I palazzi a Palermo sono numerosi; ecco una selezione per completare quelli presentati nella categoria principale dei Palazzi di Palermo.
Vedi in fondo alla pagina la mappa con gli altri palazzi di Palermo.
Palazzo Alliata di Villafranca
Questo antico palazzo risalente al XVI secolo appartenne inizialmente alla famiglia da Bologna, poi all’inizio del XVII secolo agli Alliata, principi di Villafranca.
Fu ampiamente restaurato nel XVIII secolo, in stile barocco tardivo, con l’obiettivo di modernizzare gli spazi interni e armonizzare la facciata secondo i canoni estetici dell’epoca, mantenendo tuttavia alcuni elementi rinascimentali originari.
La grande facciata è decorata con stemmi e gli ingressi monumentali sono ornati da quattro statue in marmo del XVIII secolo (una donna romana, Vesta, Apollo e Diana).
L’interno, un tempo molto ricco di arredi rococò, conserva splendidi saloni e ambienti, alcuni decorati con affreschi di Gaspare Serenario. Essi decorano soprattutto il soffitto del salone principale e rappresentano scene mitologiche e allegoriche.
Altre sale conservano stucchi e modanature tipiche del XVIII secolo e vi si trovano uno scalone monumentale, gallerie in enfilade e un cortile centrale tipico dei palazzi palermitani.
Un tempo custodiva un’importante collezione di opere d’arte, di cui restano alcune come la Crocifissione di Van Dyck o opere di Pietro Novelli e altri pittori.
L’edificio ospita regolarmente mostre ed eventi, spesso in collaborazione con la Fondazione Alliata di Villafranca e istituzioni culturali locali.
InformazioniGeneralmente aperto al pubblico dal venerdì al lunedì dalle 10:00 alle 17:30 o 18:00, su prenotazione (vedi sito ufficiale: palazzoalliatadivillafranca.wordpress.com). Prezzi indicativi circa 4 € (intero), 3 € (ridotto). Palazzo Alliata di Villafranca |
Palazzo Comitini
Sede della provincia di Palermo dal 1860, il Palazzo Comitini, o Palazzo Gravina di Comitini, fu costruito intorno al 1780 dal principe di Comitini e pretore della città.
È uno degli esempi più rappresentativi dell’architettura aristocratica palermitana della fine del XVIII secolo.
Comprende diversi cortili e passaggi che collegano le strutture del XVIII secolo al corpo del XVI. Il terzo piano fu costruito nel 1931.
Le decorazioni interne risalgono alla fine del XVIII secolo e riflettono principalmente il gusto neoclassico tardivo e il rococò siciliano, con abbondanza di dorature, splendidi affreschi, composizioni allegoriche, trompe-l’œil, stucchi, dipinti tra cui due di Renato Guttuso e arredi.
La Sala Martorana, cuore simbolico del palazzo che ospita il consiglio provinciale, è riccamente decorata con boiserie dorate, figure dipinte e specchi. L’affresco della volta di Gioacchino Martorana rappresenta la Gloria del Principe, e il pavimento presenta una splendida maiolica napoletana.
I saloni in stile cinese avevano piatti in porcellana incastonati nelle pareti in legno, successivamente sostituiti da piatti in ceramica, testimonianza della moda delle chinoiserie nel XVIII secolo in Sicilia.
Si possono ammirare vari saloni di rappresentanza, alcune sale con camini monumentali, porte dipinte e pavimenti in maiolica o marmo policromo, scalinate d’onore e cortili interni.
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Palazzo Castrone – Santa Ninfa
Il Palazzo Castrone – Santa Ninfa è un elegante edificio del XVI secolo situato nel quartiere Cassaro di Palermo, a pochi passi dalla cattedrale.
La famiglia Castrone, probabilmente di origine romana, fu una delle più importanti di Palermo dal XV al XVIII secolo. Alla fine del XVII secolo il palazzo passò in dote alla famiglia Santa Ninfa.
