La piccola e pittoresca cittadina di Caltabellotta sorge sulla cresta di un alto sperone roccioso a 950 metri di altitudine, dominata da una roccia sormontata dai resti di un castello normanno. Da qui si apre uno dei più bei punti panoramici della regione, sul borgo, la cattedrale e fino alla costa meridionale della Sicilia.

Elementi storici

L’origine di Caltabellotta è antica, identificata da alcuni come Camico, città del leggendario re sicano Kòkalos. Più probabilmente si trattava della città greca di Triokala, dove in epoca romana si rifugiarono schiavi in rivolta guidati da un certo Salvio Trifone durante la seconda guerra servile. Tuttavia, nel 99 a.C., i Romani del console Manio Aquilio li sconfissero.

Vista su Caltabellotta in Sicilia

Caltabellotta

In epoca araba, la città fu chiamata Kal’at al-ballut (Rocca delle querce), all’origine del suo nome attuale. Con l’arrivo del conte Ruggero nel 1090, il castello fu ricostruito. La « Pace di Caltabellotta » fu firmata qui tra Federico d’Aragona e Carlo di Valois il 31 agosto 1302 al termine della guerra del Vespro tra Angioini e Aragonesi, riconoscendo la sovranità aragonese sulla Sicilia, mentre gli Angioini si ritirarono verso Napoli.

Patrimonio di Caltabellotta

La città conserva un patrimonio artistico e storico, in particolare nelle sue chiese. Così, in Piazza Umberto I, la chiesa del Carmine custodisce la Madonna delle Grazie, una statua dei Gagini. Altre chiese si trovano nel centro storico.
Nella parte alta si trova il nucleo più antico, con la cattedrale normanna, e più in alto lo sperone roccioso dominato dai resti del castello normanno. A ovest della città un’altra collina rocciosa ospita l’antico monastero e grotte rupestri.

Cattedrale Santissima Maria Assunta e Rupe Gogàla

Sulle alture della Rupe Gogàla, nella parte più antica della città, quella di Triokala, si erge la bella Cattedrale Matrice Santissima Maria Assunta del XIV secolo, detta anche Matrice. L’edificio integrerebbe i resti di una prima chiesa paleocristiana, e la cattedrale avrebbe sostituito un’antica moschea araba.
La costruzione iniziò nel 1090 con il conte normanno Ruggero d’Altavilla dopo la sua vittoria sui musulmani, trasformando un’antica moschea, che a sua volta aveva sostituito un precedente edificio cristiano.
L’interno presenta una struttura basilicale con tre navate separate da robusti pilastri che sostengono archi ogivali, riflesso di una sintesi tra influenze normanne e medievali.
Tra le opere principali figurano due Madonne col Bambino e una statua di vescovo in marmo, attribuite alla scuola dei Gagini. La cappella della Madonna della Catena fu decorata nel 1590 e si distingue per i suoi stucchi e affreschi, tra cui un ciclo iconografico raffigurante l’Assunzione, i profeti e vari santi.

La Chiesa di San Salvatore, di origine normanna e situata a ovest del Piano della Matrice, faceva parte del primo nucleo fortificato di Caltabellotta. Costruita in pietra grezza con un’unica navata molto sobria, si distingue per il suo carattere arcaico. Un portale chiaramontano, aggiunto in seguito, testimonia trasformazioni medievali successive. L’interno conserva un’antica acquasantiera ottagonale e tre statue processionali utilizzate durante le festività pasquali.

Castello dei Conti Luna e punto panoramico

Una scalinata conduce alle rovine del Castello dei Luna, situato sulla cima del Pizzo Kratas, che raggiunge i 950 metri.
Questo edificio domina i dintorni, offrendo un ampio panorama che si estende sulla valle, sulle montagne siciliane e, nelle giornate limpide, fino al mare.
Si basa su un antico fortino arabo, rimaneggiato nel XII secolo dai Normanni dopo la loro conquista.
Oggi restano solo alcuni muri, fondamenta e un portale, ma la salita lungo la scalinata scavata nella roccia rimane spettacolare.

Monastero di San Pellegrino

Un altro sito notevole si trova a ovest del borgo con il Monastero di San Pellegrino, che si erge sulla collina rocciosa del Monte Kòllega, con due grotte e una chiesa.
Fu costruito all’inizio del XVII secolo sulle rovine di una precedente costruzione normanna, e probabilmente in precedenza su un fortilizio arabo. ), si innalza su un’altura rocciosa che domina il borgo.
La cappella, datata 1721, presenta una facciata barocca tipica della Sicilia, con un rosone ottagonale. All’interno si trovano un simulacro ligneo del santo e una statua in marmo datata 1755, testimonianza della devozione a San Pellegrino.
Sotto l’eremo, due grotte – dette « del santo » e « del drago » – sono legate alla leggenda locale secondo cui l’antico vescovo di Triocala avrebbe ucciso un drago che terrorizzava la regione.
Questo luogo offre anche un bel panorama sulla valle e sul borgo di Caltabellotta.

