È al centro del vasto parco chiamato Genoardo – dall’arabo «Jannatt al-ard», che significa «il paradiso in terra» – che il re Guglielmo II fece costruire il Palazzo della Cuba intorno al 1180. Il suo nome deriva dall’arabo «Qubba», che significa «cupola». È noto anche come Cuba Sottana o Castello della Cuba.
Era circondato da una vasca. Oggi parzialmente restaurato, era un padiglione di svago per il re e la sua corte, utilizzato anche per ricevimenti ufficiali e cerimonie, in particolare banchetti e feste reali. I viceré spagnoli lo utilizzarono successivamente anche come residenza.
Una delle novelle del Decameron di Boccaccio, scritto nel XIV secolo, è ambientata nel parco intorno alla Cuba, con la storia d’amore tra Gian di Procida e Restituta.

Palazzo della Cuba a Palermo

Palazzo della Cuba

Il Genoardo era un parco reale di tipo arabo-normanno, con giardini terrazzati, bacini e viali ombreggiati, ispirato ai giardini fatimidi e ziridi del Nord Africa. Gli storici ritengono inoltre che operai fatimidi parteciparono alla costruzione del palazzo.

Architettura della Cuba e arte

Il palazzo ha forma rettangolare, con 31,5 metri di lunghezza e 16,80 metri di larghezza, con al centro di ciascuna facciata un corpo sporgente a forma di torre, il più importante dei quali costituiva l’unico accesso con un passaggio sopra il lago.
Questa disposizione richiama i modelli palaziali islamici, combinando funzione difensiva e decorativa, con torri che fungono sia da logge sia da elementi di simmetria architettonica.
La costruzione con muri spessi e poche aperture consente di mantenere una temperatura moderata in estate. Questa tecnica di termoregolazione è caratteristica dell’architettura mediterranea e islamica.

adsensefeed
muqarnas nel Palazzo della Cuba a Palermo

Muqarnas all’interno della Cuba

Lo stile islamico si ritrova negli archi ogivali della facciata, nelle arcate cieche, nei muqarnas all’interno e nelle decorazioni. I muqarnas sono decorazioni a semicalotta tipicamente arabe che servivano a creare un complesso gioco di luce e ombra.
Le decorazioni interne comprendevano anche pannelli di stucco scolpito e motivi geometrici complessi, tipici dell’arte fatimide e di influenze andaluse. Alcune parti delle volte sono decorate con motivi floreali stilizzati a bassorilievo.
Al centro dell’interno si trovano i resti di una splendida fontana in marmo di tipo arabo, che serviva anche a rinfrescare l’aria. Presentava diverse vasche sovrapposte e un sistema di scorrimento dell’acqua che creava un effetto sonoro e visivo gradevole, in armonia con l’architettura e la simmetria della sala centrale.

Una affascinante epigrafe è stata rinvenuta nel XIX secolo, in arabo con caratteri cufici, sulla quale si legge:
«Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso, Fa’ attenzione, Fermati e guarda! Vedrai la dimora straordinaria del più eminente tra i re di tutta la terra, il re cristiano Guglielmo II. Non esiste castello che sia degno di lui. Lode a Dio l’Eterno. Che lo mantenga nella prosperità e gli conceda benefici per tutta la sua vita.» (fonte: wikipedia.it)

Il palazzo è inoltre coronato da una fascia epigrafica in caratteri arabi cufici che corre lungo la sommità dei muri esterni, integrata nella cornice; la sua traduzione approssimativa indica: «Nel nome di Dio, questo palazzo fu edificato da Guglielmo, re dei cristiani, nell’anno della sua maestà».

Dove si trova il Palazzo della Cuba a Palermo

Travelers' Map is loading...
If you see this after your page is loaded completely, leafletJS files are missing.

Palazzo della Cuba
Corso Calatafimi, 100, 90129 Palermo

Informazioni

Fonti e siti esterni

Articoli sui palazzi di Palermo