Monte Adranone

Monte Adranone, Sambuca di Sicilia

Monte Adranone

Il Monte Adranone raggiunge circa 899 metri di altitudine, a pochi chilometri a nord di Sambuca. Sulle sue pendici si trova il sito archeologico di un’antica città – probabilmente l’Adranon menzionata dallo storico Diodoro Siculo – inizialmente occupata dai Greci e successivamente dai Cartaginesi. I resti risalgono a un periodo compreso tra l’VIII e il III secolo a.C. e testimoniano la lunga storia di questo luogo.
Il sito è accessibile ai visitatori, con vestigia ampiamente visibili ma che richiedono immaginazione e riferimenti per ricostruire l’organizzazione originaria, immerso in una fitta vegetazione mediterranea che talvolta limita la leggibilità di alcuni settori.

Gli scavi condotti a partire dalla fine degli anni Sessanta hanno portato alla luce un insediamento ellenizzato (VII–VI sec. a.C.), con una stratigrafia complessa che mostra le diverse fasi di costruzione e distruzione, comprese le devastazioni inflitte da Roma.

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Hemilitron in bronzo, lira a sette corde

Il sito è organizzato su terrazze ed era difeso da possenti mura, con una ricca necropoli (in particolare la celebre Tomba della Regina), quartieri abitativi, aree artigianali e santuari distribuiti su più livelli.

Il perimetro della città fortificata superava i 6 km e in alcuni tratti le mura raggiungevano i 6 metri di altezza. Oltre alla necropoli principale, sono state individuate tombe “a cassa” (sepolture in sarcofago di pietra), alcune con urne cinerarie e ceramica attica a figure rosse. Il sito ospitava inoltre, sull’acropoli sommitale, un’area sacra con un tempio di tradizione punica (probabilmente dedicato a divinità della triade cartaginese, come Baal-Hammon e Tanit), nonché un recinto religioso (temenos) attorno a un santuario e strutture legate all’artigianato, allo stoccaggio e all’agricoltura.

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Sito archeologico di Monte Adranone

L’acropoli domina il sito archeologico di Monte Adranone, con i resti di un grande santuario punico tripartito; i muri e le fondazioni sono ancora visibili, ma l’edificio è in gran parte in rovina, con solo le basi delle murature e delle strutture interne parzialmente conservate.
Si conservano tratti della lunga cinta muraria, comprese torri e i resti delle porte Nord e Sud. La necropoli a sud presenta tombe a camera ipogee e sepolture in blocchi di marna, dove la « Tomba della Regina » è ancora riconoscibile con la sua struttura interna intatta ma priva del corredo originario. Ai piedi dell’acropoli, diversi santuari, tra cui uno dedicato a Demetra e Kore, conservano fondazioni, altari e alcuni resti di piattaforme rituali. La « fattoria » del IV sec. a.C., vasto complesso artigianale e agricolo, è parzialmente conservata: muri, ambienti e alcune installazioni (torchi, piattaforme di lavoro) sono ancora visibili, sebbene molto degradati. L’abitato urbano rivela case, botteghe, cisterne e strade terrazzate, con fondazioni e porzioni murarie conservate, ma le elevazioni sono completamente crollate. Strutture votive punico-ellenistiche, come betili e altari, sono parzialmente visibili.

Dove si trova il Monte Adranone: mappa

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Monte Genuardo

Il Monte Genuardo si eleva a 1.180 metri di altitudine ed è una delle cime più alte dei Monti Sicani. Il suo territorio si estende su un ampio massiccio dai paesaggi vari, tra vallate boscose, affioramenti rocciosi calcarei e antiche formazioni geologiche.
Dal punto di vista geologico, il Monte Genuardo poggia su rocce residuo di attività vulcanica risalenti a circa 135 milioni di anni fa (Giurassico-Cretaceo) ed è un’area di grande interesse per lo studio delle trasformazioni geologiche della Sicilia.

Il sito è protetto all’interno della Riserva naturale orientata Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco, istituita nel 1997, con una superficie di circa 2500 ettari. Comprende non solo il Monte Genuardo, ma anche le aree boscate di Santa Maria del Bosco e Bosco del Pomo, interessando i territori dei comuni di Sambuca di Sicilia, Contessa Entellina e Giuliana.
L’area forestale è composta principalmente da lecci e altre specie di querce, oltre a eriche, aceri campestri e arbusti.
La riserva offre un ricco patrimonio naturalistico: mammiferi come la martora, la donnola, il ghiro e il cinghiale. L’avifauna è varia, comprendendo tra gli altri il picchio rosso maggiore, lo sparviere, il falco lodolaio e altri rapaci e uccelli forestali.

La rete sentieristica della riserva comprende, ad esempio, il “Sentiero Monte Genuardo”, il “Sentiero 1” attraverso il bosco, il “Sentiero del Laghetto” attorno a un piccolo lago artificiale e altri percorsi, con panorami notevoli.

Abbazia di Santa Maria del Bosco

abbazia di santa maria del bosco, Sicilia

Santa-Maria del Bosco

Sui versanti nord-est della riserva boscata si trova l’Abbazia di Santa Maria del Bosco, antica abbazia trasformata in relais/hotel (visitabile su prenotazione anticipata), immersa nel cuore della foresta.
In origine era un priorato benedettino fondato nel XIII secolo, occupato da membri dell’ordine olivetano. Il monastero fu costruito all’inizio del XVII secolo. Si sviluppa attorno a due splendidi chiostri, uno di epoca rinascimentale, l’altro di stile più barocco, con una fontana in marmo bianco del XVIII secolo. La grande sala del refettorio conserva un affresco del 1609 raffigurante la moltiplicazione dei pani e dei pesci. La chiesa, di grande pregio, fu distrutta per tre quarti durante il terremoto del 1968.

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