L’antica città di Noto fu distrutta dal terremoto dell’11 gennaio 1693. Si trovava a circa 12 km a nord dell’attuale Noto, sul Monte Alveria, un sito strategico circondato da gole naturali che offrivano una difesa naturale contro le invasioni.
L’occupazione umana risale all’età del Bronzo Antico (XVIII – XV secolo a.C.), e durante l’antichità, Netum fu una città importante, fondata nel V secolo a.C., probabilmente dai Siculi, prima di diventare una colonia greca sotto il dominio di Siracusa.
Sulla collina si scoprono rovine sparse di monumenti risalenti a diverse epoche, dall’antichità fino al XVII secolo, integrate armoniosamente nella fitta vegetazione mediterranea che ricopre il sito.

Visita di Noto Antica e dintorni

mappa-noto-antica2

Pianta del sito dell’antica Noto sul Monte Alveria

Bisogna prevedere circa due ore abbondanti per visitare con calma i resti di Noto Antica, seguendo un sentiero ad anello di 8 km che permette di scoprire i principali siti archeologici e naturali del parco. Questo sentiero inizia vicino alle rovine del castello e scende verso la valle del Carosello.

L’antica città

Si entra nell’antica Noto dalla Porta della Montagna, porta medievale situata a nord della collina. Subito a sinistra, una grande sala d’armi è integrata nelle fortificazioni, con delle scuderie. Sulla destra si erge il corpo centrale del castello aragonese di origine normanna, la cui torre risale al XV secolo. Nel sottosuolo si trova una catacomba bizantina dei VI e VII secolo con numerose nicchie per urne (Grotta delle Cento Bocche), oltre a una tomba greca antica.

Non lontano si scoprono i resti della chiesa del Santissimo Crocifisso, poi un quartiere scavato nella roccia e la chiesa dell’ospedale San Martino (o Santa Maria di Loreto). Il percorso principale attraversa la collina dove si estendeva l’antico centro storico, con i resti del palazzo Belludia e i ruderi della chiesa dei Gesuiti, fino a raggiungere l’antico cuore della città nella Piazza Maggiore (XVI secolo), dove fu successivamente costruito un altare commemorativo.

Dirigendosi verso est, si trova un ginnasio greco del III secolo a.C., parzialmente costruito nella roccia, identificato grazie a un’iscrizione in onore del re Ierone II di Siracusa, oggi conservata presso il museo archeologico di Noto.

Un sentiero sinuoso conduce a sud-est verso ambienti scavati nella roccia nel III secolo a.C., utilizzati come hérôon, luoghi di culto dedicati agli eroi.
Il percorso centrale conduce verso la punta sud della collina, al santuario di Santa Maria della Provvidenza, con una vista panoramica sui dintorni, costruito nel 1723 al posto di un precedente eremo distrutto durante il terremoto del 1693.

Fuori le mura e valle del Carosello

Nei dintorni si possono fare altre scoperte, come le gole della cava del Carosello ai piedi occidentali del monte, dove furono scavate delle concerie dagli Arabi, con piccoli specchi d’acqua lungo il fiume. Si può raggiungere in particolare tramite un sentiero che scende dalla piazza Maggiore, passando per una conceria.
La valle contava più di 50 antiche concerie e mulini, testimoniando l’attività industriale della regione a partire dal XV secolo.

Dal lato dell’ingresso del sito a nord-est, prima di attraversare il fiume Salitello, si può scendere a piedi (ma non ci sono sentieri dedicati né messi in sicurezza) verso una necropoli sicula (730 – 650 a.C.) le cui tombe sono scavate nella roccia.

Prima di arrivare alla porta della città, ci sono due grotte gestite da una struttura privata (da contattare per la visita): la piccola ipogea della Grotta del Carciofo, rara catacomba ebraica dove è inciso un candelabro a sette bracci, e la grande Grotta delle Cento Bocche, catacomba paleocristiana con le sue nicchie funerarie.

Dintorni di Noto Antica

Nei dintorni, il santuario della Madonna della Scala del Paradiso si trova a circa 3 km, la cui chiesa risale al XVIII secolo, luogo di pellegrinaggio popolare.

Galleria fotografica

Dove si trova Noto Antica: mappa

Travelers' Map is loading...
If you see this after your page is loaded completely, leafletJS files are missing.

Breve storia di Noto Antica

Le prime testimonianze di occupazione del monte Alveria risalgono all’età del Bronzo Antico, ovvero alla cultura di Castelluccio (2200-1450 a.C.), caratterizzata da ceramiche decorate e da strutture architettoniche complesse.
Secondo la tradizione, in un’antica città sicula chiamata Neas, nacque nel V secolo a.C. Ducezio, re dei Siculi, che riunì le tribù del suo popolo per resistere ai Greci. Avrebbe trasferito la città da una collina vicina, la Mendola, al monte Alveria, per rafforzarne la posizione difensiva.
Successivamente, la città fu ellenizzata ed entrò nella sfera di Siracusa, diventandone una colonia sotto Ierone II.

Nel 214 a.C., la città aprì le sue porte al console romano Marco Claudio Marcello, diventando così una città alleata dei Romani. Questi la chiamarono Netum e le lasciarono il proprio senato, memoria incisa sugli edifici con l’iscrizione SPQN (Senatus Populusque Netinus).

Noto fu conquistata dagli Arabi di Khafaja ibn Sufayn nell’864. La città fu fortificata e sviluppata sotto il governo musulmano, con una razionalizzazione dell’agricoltura grazie all’introduzione di nuove tecniche e alla crescita del commercio. Gli Arabi lasciarono inoltre un’impronta culturale duratura, in particolare nell’architettura e nell’urbanistica della città.

Nel 1091 la città fu presa dal conte normanno Ruggero d’Altavilla. Il feudo fu affidato al figlio Giordano, che vi edificò un castello e diverse chiese. Il Castello Reale fu quindi costruito sul sito dell’antica fortezza araba. Il monastero cistercense di Santa Maria dell’Arco fu fondato nel XIII secolo, durante il regno dell’imperatore Federico II di Svevia, rafforzando così l’influenza cristiana nella regione.

Dopo l’arrivo degli Angioini e la resistenza del signore di Noto contro Roberto d’Angiò, gli Aragonesi si stabilirono nella città, come nel resto della Sicilia. Il duca Pietro d’Aragona, fratello del re, fece costruire la grande torre del castello nel 1431. Il XV secolo fu segnato da un fermento intellettuale e artistico, che diede origine a figure influenti. Le mura visibili oggi risalgono al 1542, periodo in cui la città conobbe un rinnovamento architettonico.

Come il resto del sud-est della Sicilia, Noto fu colpita l’11 gennaio 1693 da un violento terremoto, che distrusse in particolare il Val di Noto e causò almeno 1000 vittime in città. Giuseppe Lanza, duca di Camastra, decise di ricostruire la città a 8 km più a valle, sul versante del monte Meti. Ingegneri, architetti, artisti e matematici rinomati parteciparono a questo progetto, dando vita all’eccezionale nuova città di Noto.

Informazioni

Fonti e siti esterni

Articoli: Categoria Noto