Mazara del Vallo è una città costiera dell’ovest della Sicilia che conserva un importante patrimonio culturale, essendo sempre stata al crocevia delle rotte mediterranee, dove si insediarono fenici, greci, arabi, normanni, ecc.
Fu fondata dai Fenici nel IX secolo a.C. con il nome di “Mazar”, e divenne un importante centro di commercio marittimo. Fu poi sotto il controllo greco, cartaginese, romano, bizantino, arabo e normanno, il che spiega la stratificazione culturale visibile nel suo tessuto urbano e nel suo patrimonio.

Questa città è sempre stata un luogo di scambi culturali e commerciali, di mescolanza di popoli, come testimonia ancora oggi la presenza di una comunità tunisina legata all’intensa attività di pesca. Questa presenza contribuisce anche alla vitalità delle tradizioni culinarie e sociali, in particolare attorno al cous cous di pesce, eredità della cultura arabo-nordafricana.

Il litorale roccioso e i suoi fondali cristallini si prestano bene alle immersioni. Si praticano anche il windsurf, il kitesurf e altre attività nautiche, grazie ad acque limpide e poco profonde vicino alla riva.

Piazza della Repubblica, Mazara del Vallo, Sicilia

Piazza della Repubblica, Mazara del Vallo

Panoramica storica di Mazara

Un primo insediamento si sviluppò in epoca fenicia nel IX secolo a.C. sulla riva sinistra del fiume Mazaro, il cui nome deriva dal fenicio “Mazar”, che significa roccia o castello. Con i Greci divenne un avamposto a protezione della grande città di Selinunte.
La posizione strategica di Mazara la rese un crocevia tra il mondo greco e quello punico, come attestano i resti che indicano come la valle del Mazaro fungesse da confine culturale.

Sotto gli Arabi era il capoluogo della valle del Mazaro, la città più grande di questa regione della Sicilia dopo Palermo con circa 30.000 abitanti, dove le attività culturali ed economiche erano fiorenti e dove si insediarono numerosi berberi e arabi. Il tessuto urbano ereditato da questo periodo è visibile in particolare nel quartiere della Kasbah.

Il porto di Mazara

Il fiume Mazaro attraversa la città per sfociare nel mare. Lungo il suo canale, il porto peschereccio possiede una flotta di grande importanza, diventando nel XX secolo il più importante della Sicilia, con fino a 1300 imbarcazioni negli anni ’50 e ’60.
È tuttora riconosciuto come un porto di primaria importanza per la pesca nel Mediterraneo, ma la flotta operativa è in forte declino, come in molti porti siciliani, passando da 350 pescherecci o unità d’altura intorno al 1990, a 270 nel 2010, fino a circa 60 navi oggi. Soprattutto il tonnellaggio è recentemente diminuito in modo significativo: circa 27 687 (GRT) nel 2010 a meno di 15 000 (GRT) nel 2024.

Fu uno degli ultimi bastioni della resistenza islamica a cadere durante la conquista normanna. È anche qui che si tenne la prima seduta del «parlamento siciliano», convocato dal conte Ruggero d’Altavilla nel 1097, un’assemblea rappresentativa che prefigura le istituzioni siciliane medievali.

Cosa vedere prima di tutto a Mazara

  1. Kasbah (centro storico arabo-normanno)
    Quartiere antico con vicoli stretti che riflettono l’influenza islamica, con decorazioni, ceramiche e cortili interni.
  2. Piazza della Repubblica e Cattedrale del Santissimo Salvatore
    Edificio principale della città, fondato nell’XI secolo dai Normanni e trasformato nel corso dei secoli, con un interno ricco di marmi, affreschi e cripte, oltre all’antico palazzo episcopale adiacente.
  3. Museo del Satiro Danzante
    Situato nella chiesa di Sant’Egidio, piccolo museo che ospita la celebre statua greca in bronzo del Satiro danzante.
  4. Porto e lungomare – mercati del pesce
    Passeggiata lungo il porto attivo di Mazara, luogo di vita e intensa attività marittima con le sue barche da pesca e i mercati.