Altri edifici e chiese

Piazza Umberto I

La Piazza Umberto I è il cuore del centro storico di Caltabellotta, circondata dal municipio e dalla Chiesa del Carmine, crocevia dei vicoli medievali del borgo.

Chiesa di Santa Maria della Pietà (chiesa rupestre)

La Pietà sorge in un punto elevato del borgo, sul versante del Monte Kratas. La chiesa unisce una cavità rupestre antica scavata nella roccia, probabilmente di epoca bizantina o paleocristiana, e un edificio in superficie aggiunto nel XVII secolo, riconoscibile per la facciata semplice con frontone e il piccolo campanile.
All’interno si conservano i resti di un affresco raffigurante San Cono, accostato a un altare forse di origine primitiva. Sotto la chiesa, grotte naturali integrate nel complesso sono talvolta utilizzate per presepi viventi.

Chiesa del Carmine

La Chiesa del Carmine, situata in Piazza Umberto I, risale all’insediamento dei religiosi carmelitani nel XVI secolo. L’edificio presenta una navata unica voltata, un presbiterio leggermente rialzato e un arco trionfale sostenuto da colonne massicce. L’altare maggiore custodisce la statua della Madonna delle Grazie, scolpita da Antonello Gagini nel 1534. La sacrestia conserva antichi paramenti liturgici, un ostensorio in oro e un reliquiario, testimoniando l’importanza storica e cultuale del luogo.

Chiesa dell’Itria (Maria Santissima dell’Itria)

La Chiesa dell’Itria, situata nel cuore del centro storico di Caltabellotta, risale alla fine del XVI / inizio del XVII secolo. Il portale decorato con colonne tortili e capitelli corinzi richiama la devozione alle Anime del Purgatorio. L’interno a navata unica conserva stucchi e dipinti raffiguranti gli apostoli e scene mariane, oltre a diverse cappelle laterali con statue e altari. Rimane un luogo centrale per le celebrazioni locali, in particolare la festa dell’Immacolata.

Palazzo della Signoria — museo civico

Il Palazzo della Signoria ospita le collezioni del Museo Civico di Caltabellotta. Il museo accoglie opere moderne dello scultore locale Salvatore Rizzuti, rinnovando il patrimonio del comune con un apporto artistico contemporaneo.

Lu Pirtusu

«Lu Pirtusu» è un’apertura naturale nella roccia che in passato collegava i versanti nord e sud del borgo, un passaggio vitale per raggiungere le campagne e le fonti d’acqua.

Resti della chiesa di San Francesco di Paola

La chiesa, oggi in rovina, risale all’inizio dell’epoca normanna (fine XI — inizio XII secolo) ed era dedicata alla Madonna della Raccomandata. Il suo portale monumentale è ancora visibile, con arco acuto e colonne con capitelli decorati. L’edificio si trova nella parte alta del centro storico, vicino all’antica fortezza, sottolineandone il ruolo difensivo e religioso. L’interno è crollato, lasciando solo alcuni muri e il portale come testimonianza dell’edificio originario.

Chiesa di Sant’Agostino

La Chiesa di Sant’Agostino, del XIV secolo, si trova ai piedi della Rupe Gogàla e presenta un portale barocco (1742) e un campanile gotico con finestre bifore. La chiesa ha una navata unica affiancata da cappelle laterali decorate con affreschi e conserva la statua della Madonna del Soccorso di Antonello Gagini e un gruppo scultoreo policromo del 1552. Il convento agostiniano annesso, uno dei primi in Sicilia, esisteva fino all’inizio del XX secolo. La facciata e la posizione offrono una vista diretta sul borgo e sul panorama circostante.

Necropoli sicane vicino a Caltabellotta, Sicilia

Necropoli sicane

Necropoli sicane

Nei dintorni si trovano anche necropoli sicane, scavate nelle pareti dei burroni circostanti, risalenti all’età del Bronzo. La collina detta «monte Gulèa» e l’altopiano vicino di San Benedetto corrispondono ai primi insediamenti protostorici sicani.

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Dove si trova Caltabellotta: mappa

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