La piccola città di Noto, nel sud-est della Sicilia, è « una delle perle siciliane dell’architettura barocca » o un « teatro barocco » a cielo aperto. Fu infatti interamente ricostruita dopo il terribile terremoto dell’11 gennaio 1693 che devastò tutta la regione. Il risultato fu una vera opera d’arte a cielo aperto, delle dimensioni di una città.
Insieme ad altre sette città del Val di Noto che conobbero le ricostruzioni del XVIII secolo, è iscritta dal 2002 al patrimonio mondiale dell’UNESCO come Città tardo barocche della Val di Noto.

Se molte di queste città furono gravemente danneggiate, Noto fu completamente rasa al suolo. Fu l’architetto Giuseppe Lanza, duca di Camastra, a farsi carico della ricostruzione di una nuova città, a una decina di chilometri dal vecchio insediamento, sul versante del monte Meti.
Molti artisti contribuirono a quest’opera come Paolo Labisi, Vincenzo Sinatra o Rosario Gagliardi. Insieme concepirono una trama urbana a terrazze, con ampie arterie e prospettive in pendenza, che sfruttano il rilievo naturale per creare effetti visivi spettacolari.
Il cantiere di ricostruzione, rapido e coordinato, permise di ideare un nuovo piano urbano adattato all’epoca e alle tecniche del barocco tardo.

Il piano urbano di Noto sorprende per la sua precisione, con le sue grandi strade parallele, lungo l’asse principale del Corso Vittorio Emanuele. L’insieme architettonico è notevole. È una delle più belle espressioni di questa architettura barocca, grazie alla maestosità dei palazzi, all’armonia delle sue piazze, ai giochi di prospettiva, alla pietra locale color miele, alle facciate ricche di stucchi e sculture e alle ampie scalinate.

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Da scoprire prima di tutto a Noto

  • Il Duomo di Noto (Cattedrale di San Nicolò): situato in cima a un’ampia scalinata, costituisce il punto di riferimento visivo dell’asse principale nord-sud e simboleggia la ricostruzione barocca della città.
  • Il Palazzo Ducezio (municipio), con la sua facciata notevole e la loggia, rappresenta la dimensione civica e barocca della città.
  • Il corridoio urbano del Corso Vittorio Emanuele: dalla Piazza Immacolata fino alla Porta Reale, questo percorso offre una successione di piazze, chiese e palazzi allineati.
  • I panorami sulla valle e sulla costa: dal belvedere del monte Meti o dalle scalinate del Duomo si abbraccia la pianura agricola e gli agrumeti che prolungano il paesaggio urbano. Il panorama sul duomo è particolarmente suggestivo dall’alto del convento di Santa Chiara.

Proposte di visita

Tradizioni e gastronomia

Durante la festa annuale dell’Infiorata, la primavera viene accolta a metà maggio (la terza domenica) da migliaia di visitatori, quando scene religiose o di altro tipo vengono disegnate nelle strade e nei cortili interni, temporaneamente decorati con petali di fiori. Durante l’evento si tengono rappresentazioni teatrali e concerti. Questa festa si inserisce nella tradizione siciliana dei tappeti floreali.

Per quanto riguarda la gastronomia a Noto, si può citare la pasticceria tipicamente siciliana, con i cannoli e la cassata, oltre ai gelati e alle granite. Il vino Moscato, le mandorle e le arance sono anch’essi specialità locali. Si può inoltre assaggiare la « mandorla di Noto » sotto forma di dolce gelato e degustare gli oli d’oliva locali, profumati e fruttati.

Dove si trova Noto: mappa

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