Visita e patrimonio di Mazara

Al mattino si può osservare l’intensa attività portuale, fonte della vita di questa città.

L’antico perimetro del centro storico era originariamente protetto da mura costruite dai Normanni. Qui si scoprono numerosi edifici civili e religiosi, testimonianze delle diverse influenze culturali, come monasteri restaurati nei secoli XVII e XVIII, chiese dei secoli XI-XII e il quartiere della Kasbah, tipico delle medine arabe con i suoi vicoli stretti.

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Mappa turistica di Mazara

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La Casbah di Mazara

Porta blu, Casbah, Mazara del Vallo, Sicilia

Porta blu, Casbah

La Casbah di Mazara è un tessuto urbano fitto di vicoli stretti e cortili interni, che riflette l’urbanistica islamica medievale ed è ancora oggi vivo.
Questo quartiere arabo, fondato nel IX secolo, è stato modellato da secoli di influenze nordafricane e conserva ancora murales colorati e dettagli decorativi che richiamano la cultura maghrebina, oltre a una notevole coesistenza sociale tra tradizioni locali e influenze tunisine contemporanee, in particolare attraverso negozi e abitazioni che mantengono uno stile arabo-andaluso autentico.
Abbandonato dai musulmani dopo le deportazioni del XIII secolo sotto Federico II e successive, il quartiere fu ripopolato a partire dagli anni 1960 da pescatori tunisini che gli hanno restituito vitalità. Oggi questi immigrati sono circa 3.000.

Cattedrale e Piazza della Repubblica

La Piazza della Repubblica è dominata dalle dimensioni della Cattedrale del Santissimo Salvatore, edificata dal normanno Ruggero I d’Altavilla per sostituire una moschea. Ricostruita alla fine del XVII secolo in stile barocco, conserva parte della struttura originaria nel transetto e nell’abside. L’interno custodisce sarcofagi romani e statue di Antonello Gagini sul tema della Trasfigurazione di Cristo.
Il monumento presenta così una fusione unica di elementi romanici, greci e barocchi, e il portale principale è decorato da un rilievo che raffigura Ruggero I mentre abbatte un saraceno, simbolo della riconquista normanna.

Piazza della Repubblica, Mazara del Vallo, Sicilia

Piazza della Repubblica

Sulla piazza si trovano anche il Palazzo vescovile del XVI secolo e quello del seminario del XVIII secolo. Ospita il museo diocesano, dove sono esposti paramenti sacri, strumenti liturgici e oggetti preziosi in oro e argento, databili tra il XIV e il XIX secolo. Conserva inoltre dipinti e opere d’arte del Rinascimento e dell’epoca barocca.
Da segnalare anche la biblioteca del seminario vescovile e la biblioteca comunale, che conservano fondi importanti, nonché un museo ornitologico con una collezione di esemplari e tassidermia.

Piazza Plebiscito e il Satiro Danzante

Nei pressi del porto, sulla Piazza Plebiscito, si trovano i resti della chiesa gesuita di Sant’Ignazio, con archi normanni e colonne doriche, annessa all’antico convento dei Gesuiti del XVII secolo.

Satiro danzante, Mazara del Vallo, Sicilia

Satiro danzante

Il satiro danzante

Il satiro danzante è una statua in bronzo alta due metri, recuperata in due fasi nel 1997 e 1998, inizialmente da un peschereccio di Mazara nello stretto di Sicilia, risalendo nelle reti a cui si era impigliata.
Oggi è datata con prudenza tra il III e il II secolo a.C., sebbene inizialmente fosse attribuita a Prassitele, questione ancora dibattuta.
Dopo il restauro, l’opera è stata esposta a Roma, Parigi e anche in Giappone. Misura poco più di 2 metri per circa 96 kg, con occhi in alabastro e vetro colorato, ma mancano le braccia e una gamba.
Per alcuni si tratterebbe del “satiro periboetos”, citato da Plinio il Vecchio, opera del celebre scultore Prassitele (IV sec. a.C.), per altri sarebbe una replica del II o I secolo a.C. Esistono anche altre ipotesi sulla sua origine.
In ogni caso si tratta della rappresentazione di un satiro, come suggeriscono le orecchie appuntite e la postura danzante.

