Torri d’acqua di Palermo

Le torri d’acqua di Palermo – talvolta chiamate “castelletti” – sono strutture verticali storiche che facevano parte del sistema tradizionale di distribuzione dell’acqua nella città fino all’inizio del XX secolo. Esse sfruttavano il principio dei vasi comunicanti: l’acqua, captata da sorgenti naturali intorno alla Conca d’Oro, veniva convogliata tramite canali sotterranei e condotte in terracotta fino a queste torri, dove veniva accumulata in altezza per garantire una distribuzione per gravità nei quartieri urbani.

Torre d’acqua quartiere Ballarò, Palermo

Torre d’acqua delle Sette Fate (Sette Fate) verso Ballarò

Costruite a partire dal XVI secolo, spesso addossate alle mura della città o integrate nel tessuto urbano, furono numerose (fino a 67 esemplari censiti nel XIX secolo) prima di diventare obsolete con l’avvento di un acquedotto moderno e di condotte in ghisa all’inizio del XX secolo.
Architettonicamente semplici, talvolta trapezoidali o rettangolari, con scale metalliche esterne e vasche di raccolta in cima, queste torri fornivano non solo acqua potabile ma anche un punto di riferimento visivo nel paesaggio urbano.

Oggi, alcune sopravvivono come vestigia sparse nel tessuto della città — in zone come la Zisa, Piazza della Pinta o nei pressi delle antiche mura.

Fontana dei Due Draghi

Fontaine des Deux Dragons, Palerme

Fontaine des Deux Dragons

La Fontana dei Due Draghi (Fontana dei Due Draghi) è una fontana storica situata sul Corso Calatafimi, lungo la strada un tempo chiamata Mezzomonreale, che collegava la città a Monreale. Fu progettata nel 1630 su un disegno barocco di Mariano Smiriglio e realizzata dallo scultore palermitano Nunzio La Mattina, in marmo, con due figure di draghi contrapposti che versano l’acqua in una vasca circolare.
Un curioso effetto acustico è noto sul muro semicircolare che la delimita: una persona a un’estremità può sentire distintamente un’altra all’estremità opposta.
Questa fontana è l’ultima sopravvissuta di un insieme di cinque fontane decorative che un tempo costeggiavano questa importante via di comunicazione, successivamente profondamente trasformata.

Statua della Libertà e monumento ai caduti del 15-18

Piazza Vittorio Veneto, alla fine di Via della Libertà

 

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