Contessa Entellina
La città di Contessa Entellina sarebbe il più antico insediamento albanese in Sicilia, risalente intorno al 1450, i cui abitanti hanno conservato un’identità linguistica e religiosa ortodossa, come in diversi altri centri della regione. Gli albanesi si stabilirono qui durante la fuga dai Balcani davanti all’avanzata ottomana e la città fu fondata ufficialmente intorno al 1520 con la redazione dei “capitoli” della comunità.
La comunità appartiene al gruppo degli Arbëreshë, la cui lingua e le cui tradizioni derivano dall’albanese medievale e sono oggi tutelate in Italia.
Nel centro turistico, il principale monumento è la chiesa Santa Annunziata e San Nicolò di Mira, di rito bizantino, con un modello architettonico orientale (icone, mosaici, paramenti sacri, ecc.), completata nel 1520 dai primi esuli albanesi. Ospita una delle più antiche confraternite di rito greco in Sicilia, ancora attiva, nonché un insieme di icone post-bizantine raramente conservate nel loro contesto originario.
Tra gli altri edifici notevoli, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie della Favara (XVI secolo) ha anch’essa conservato alcuni usi arbëreshë, custodendo una statua della Madonna della Favara, affreschi e un organo del XIX secolo.
L’antiquarium di Entella conserva i reperti provenienti dalla vicina città antica della Rocca di Entella. Presenta ricostruzioni di sepolture ellenistiche, elementi epigrafici con iscrizioni greche che menzionano decreti civici, unici per l’area elima, nonché una serie di ceramiche importate da officine greche e puniche.
Si possono inoltre scoprire i dintorni di Contessa, con l’abbazia di Santa Maria del Bosco (XIII secolo), a pochi chilometri a sud-est, un antico complesso monastico cistercense, parzialmente in rovina dopo il terremoto del Belìce, situato in una zona boschiva protetta (oggi convertita in struttura ricettiva per turisti). Le rovine del castello di Calatamauro si trovano a 4 km a ovest di Contessa, una fortificazione medievale probabilmente di origine bizantina.
Il sito archeologico di Entella, a 13 km a nord-ovest, fu una città antica di origine elima, occupata in modo continuativo dall’età del Bronzo fino al Medioevo. Si trova nel parco della grotta di Entella (poco più a nord-ovest), vicino al lago artificiale Lago Garcia.
Rocca di Entella
Entella era un’importante città elima, sviluppatasi a partire dal XIII secolo a.C., con un’occupazione attestata fin dal Bronzo recente e finale nella parte sud-est dell’altopiano.
Coinvolta nelle guerre tra i Greci e Cartagine, fu in particolare abitata da mercenari campani alla fine del V secolo a.C. Questo gruppo, noto come “Campani di Entella”, è menzionato nei decreti incisi sulle celebri Tavole di Entella, iscrizioni greche rinvenute sul sito.
Sotto il controllo dei Cartaginesi, fu conquistata da Timoleonte nel 342 a.C. (stratega inviato da Corinto per ristabilire l’oligarchia a Siracusa e in Sicilia). Fu in parte abbandonata in epoca romana, all’inizio dell’impero, per poi essere nuovamente occupata nel Medioevo, in particolare dai musulmani. Fu definitivamente abbandonata nel 1246 durante la repressione di Federico II contro le comunità musulmane della Sicilia occidentale, di cui Entella costituiva un importante bastione.
Restano numerosi reperti di diverse epoche, tra cui una necropoli extraurbana dei secoli V-III a.C., dove sono state trovate tracce del culto di Demetra e Kore. I depositi includono kernoi, busti femminili e protomi in terracotta caratteristiche della religiosità rurale siceliota.
All’interno della città, i resti risalgono all’età del bronzo, ai periodi arcaico ed ellenistico, all’età imperiale romana e poi al Medioevo, fino all’abbandono definitivo nel 1246.
Sono stati identificati diversi quartieri domestici ellenistici, con case a pianta regolare e cisterne scavate nel substrato.
Sul margine meridionale dell’altopiano si trovano i resti di un palazzo medievale fortificato (XII–XIII secolo), le cui strutture richiamano quelle dell’Africa settentrionale, con elementi comparabili ai qasr maghrebini, caratterizzati da moduli quadrangolari e torri semicircolari.
Sul lato nord si trovano resti di mura (originariamente lunghe 2800 metri), la porta nord-ovest e la strada, nonché la via nord-est che conduceva all’agorà. Le fortificazioni presentano un’alternanza di cortine e torri quadrangolari attribuite alle fasi avanzate cartaginesi del IV secolo a.C.
Nella valle orientale si osservano imponenti resti di edifici pubblici: tempio, altare (V secolo a.C.), granaio (IV secolo a.C.), probabilmente un vasto horreum civico legato alla gestione centralizzata delle derrate in epoca cartaginese.
Il punto più alto della Rocca conserva i resti del castello medievale, con una grande cisterna voltata alimentata dalle terrazze superiori.
La Rocca di Entella comprende anche una necropoli, tracce di abitazioni arcaiche e un’area protetta che include grotte e una zona carsica, nei pressi del lago artificiale Lago Garcia, che ha restituito tracce di occupazione preistorica e antichi percorsi pastorali. Queste grotte hanno restituito resti faunistici e litici del Neolitico antico, testimoniando frequentazioni molto precedenti allo sviluppo elimo.
Castello di Calatamauro
5 km a ovest di Contessa Entellina, questo castello si erge sulla sommità di uno sperone roccioso. Risale al medioevo bizantino, rimaneggiato dagli arabi e dagli aragonesi, citato come castello di Qal’at Mawru nel XII secolo, e che era già abbandonato nel XVI secolo.
Sono rimasti pochi resti di questa antica fortezza, tra cui parti di mura, resti di una torre, della cinta muraria e di una grande cisterna.
Il suo accesso è limitato, essendo su una proprietà privata parzialmente recintata.
Dove si trova la Rocca di Entella: mappa
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Informazioni
Fonti e siti esterni
- Contessa Entellina : comune.contessaentellina.pa.it, it.wikipedia.org
- Abbazia di Santa Maria del Bosco : it.wikipedia.org
- Entella : it.wikipedia.org
- Grotta di Entella : retemusealebelicina.it
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