Di fronte, l’antica chiesa di Sant’Egidio (XV–XVI secolo) è oggi sede del museo del Satiro Danzante. Espone reperti archeologici marini e il celebre Satiro Danzante, una statua in bronzo di epoca ellenistica rinvenuta nel canale di Sicilia, uno dei rari esempi di statuaria bronzea di questo periodo. Il museo espone anche anfore arcaiche, frammenti di elefante in bronzo punico-ellenistico, cannoni medievali ed elementi architettonici classici. Illustra inoltre il contesto delle rotte marittime antiche e degli scambi tra Sicilia e Nord Africa, di cui questi oggetti rappresentano una testimonianza materiale.

Collegio dei Gesuiti

Antico collegio dei Gesuiti, Mazara del Vallo, Sicilia

Antico collegio dei Gesuiti

Il Collegio dei Gesuiti è un complesso monumentale barocco del XVII secolo, costruito a partire dal 1672-75 per l’insegnamento delle discipline umanistiche e della teologia da parte della Compagnia di Gesù. Oggi ospita mostre comunali con opere pittoriche e grafiche, dipinti a olio, oggetti d’arte del fondo Formusa e opere dell’artista mazarese Pietro Consagra.
Comprende sale dedicate a ritrovamenti archeologici, tra cui anfore e vari reperti legati alla storia marittima antica di Mazara.
Il Museo delle Miniature (Museo delle Miniature di Mazara) presenta una collezione unica di modelli dei principali monumenti di Mazara del Vallo. Ogni pezzo è realizzato con grande precisione, spesso utilizzando materiali di recupero, e riproduce fedelmente facciate, dettagli architettonici ed elementi iconografici degli edifici della città. L’esposizione si trova al piano terra del Collegio.

Ex convento carmelitano e Palazzo dei Cavalieri di Malta

Nelle vicinanze, l’ex convento carmelitano, con l’antica chiesa del Carmine, inizialmente dedicata a Maria Santissima Annunziata, fu costruita nel XIV secolo e riconsacrata nel 1795. Dopo la soppressione degli ordini religiosi, il convento divenne sede civica e oggi ospita la sala del consiglio comunale, dove l’architettura barocca e gli elementi originali dialogano con la funzione amministrativa attuale.

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Ex convento e chiesa carmelitana, Mazara del Vallo, Sicilia

Ex convento e chiesa carmelitana

La facciata barocca presenta linee sobrie ma eleganti, testimonianza dell’estetica religiosa siciliana del XVII-XVIII secolo. All’interno, gli elementi strutturali dell’antica chiesa, come volumi e proporzioni, sono valorizzati dagli elementi barocchi originali (arredi liturgici, cornici e dettagli scolpiti).
Gli uffici comunali occupano anche l’antico Palazzo dei Cavalieri di Malta, risalente ai secoli XVI-XVII, ma con elementi archeologici di epoca punica, araba e normanna. Presenta una facciata solenne in pietra del XVI secolo, caratteristica del Rinascimento siciliano. All’interno, alcune sale del piano nobile conservano ancora decorazioni pittoriche e soffitti lavorati.

Altri luoghi ed edifici

Chiesa di San Nicolò Regale

Chiesa normanna di San Nicolò Regale, Mazara del Vallo, Sicilia

San Nicolò Regale

La chiesa di San Nicolò Regale è uno dei più importanti esempi di architettura arabo-normanna in Sicilia, costruita nel 1124 con pianta quadrata, tre absidi e una cupola su tamburo. Trasformata in stile barocco tra il XVII e il XVIII secolo, fu restaurata nelle sue forme originarie negli anni 1980; il suo sottosuolo ha rivelato tracce di mosaici risalenti alla fine dell’epoca romana.
L’interno presenta un piccolo altare centrale circondato da quattro colonne che strutturano lo spazio, oltre a colonnine inserite negli angoli delle absidi. Il pavimento conserva una decorazione di tipo islamico con motivi colorati.

