Con Forza d’Agrò, una tappa notevole a nord di Taormina, nota in particolare per aver fatto da scenario a diverse scene de Il Padrino di Francis Ford Coppola, si trova il borgo medievale di Savoca. È classificato tra i «borghi più belli d’Italia» e a pochi chilometri si trova un’abbazia arabo-normanna di grande fascino, l’Abbazia dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò, situata a monte della valle omonima.

Savoca: uno dei borghi più belli d’Italia

Savoca è un borgo di origine araba arroccato su una cresta, dominato dalle rovine del suo castello medievale. La tradizione popolare gli attribuisce sette volti, in riferimento alla varietà dei suoi panorami: il mar Ionio, la costa frastagliata della Calabria, l’Etna, i monti Peloritani.
Il suo fascino pittoresco gli è valso l’inserimento tra i «borghi più belli d’Italia», con le sue case ripide, le antiche cisterne scavate nella roccia, i vicoli acciottolati di epoca medievale, le nicchie votive del XVII secolo e i resti delle mura bizantine ancora visibili nei pressi di via San Michele.

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Percorso di Savoca

Ai piedi del centro storico, vicino a una terrazza panoramica e a una piccola piazza, il Bar Vitelli fu utilizzato da Coppola per le riprese de Il Padrino. È stato conservato com’era all’epoca.
La città era fortificata nel Medioevo; vi si accedeva attraverso due porte, di cui una è ancora visibile, la Porta della Città risalente al XIVe secolo, con il suo arco ogivale, un tempo sormontata da uno stemma in pietra con le armi della famiglia Trimarchi (dalla piccola piazza precedente: via Pentifuri, poi a 30 metri a sinistra, via S. Michele).

Superata quest’ultima, nei pressi dei resti di una sinagoga medievale, si trova la chiesa di San Michele, edificata intorno al 1250. Presenta due portali gotici e un interno rimaneggiato in epoca barocca, dove si conservano antiche tombe. Gli affreschi della volta raffigurano gli Arcangeli.
Proseguendo lungo la strada che aggira la fortezza sovrastante, la chiesa di San Nicolò – erroneamente chiamata Santa Lucia – risale all’inizio del XIIIe secolo. Costruita su uno sperone, è coronata da merli che le conferiscono l’aspetto di una fortezza. Qui è stata girata la scena del matrimonio del Padrino. Conserva un altare in marmo policromo del XVIIIe secolo e un campanile quadrangolare di origine medievale.

L’edificio più importante di Savoca è la Chiesa Madre, la cattedrale del XIIe secolo risalente all’epoca normanna. I capitelli delle colonne che separano le tre navate sono in stile romanico. Resti di affreschi murali medievali sono stati recentemente riportati alla luce. Nel suo sottosuolo, i corpi venivano mummificati secondo una consuetudine ispirata a pratiche egizie.
Dalla vicina terrazza rocciosa si gode un’ampia vista sulle valli circostanti e sui resti del castello di Pentefur (XIe–XVIe secolo), antica sede feudale dei baroni di Savoca e successivamente punto di osservazione normanno dominante la valle d’Agrò.

A sud della cattedrale, il Monte Calvario ospita un antico eremo gesuita trasformato in chiesa nel XVIII secolo, raggiungibile tramite una via crucis. Ci sono viste molto belle su Savoca e sulle colline circostanti.

Le mummie di personaggi dell’inizio del XIX secolo riposano nella cripta del convento dei Cappuccini (XVI secolo), situato ai piedi della città vecchia. Il convento ospita anche un piccolo museo etnografico dedicato alle tradizioni rurali di Savoca e della valle dell’Agrò.

Dove si trova Savoca: mappa

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Abbazia dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò

chiesa dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò

Fonte foto: Wikipedia

A 13 km di strada verso l’interno, risalendo la valle dell’Agrò, si erge la notevole abbazia dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò, costruita su una collina in epoca bizantina e successivamente rimaneggiata da Arabi e Normanni.
La chiesa attuale, edificata nel XIIe secolo, combina la pianta basilicale bizantina con una decorazione in mattoni e pietre alternate, tipica dell’arte normanna siciliana. Dipendeva dal monastero basiliano di San Giovanni Teologo di Messina.
L’interno presenta tre navate separate da colonne in marmo grigio e un coro rialzato ornato da affreschi frammentari del XIIIe secolo. Scavi hanno rivelato i resti di un monastero più antico del X secolo e di un piccolo cimitero monastico.
L’abbazia, oggi isolata in un paesaggio rurale preservato, è accessibile da Savoca tramite una strada panoramica. Costituisce uno degli esempi più antichi di architettura religiosa normanna nella Sicilia orientale.

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