La sua architettura segna il passaggio tra le influenze rinascimentali e il barocco. La facciata si distingue per eleganza, con pilastri, stemmi dei Castrone e ornamenti prebarocchi, come i balconi in pietra sostenuti da mensole a testa di leone (una novità all’epoca) o le due piccole nicchie dell’ultimo piano che ospitano le statue di Romolo ed Ersilia.
Superato l’atrio con volta a crociera, si apre un bel cortile con elegante loggia dai archi a tutto sesto su colonne corinzie. Nella nicchia centrale si trova la fontana della scuola di Gangini con il rilievo raffigurante Perseo che libera Andromeda dal drago.
Lo scalone monumentale del XVIII secolo conduce a una splendida sala con soffitto decorato con gli stemmi dei Castrone. Altre sale presentano soffitti neoclassici, mentre un soffitto barocco copre l’antica cappella.
Il palazzo non è visitabile come edificio storico, ma è parzialmente accessibile tramite il MEC Museum che ospita.
Informazioni e MEC MuseumIl MEC Museum è aperto dal martedì al sabato dalle 9:30 alle 17:30 (ultimo ingresso alle 17:00) e la domenica tra le 9:00 e le 12:00 e tra le 17:00 e le 20:00. Chiuso il lunedì. Palazzo Castrone Santa-Ninfa |
Palazzo Sclafani
Il Palazzo Sclafani è un edificio medievale vicino al Palazzo dei Normanni, residenza della famiglia Sclafani di origine normanna. Fu costruito nel 1330 da Matteo Sclafani, conte di Adernò, in competizione con il Palazzo Chiaramonte del cognato, a testimonianza dell’importanza politica e sociale della nobiltà urbana siciliana nel XIV secolo.
Fu trasformato in ospedale pubblico (Ospedale Grande) nel 1435, funzione mantenuta fino al 1852 quando divenne caserma militare. Dopo i gravi danni dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, fu restaurato negli anni ’90. L’edificio ospita un Comando Militare, limitando le visite pubbliche (in occasione di eventi culturali). Conserva anche collezioni patrimoniali come la biblioteca militare.
La struttura originaria era organizzata attorno a un cortile quadrangolare con portico e loggia superiore, oggi in gran parte modificata, sebbene restino elementi originari che rivelano influenze franco-gotiche mescolate a motivi lombardi e influssi islamici tipici della Palermo medievale.
La sua architettura gotica, arricchita da elementi arabo-normanni, si manifesta anche nella facciata meridionale con eleganti arcate intrecciate e finestre bifore inserite in archi bicromi, con motivi decorativi di influenza orientale.
L’ingresso principale è sormontato da un’edicola con gli stemmi della famiglia Sclafani e un’aquila scolpita da Bonaiuto Pisano,
Nel XV secolo fu dipinto nel cortile interno l’affresco del Trionfo della Morte (trasferito dopo l’ultima guerra nella galleria del Palazzo Abatellis).
Quest’opera, ispirata all’Apocalisse di Giovanni e di autore ignoto, raffigura al centro la Morte su un cavallo scheletrico, con sotto otto cadaveri trafitti da frecce, tra cui due papi, un vescovo e un re. A sinistra, altre otto figure rappresentano persone umili e mendicanti che implorano.
Recenti scavi archeologici nel cortile hanno portato alla luce resti della cinta muraria medievale e strutture più antiche.
InformazioniOspitando un comando militare, il palazzo è aperto al pubblico solo in occasione di eventi culturali specifici. Palazzo Sclafani |
Palazzo Ajutamicristo
Il palazzo è un monumento storico del XV secolo, situato nel quartiere della Kalsa, costruito per Guglielmo Ajutamicristo, un ricco mercante e banchiere di Palermo. Questo commerciante proveniente da Pisa era diventato barone grazie alla fortuna accumulata nel commercio del formaggio e dei cereali siciliani.
Si trovava nei pressi della porta Termini, oggi scomparsa.
Nonostante le dimensioni ridotte rispetto al progetto originario, che era sproporzionato, questa residenza divenne un centro dell’alta società siciliana, ed era persino considerata una dimora di qualità superiore rispetto al palazzo reale. Così, nel corso del XVI secolo, vi furono accolti personaggi illustri come la regina Giovanna di Napoli o l’imperatore Carlo V.