Ricorda altre chiese arabo-normanne della Sicilia come San Cataldo a Palermo, con una semplicità interna sottolineata da forme geometriche e un’armonia dei volumi.

Chiesa di San Francesco

La chiesa di San Francesco ha origini molto antiche: la sua cripta, utilizzata già dal III secolo come catacomba paleocristiana, precede la prima basilica arabo-normanna eretta nel 1093 da Ruggero d’Altavilla.

Nel XIII secolo Angelo Tancredi fondò un convento francescano annesso. Profondamente trasformata nel 1680 in uno stile barocco ricco, fu dotata di un’alta volta a botte e di una ricca decorazione di stucchi e affreschi.
La facciata del XVIII secolo presenta un portale scolpito incorniciato da colonne tortili e sormontato da un medaglione raffigurante san Francesco che riceve le stimmate.
Il convento contiguo, dotato di un chiostro rettangolare, fu successivamente caserma e poi carcere femminile fino al 1970, riaperto al pubblico nel 2019.

Arco normanno Piazza Mokerta

Arco dell'antico castello normanno, Mazara del Vallo, Sicilia

Arco dell’antico castello normanno

In Piazza Mokerta si erge un arco di epoca normanna (Arco Normanno), unico vestigio dell’antico castello normanno fortificato all’inizio del XII secolo dal conte Ruggero d’Altavilla, corrispondente alla porta monumentale del castello costruito, unico elemento superstite di queste fortificazioni, associato al guerriero arabo Mokarta che tentò di riconquistare la città.

Chiesa di San Michele

La chiesa di San Michele fu fondata nel XII secolo da Giorgio d’Antiochia e ricostruita in stile barocco nel XVII secolo. Presenta un’unica navata, un transetto e una cupola emisferica su tamburo, decorata con statue in stucco e affreschi di Tommaso Maria Sciacca.

Chiesa di San Michele, Mazara del Vallo, Sicilia

Chiesa di San Michele

L’esterno presenta una facciata neorinascimentale del 1702 con nicchie che ospitano statue, mentre il monastero annesso conserva un chiostro storico. La chiesa custodisce anche un ciborio del 1532 realizzato da Antonello Gagini e la statua processionale in argento di San Vito, portata ogni anno durante la processione.

Chiesa di Santa Caterina

La chiesa di Santa Caterina è nota per le sue decorazioni interne barocche riccamente policrome.
Fondata nel 1318 e restaurata nel XVII secolo, presenta un portale monumentale e una navata unica ornata da stucchi neoclassici e da un notevole pavimento in maiolica del XVIII secolo. All’interno si trova una statua in marmo di Santa Caterina scolpita da Antonello Gagini nel 1524, oltre ad affreschi della fine del XVIII secolo realizzati da Giuseppe Testa.

Chiesa di San Nicolò di Bari

Chiesa di San Nicolò, Mazara del Vallo, Sicilia

Chiesa di San Nicolò

La chiesa di San Nicolò di Bari, edificata nel 1498 sui resti di un’antica moschea, presenta una facciata esterna con influenze tardo barocche, con un portale architravato sormontato da una nicchia con statua del santo, oltre a un campanile a tre arcate che domina la piccola piazza. La copertura è costituita da una volta a botte con lunette.
All’interno, una piccola cantoria si trova all’ingresso e un’abside semicircolare è preceduta da una balaustra in marmo neoclassico. Il pavimento è in lastre di marmo bicromo e conserva una Madonna della Provvidenza di Gagini.

Chiesa di Santa Veneranda

La chiesa di Santa Veneranda, ricostruita tra la seconda metà del XVII secolo e il XVIII secolo, si distingue per la sua facciata barocca dotata di logge decorative e per l’interno ornato da opere sacre, testimonianza della devozione locale e della presenza di comunità monastiche femminili in città.

