti esterni

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