Naro

Nell’entroterra di Licata, Naro è un comune con un bellissimo patrimonio ereditato da una lunga storia.
Del Medioevo e del periodo arabo rimangono una delle sette porte della città, la moschea trasformata in cattedrale normanna al termine dello sperone roccioso, l’antico quartiere ebraico e l’imponente fortezza del castello Chiaramonte (XIII -XIV) che si trova nella parte superiore della città. All’interno di quest’ultima, sono esposte invenzioni di Leonardo da Vinci, divise e una collezione di abiti di nobili donne della città del XIX secolo.

Tra il patrimonio religioso, la Chiesa Madre conserva diverse opere d’arte come una statua della Madona della Catena, un Crocifisso o un’Annunciazione di Domenico Provenzani. La Chiesa Santa Caterina è il monumento più emblematico dello stile gotico chiaramontano, che conserva una cripta, statue e resti di affreschi medievali.

Naro, castello Chiaramonte

Naro, castello Chiaramonte

La chiesa benedettina del Santissimo Salvatore della fine del XIV secolo è stata successivamente ristrutturata con una facciata barocca originale, in parte di ispirazione spagnola. Conserva affreschi di Domenico Provenzani.
Capolavoro del barocco di Naro è senza dubbio la Chiesa di San Francesco, di un ex convento francescano fondato nel XIII secolo, con la facciata decorata da affreschi del Provenzani, statue e stucchi. Due dipinti all’ingresso rappresentano La buona morte e La cattiva morte.
Una monumentale scalinata di 209 gradini collega il Duomo a Via Dante, realizzata nel XVIII secolo.
In piazza Padre Favara, la settecentesca Chiesa di Sant’Agostino custodisce preziose opere artistiche.
La Chiesa di San Calogero, patrono di Naro, fu fondata nel XVI secolo nel luogo in cui visse da eremita.

Il quattrocentesco Palazzo Malfitano ospita una mostra permanente dedicata alla grafica. La seicentesca Biblioteca Feliciana si trova nell’ex convento francescano, oggi sede del comune di Naro, con rari manoscritti e incunaboli, tra cui un codice in pergamena del XII secolo.

A due chilometri da Naro, Castellaccio è il sito di un’antica fortezza costruita dai Sicani nel XIII secolo a.C. Ci sono resti di bastioni ciclopici, scale e un’antica torre.
A sud-est di Naro, nella Serra di Furore, si trovano tombe scavate nella roccia che si ritiene risalgano a popoli dell’età del bronzo. E nel quartiere di Canale, le catacombe paleocristiane furono utilizzate tra il IV e il VI secolo d.C.

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Palma di Montechiaro

Palma di Montechiaro, Chiesa Madre

Chiesa Madre

Situata a 25 km ad est di Agrigento, Palma di Montechiaro è la città di cui Giuseppe Tomasi di Lampedusa fu duca, celebre come autore del Gattopardo, adattato per il cinema da Luchino Visconti.
L’insediamento della regione ha origini molto antiche, con la presenza di tombe sicane del XIII secolo a.C.
Nel XIV secolo fu edificato il Castello Chiaramonte e l’attuale paese fu fondato il 3 maggio 1637 dai fratelli della famiglia Tomasi di Lampedusa.

Sul colle del Calvario ad ovest della città, con il suo panorama sulla costa e sulla vallata, sorgono le rovine della Chiesa di Santa Maria della Luce, a cui si accede con un’analoga scalinata con una via crucis, voluta simile a quella di Gerusalemme che conduce dal palazzo di Pilato al Golgota. Dal XVII secolo in poi, i pellegrini ci venerarono una copia della Sindone (oggi custodita nel Collegio di Maria).
A pochi chilometri da Palma, vicino alla costa, puoi scoprire il bello Castello Chiaramontano, eretto nel XIV secolo. Alla foce del fiume Palma, vicino al porto turistico, fu edificato nel XVII secolo un forte, di cui resta la Torre San Carlo.
La seicentesca chiesa Madre è l’edificio emblematico della città, in stile barocco, edificata nel XVII secolo, che domina un grande scalone monumentale. Conserva al suo interno notevoli opere d’arte.
Il Palazzo Ducale fu costruito nel seicentesco monastero benedettino, acquisito dal Comune. Mentre l’esterno è di aspetto austero, l’interno è rifinito con soffitti a cassettoni in legno dipinto.
Il monastero benedettino è un bellissimo edificio della metà del XVII secolo, preceduto da un’originale scala semicircolare.
Tra gli altri siti della città, la Chiesa del Collegio di Maria (XVIII secolo) espone una copia della Sindone; la Chiesa del Purgatorio (1646) ha un artistico portale barocco; il barocco seicentesco palazzo Scolopi ospita anche la Chiesa della Sacra Famiglia (XVIII sec.).

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Campobello di Licata

Campobello di Licata fu fondato come borgo feudale nel 1681 dal barone Raimondo Ramondetta. Negli ultimi decenni la città è stata segnata da opere d’arte, in particolare grazie all’artista italo-argentino Silvio Benedetto, con opere originali in piazze, parchi, fontane, sculture, dipinti murali e soprattutto la Valle delle Pietre Dipinte. Questo parco, chiamato Valle della Divina Commedia è attraversato da un sentiero attrezzato da 110 blocchi in travertino dipinti che ricordano episodi della Divina Commedia di Dante.
Nel centro storico sono presenti diversi palazzi, chiese, e la fontana del Canale del 1650.

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Ravanusa

Ravanusa ha una storia di tre millenni, con grotte protostoriche e il Monte Saraceno occupato da una città greca dal VII al IV secolo a.C., forse quella di Kakyron.
C’era una presenza araba prima dell’insediamento dei Normanni nel 1086.
Gli edifici principali della città sono la chiesa del convento, la più bella del paese, con dipinti che ricordano l’assedio della fortezza araba da parte dei Normanni; poi la chiesa Madre in stile barocco fondata dal duca di Montalbano Giacomo Bonanno nel 1622.
Il Museo Archeologico Salvatore Lauricella conserva reperti trovati nel territorio circostante.
È anche possibile visitare il sito archeologico di Monte Saraceno a sud-est del paese.

Informazioni

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