Chiesa di San Calcedonio

Chiesa di San Calcedonio, Mazara del Vallo

Chiesa di San Calcedonio

La chiesa di San Calcedonio, spesso chiamata del Purgatorio, fu costruita alla fine del XVII secolo e sorge nella piccola Piazza Immacolata. Modesta nelle dimensioni, l’interno presenta una ricca decorazione di stucchi barocchi, restaurati nel XVIII secolo. Conserva anche tre campane storiche e opere pittoriche attribuite a Tommaso Maria Sciacca, tra cui tele dedicate a San Calcedonio.

Chiesa di San Bartolomeo

Chiesa di San Bartolomeo, Mazara del Vallo

Chiesa di San Bartolomeo

La chiesa di San Bartolomeo, oggi sconsacrata e sede del museo Mirabilia Urbis, è un edificio dei primi del XVII secolo con facciata in tufo sobria, tre navate e cripte sotterranee. Il museo espone oggetti rinvenuti nel sito archeologico di Roccazzo e nel territorio comunale, tra cui ceramiche corinzie e attiche, la tomba dello sciamano con industrie litiche, oltre a reperti del Neolitico e dell’età del Bronzo.

Nostra Signora di Giummare

La chiesa Madonna dell’Alto, conosciuta come Nostra Signora di Giummare, è un edificio di epoca normanna con influenze bizantine, tradizionalmente attribuito al mecenatismo di Giuditta d’Évreux o degli Altavilla, ed è considerato uno dei più antichi luoghi di culto di Mazara.
La facciata conserva ancora elementi dell’architettura normanna primitiva, con un pronao sormontato da archi ogivali o un portale medievale del XIV secolo. All’interno, in nicchie laterali, si conservano resti di antichi affreschi bizantini raffiguranti san Basilio e san Giovanni Crisostomo.

Teatro Garibaldi

Il teatro Garibaldi, inaugurato nel 1848, è uno dei teatri storici della città; spesso utilizzato per rappresentazioni locali e spettacoli popolari, è oggi oggetto di restauri volti a preservarne il valore culturale e architettonico del XIX secolo.

Resti antichi

Resti antichi in città (terme romane) :
Sotto la chiesa di San Nicolò Regale e in altri punti del centro storico sono stati rinvenuti resti di terme e mosaici romani datati tra il III e il V secolo, testimonianza di un’occupazione urbana antica precedente al Medioevo.

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Siti nei dintorni di Mazara

Nei dintorni si trovano anche gli interessanti siti naturali della riserva dei Gorghi Tondi e del lago Preola, oltre alle paludi di Capo Feto e Margi Spanò.

A est, la Riserva Naturale Lago Preola e Gorghi Tondi è un ambiente umido separato dal mare, con piccole depressioni lacustri, zone aride e boschi, dove vive una fauna avicola e cresce una fitta vegetazione palustre tipica degli stagni mediterranei costieri a bassa salinità.

A ovest, le paludi di Capo Feto e Margi Spanò costituiscono anch’esse una zona di grande ricchezza naturale, separate dal mare da un cordone sabbioso e soggette ad allagamenti in inverno. Il sito di Capo Feto è inserito nella rete Natura 2000 per il suo ruolo cruciale per gli uccelli migratori e gli habitat palustri mediterranei.

Il sito archeologico di Roccazzo si trova a 12 km a nord, lungo la strada SP 50, dopo il borgo di Borgata Costiera. Vi sono testimonianze (mediamente visibili) del Neolitico, dell’età del Bronzo e dell’antichità greca, come strutture di grandi capanne e una necropoli.

