Scicli è una affascinante piccola città della provincia di Ragusa, nel sud-est della Sicilia, sicuramente una delle più belle e suggestive della regione. È iscritta al patrimonio UNESCO tra le città del tardo barocco della Val di Noto.
Scicli, una città ricca di fascino
L’agglomerato di Scicli conta circa 25.000 abitanti, con un centro storico dominato da tre colline: San Matteo, Rosario e Croce, situato allo sbocco di tre valli, chiamate Cave. Queste ultime, le cui pareti sono costellate di antiche cave e grotte, sono le strette cava di Santa Maria La Nova e cava di San Bartolomeo, e la più ampia cava di Modica.
Dopo il terremoto del 1693, che distrusse quasi completamente il tessuto urbano antico, la città fu ricostruita nello stile barocco tardivo tipico della regione. Ereditato da quell’epoca, il suo centro storico è caratterizzato da facciate in pietra dorata, con strade e monumenti eleganti.
Sul piano economico, l’agricoltura resta fondamentale: coltivazioni in serra di pomodori e fiori, agrumi, oltre a un artigianato locale (in particolare telai in alluminio).
Scicli gode inoltre di una crescente visibilità grazie alla serie televisiva Commissario Montalbano, con diversi luoghi del centro utilizzati come set, tra cui il municipio che ha rappresentato il commissariato.
Cosa vedere prima di tutto a Scicli
- Passeggiata lungo Via Francesco Mormino Penna : questa arteria pedonale, nel cuore storico della città, è considerata una delle più belle della Sicilia. Rivela una successione di palazzi aristocratici del XVIII secolo e chiese barocche in pietra dorata.
- Palazzo Beneventano : un capolavoro del barocco siciliano; i suoi balconi decorati con teste moresche e maschere grottesche sono particolarmente notevoli.
- La collina della Croce, con l’antico convento di Santa Maria della Croce. È un luogo notevole, sia per la vista sia per l’interessante sito religioso trasformato in museo.
- La collina di San Matteo : offre un bel panorama sulla città e conserva i resti dell’antico castello, oltre alla cattedrale il cui sito testimonia l’antico insediamento dell’abitato.
- Piazza Italia con i suoi palazzi : è un’ampia piazza del centro storico, circondata da edifici di rilievo come la Chiesa Madre, il Palazzo Mormina-Penna o il Palazzo Fava.
- La Piazza Busacca : la piazza principale di Scicli.
- Le grotte della Cava San Bartolomeo (Chiafura) : un luogo singolare dove la roccia è stata scavata e abitata fino alla metà del XX secolo; offre uno sguardo originale sull’habitat trogloditico siciliano.
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Cenni storici
Nel territorio attuale di Scicli sono stati rinvenuti resti dell’età del rame, in particolare nella « Grotta Maggiore », e alcune grotte della zona furono abitate fino al XX secolo.
Tra il VII e il X secolo, l’area fu sotto influenza bizantina. Successivamente, con la dominazione araba, la città conobbe un notevole sviluppo agricolo e commerciale.
Il ricordo dell’espulsione degli arabi da parte dei normanni è inciso a Scicli con la commemorazione annuale di una battaglia leggendaria del 1091, detta della Madonna delle Milizie. Si narra che la Vergine Maria, a cavallo di un cavallo bianco, abbia sostenuto i Normanni contro i Saraceni; una piccola chiesa è stata eretta nel luogo presunto dello scontro.
Come nel resto della Sicilia, si susseguirono le dominazioni normanna, sveva, angioina e poi aragonese. Sotto questi ultimi, Scicli fu integrata nella Contea di Modica dal 1535 al 1754, vivendo un periodo di prosperità.
Il terremoto del 1693 distrusse quasi completamente il tessuto urbano. La ricostruzione avvenne nei decenni successivi nello stile barocco tardo distintivo della regione.
Nel 1860, la città fu integrata nel nuovo Regno d’Italia, segnando la fine del suo status feudale.