Nel 1588 gli Ajutamicristo vendettero il palazzo a Francesco Moncada, primo principe di Paternò. Alla sua famiglia succedettero i Calefati nel XVIII secolo, fino ai giorni nostri.
Il palazzo combina influenze gotico-catalane ed elementi rinascimentali, e vanta una lunga tradizione di ospitalità verso personalità storiche (imperatore Carlo V, Don Giovanni d’Austria, ecc.).
La sala da ballo è notevole per gli affreschi del soffitto di Giuseppe Crestadoro, raffiguranti La Gloria del Principe Virtuoso, e per la sua terrazza fiorita.
Si possono inoltre osservare la loggia a due piani e due ampi cortili con palme e piante esotiche.
InformazioniPalazzo Ajutamicristo (Quartiere Kalsa) La visita avviene solo su prenotazione e secondo disponibilità, generalmente dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13; per contatti e richieste di prenotazione: https://palazzoajutamicristo.it |
Palazzo Bonet
Questo palazzo del quartiere Kalsa ospita oggi la Galleria d’arte moderna di Palermo. La sua costruzione fu avviata dal mercante catalano Gaspare Bonet nel 1487-88 e durò quasi quarant’anni.
Il suo stile architettonico è un raffinato esempio di gotico-catalano, tipico dell’epoca.
La facciata in blocchi di pietra chiara e le arcate tipiche testimoniano l’influenza catalana nell’architettura medievale siciliana. Entrando, si scopre un cortile interno con un portico ogivale che si apre sull’intero palazzo e fungeva da patio per la vita aristocratica dell’epoca.
Nel corso dei secoli, l’edificio cambiò proprietari: acquistato dai Gesuiti nel 1582, passò poi ai Francescani all’inizio del XVII secolo, che lo integrarono nel loro convento trasformando in particolare una torre in campanile.
Recenti restauri hanno valorizzato l’impianto medievale e le caratteristiche originarie del palazzo, rivelando dettagli architettonici precedentemente nascosti da modifiche successive. Il percorso interno, con sale voltate e ampi spazi aperti, offre una visione dell’evoluzione dell’architettura nobiliare palermitana tra epoca medievale e moderna.
InformazioniGalleria d’arte moderna Sant’Anna (pagina del museo) |
Palazzo Marchesi
Il Palazzo Marchesi è un palazzo aristocratico tardo del XV secolo, situato in Piazza Santissimi Quaranta Martiri al Casalotto, nel quartiere Albergheria. Fu costruito alla fine degli anni 1490 da Antonio de Cusenza, quindi acquistato all’inizio del XVI secolo da Salvatore Marchesi, alto funzionario al servizio della corte aragonese.
L’edificio presenta una facciata sobria, segnata da influenze gotico-catalane visibili in particolare nelle finestre basse della torre integrata nel corpo principale, mentre le arcate del cortile interno testimoniano un primo stile rinascimentale.
A metà del XVI secolo fu ceduto al governo spagnolo e divenne sede del Tribunale dell’Inquisizione, con le sue carceri situate in ampie cavità sotterranee.
Nel 1568 il palazzo passò ai Gesuiti della Casa Professa, che lo integrarono nel loro complesso religioso adiacente, aggiungendo successivamente un campanile per collegare visivamente le due strutture.
Uno degli aspetti più affascinanti del palazzo è il suo sottosuolo archeologico: un antico miqweh (bagno rituale ebraico) e una grande cisterna sotterranea, che testimoniano la presenza ebraica medievale nel quartiere prima dell’espulsione delle comunità ebraiche dalla Sicilia nel 1492.
Oggi una parte dell’edificio ospita le collezioni di manoscritti rari della Biblioteca Comunale di Palermo ed è aperta occasionalmente al pubblico, in particolare durante eventi culturali.
InformazioniPalazzo Marchesi |
Mappa di Palermo con gli altri palazzi
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Categoria Palazzi di Palermo
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