La chiesa di Santa Caterina di Palermo, completata nel XVI secolo, si affaccia su due piazze: la Piazza Pretoria con la sua celebre fontana, e la Piazza Bellini di fronte alle chiese arabo-normanne bizantine di San Cataldo e della Martorana.
La cupola e il coro furono aggiunti rispettivamente a metà del XVIII secolo e nel 1863.
È annessa a un monastero fondato nel 1311 per volontà testamentaria di Benvenuta Mastrangelo, nobildonna palermitana. Divenne uno dei conventi femminili domenicani più ricchi e influenti di Palermo, il che spiega l’ampiezza e l’eccezionale ricchezza decorativa della chiesa, finanziate in gran parte dalle doti delle monache provenienti da famiglie aristocratiche.

Architettura e opere

Facciata della chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, Palermo

Facciata della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria

La facciata è in stile tardo rinascimentale, con in particolare una statua in marmo di Santa Caterina d’Alessandria datata 1685. È preceduta da ampie scalinate monumentali, strutturata su due livelli e presenta un ricco apparato decorativo scolpito, con colonne dai capitelli corinzi, fregi decorativi, nicchie e timpano centrale.

La chiesa presenta una pianta a navata unica, scandita da tre cappelle per lato, e attraversata da un transetto sul quale si eleva una cupola. Questa organizzazione longitudinale, tipica della Controriforma, privilegia la leggibilità liturgica e la partecipazione visiva, integrando al contempo gli spazi riservati alle monache, conformemente alle raccomandazioni del Concilio di Trento
L’interno è caratterizzato da una decorazione barocca molto ricca, tipica delle grandi chiese palermitane del XVIII secolo: marmi policromi, stucchi, affreschi, ecc.

Sulla controfacciata, il coro delle monache è sostenuto da due possenti colonne tortili in granito rosso.

Le pareti della navata ospitano statue di sante vergini e beate di stirpe reale, tra cui santa Agnese, santa Caterina da Siena, santa Caterina de’ Ricci, la beata Sancia di Maiorca, Margherita d’Ungheria e Giovanna del Portogallo.

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Interno della chiesa di Santa Caterina di Palermo

Interno della chiesa

Gli affreschi del coro e del sottocoro furono realizzati nel 1769 da Francesco Sozzi e Alessandro D’Anna.
La volta della navata è dominata dal Trionfo di Santa Caterina, affresco di Filippo Randazzo (1744), mentre la cupola fu progettata da Francesco Ferrigno (1750) e dipinta da Vito D’Anna (1751) con il Trionfo dell’Ordine domenicano e le Allegorie dei quattro continenti nei pennacchi.
Alla base dei pilastri e delle pareti del presbiterio si sviluppa un notevole insieme di pannelli in intarsio marmoreo e bassorilievi realizzati da Giovanni Battista Ragusa con episodi dell’Antico Testamento (la Storia di Giona e il Sacrificio di Isacco), oltre a medaglioni illustranti la vita di Santa Caterina. Realizzò anche le statue dei grandi santi domenicani (san Domenico, san Pietro martire, san Tommaso d’Aquino, san Vincenzo Ferrer) disposte sui pilastri della cupola.

L’altare maggiore progettato da Andrea Palma, in pietre dure, agate e rame dorato, conserva un tabernacolo in ametista, angeli in legno dorato, nonché diverse sepolture nobiliari, tra cui quella del conte Guglielmo di Santa Flora (1318).

Gli stucchi decorativi sono attribuiti a Procopio Serpotta.

Statua di Santa Caterina d'Alessandria di Gagini a Palermo

Statua di Santa Caterina d’Alessandria (Gagini, 1534)

Le cappelle laterali conservano un insieme coerente di dipinti dei secoli XVII e XVIII: Deposizione di Cristo (scuola di Ribera), scene cristologiche, episodi legati all’ordine domenicano, opere spesso provenienti dall’ambito di Pietro Novelli.

Il transetto destro ospita l’opera scultorea principale, la statua in marmo di Santa Caterina d’Alessandria, realizzata da Antonello Gagini nel 1534. È collocata in un sontuoso altare barocco progettato dal domenicano Andrea Palma, che integra colonne, putti, allegorie della Prudenza e della Fortezza, ecc.

La chiesa conserva inoltre due organi storici, uno del XVIII secolo nel transetto, l’altro del XIX secolo sulla controfacciata.
Un’importante opera fu realizzata per questa chiesa: la Madonna del Rosario dipinta da Antoon van Dyck nel 1624, oggi conservata presso il Palazzo Abatellis.

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Il monastero di Santa Caterina d’Alessandria

Chiostro e fontana del monastero di Santa Caterina a Palermo

Chiostro e fontana

Conformemente alle regole della Controriforma, il complesso distingueva una chiesa esterna, aperta ai fedeli, e una chiesa interna (Grande Coro), più sobria, dove le monache assistevano alle funzioni senza essere viste. Una parte delle strutture medievali precedenti, legate alla casa di Giorgio d’Antiochia, scomparve durante i bombardamenti del 1943.

Gli spazi conservati illustrano l’organizzazione della vita claustrale: Parlatorio grande per gli incontri collettivi sotto stretto controllo, Sala della Priora riccamente decorata per l’accoglienza di ospiti di alto rango, sala capitolare medievale destinata al governo del monastero, refettorio comunitario, grande sacrestia riservata alle monache con decorazioni pittoriche del XVIII secolo, e dormitorio con celle austere.

Il chiostro, pavimentato con maioliche del XVIII secolo, è centrato su una fontana monumentale sormontata da una statua di san Domenico scolpita da Ignazio Marabitti intorno al 1781, elemento emblematico dell’identità domenicana del luogo.

I tetti dei chiostri offrono belle vedute sul quartiere storico.

Galleria fotografica

Dove si trova Santa Caterina a Palermo

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Informazioni

Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria
Piazza Bellini, 33, 90133 Palermo

Fonti e siti esterni

Chiese di Palermo