Feste e tradizioni a Scicli
La vita culturale di Scicli è strettamente legata alle sue tradizioni religiose e ai prodotti del territorio.
La città e le sue frazioni celebrano durante tutto l’anno numerosi eventi popolari e gastronomici.
- La Festa delle Milizie (fine maggio) : commemora la battaglia leggendaria del 1091, quando la Vergine Maria sarebbe intervenuta per aiutare i Normanni contro i Saraceni. Questa rievocazione storica, rappresentata in Piazza Municipio, riunisce figuranti in costume, cavalli e scenografie pirotecniche. È la festa più identitaria di Scicli.
- La Cavalcata di San Giuseppe : spettacolare processione celebrata intorno al 19 marzo; i cavalieri sfilano su cavalli adornati con tappeti e ghirlande di fiori, un sapere tramandato da generazioni.
- Il Carnevale di Scicli : molto antico, caratterizzato da sfilate di carri, musica e maschere, in particolare nei quartieri di Santa Maria La Nova e San Bartolomeo.
- Taranta Sicily Fest (agosto) : festival di musica e danza popolare del sud Italia.
- Feste gastronomiche locali :
- Sagra della Seppia (Donalucata, marzo) : dedicata alla seppia, simbolo della costa sciclitana.
- Festa del Pomodoro a Grappolo (Sampieri, 1° maggio) : celebrazione del principale prodotto agricolo del litorale.
Tradizione culinaria e agricola di Scicli
La tradizione culinaria di Scicli si basa su un territorio che unisce agricoltura in serra, agrumeti, coltivazioni orticole e pesca costiera, favorendo la nascita di piatti dalla forte identità locale.
Prodotti tipici
- Il fagiolo cosaruciaru di Scicli : questo legume locale è riconosciuto come Presidio Slow Food ed è valorizzato nella cucina della città.
- Il formaggio Caciocavallo Ragusano DOP : molto presente nelle preparazioni salate della provincia di Ragusa, a cui appartiene Scicli.
- Il « pomodoro salato » locale e altri prodotti della serra : pomodori, fiori e agrumi fanno parte integrante della gastronomia di Scicli.
Ricette emblematiche
- Cucciddatu Scaniatu : sorta di ciambella di pane preparata tradizionalmente a Scicli, a base di pane raffermo, strutto, formaggio ragusano grattugiato e pepe, poi farcita con ricotta e salsiccia.
- Teste di Turco : grandi frittelle tipiche di Scicli, la cui forma ricorda un turbante; tradizionalmente farcite con ricotta di pecora e cioccolato, con varianti moderne.
- Pastizzu ri ciurietti : una « scaccia » rotonda, tipica della vigilia di Natale a Scicli, farcita con broccoli (ciurietti), pangrattato tostato, olio d’oliva e pomodori secchi.
- Arancino di Shalari : versione locale dell’arancino (a base di riso fritto), dalla forma curata con la caratteristica punta.
- Dolci e influenze culturali. La pasticceria di Scicli conserva tracce di influenze arabe, normanne e siciliane : semi di sesamo, miele, mandorle e vaniglia sono ingredienti ricorrenti, come nella cubbaita di sesamo e miele o nel « biancomangiare » alle mandorle, un budino a base di latte di mandorla e cannella.
Dove si trova Scicli e mappa turistica
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Informazioni
Siti esterni
- Pagina Wikipedia : fr.wikipedia.org/wiki/Scicli
- Pagina del comune : www.comune.scicli.rg.it
- Siti turistici : www.visitvigata.com/cosa-vedere-a-scicli, www.siciliapreziosa.it/guida-turistica/cosa-vedere-scicli-monumenti-posti-da-visitare
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È francamente la mia città preferita del Val di Noto, davanti a Ragusa o a Modica. È meno scoscesa e più vivibile, anche più piccola. Ne conservo un’ottima impressione generale.