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Tradizioni, feste e gastronomia a Mazara

Feste e tradizioni

  • Nell’ultima settimana di agosto si celebra il santo patrono della città, la Festa di San Vito, con celebrazioni, processioni, rievocazioni storiche, concerti e fuochi d’artificio.
    Una processione si svolge prima dell’alba, alla luce delle fiaccole, concludendosi con fuochi d’artificio e una processione finale sul mare. È fortemente legata all’identità portuale di Mazara e alla protezione simbolica dei pescatori.
  • La Madonna del Paradiso, Madonna del Paradiso, patrona della città, è celebrata a metà luglio, in relazione alla Cattedrale del Santissimo.
  • Si celebra anche l’Aurora pasquale la mattina della domenica di Pasqua, inserita nella tradizione siciliana delle processioni mattutine che annunciano la Resurrezione.
  • Settimana Santa di Mazara del Vallo : processioni della Settimana Santa, attestate fin dall’età moderna, con confraternite, simulacri e riti penitenziali, appartenenti alla grande tradizione siciliana delle celebrazioni pasquali.

Le feste e le manifestazioni culturali sono numerose a Mazara, con un’estate animata, musicale, teatrale e sportiva.

  • La fiera di San Salvatore si svolge dal 1° al 6 agosto, in relazione alla Cattedrale del Santissimo Salvatore e alle celebrazioni tradizionali estive.
  • In ottobre la Festa della Borgata Costiera riunisce tutte le risorse del territorio: artistiche, culturali e tradizionali, insieme all’enogastronomia locale con degustazioni di prodotti tipici. Valorizza la cultura marittima contemporanea e le comunità di pescatori del litorale, generalmente nella prima metà di ottobre.
  • Festa del Pesce e iniziative legate alla marineria, il più delle volte tra luglio e settembre, a seconda degli anni.
    Manifestazioni gastronomiche e culturali legate alla pesca (degustazioni, dimostrazioni, tradizioni marinare), direttamente connesse al ruolo centrale del porto di Mazara.
  • Eventi interculturali della Casbah
    Feste, concerti e iniziative culturali che valorizzano la coesistenza siciliana e nordafricana (musica, cucina, artigianato), divenute elementi strutturanti della vita culturale contemporanea della città.
    Tra giugno e settembre.

La leggenda
Secondo antiche credenze popolari, alcuni luoghi della città e il fiume Mazaro avrebbero avuto poteri magici capaci di influenzare l’uomo e la natura. Gli arabi chiamavano il Mazaro « Wadi al Wagnum », fiume dello spirito, non trovando alcuna spiegazione al fenomeno delle rapide piene e ritiri delle acque, oggi spiegati da fenomeni idrogeologici e marini, senza relazione con l’attività vulcanica, che fu un’ipotesi.

Produzione e artigianato

Le produzioni artigianali tipiche di Mazara sono legate alle sue attività marittime, tra cui gli strumenti da pesca come reti e nasse. I suoi cantieri navali sono specializzati nella costruzione di scafi in legno e in ferro di medio tonnellaggio.
È ancora uno dei principali porti pescherecci d’Italia, che ha sviluppato già dal XIX secolo una solida tradizione di carpenteria navale e di produzione di attrezzature per la pesca.

Altre produzioni riguardano la lavorazione del ferro, del legno e delle ceramiche artistiche, spesso provenienti da botteghe locali e di tradizione familiare.

Dal punto di vista agricolo, Mazara rientra nel territorio della valle del Belice, dove si producono vino, olio, cereali, frutta e agrumi. Si producono anche pasta e conserve di pesce.

Gastronomia

Il pesce è naturalmente al centro della gastronomia locale, cucinato alla griglia, fritto, al forno, in zuppa o affumicato.
La varietà delle preparazioni riflette l’importanza della pesca d’altura e costiera, con specie come il gambero rosso, il nasello e i piccoli pelagici.

Come in tutti i comuni costieri della Provincia di Trapani, il piatto locale è il couscous, la cui origine risale alla presenza araba medievale, con semola cotta a vapore accompagnata da brodo di pesce. È riconosciuto come patrimonio gastronomico immateriale della Sicilia occidentale.

Per quanto riguarda i dolci, le suore benedettine del monastero di San Michele hanno ideato dei piccoli dolci, i muccunetti, palline di mandorle ripiene di crema di zucca e spolverate di zucchero.

Dove si trova Mazara del Vallo e mappa

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Informazioni

Proposte di visite ed escursioni

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Risorse

Video dell’ufficio turistico del comune

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