Altri borghi notevoli dei Monti Sicani.
Chiusa Sclafani
Chiusa Sclafani è un borgo di origine medievale, arroccato a circa 658 m di altitudine, che prende il nome da Matteo Sclafani, nobile tra XIII e XIV secolo che sviluppò il castello medievale.
L’architettura del centro conserva chiese storiche: la Chiesa Madre (San Nicola di Bari), ricostruita tra il 1772 e il 1816, di struttura neoclassica, ospita opere notevoli tra XVII e XIX secolo. Presenta una grande cupola centrale, con all’interno volte decorate da stucchi policromi, e opere rilevanti tra cui un trittico del XVII secolo, una tela del 1617 del «Volto Santo», oltre a una statua in marmo della Madonna col Bambino della scuola gaginesca.
La Chiesa di Santa Maria Assunta, fondata all’inizio del XV secolo, presenta una facciata barocca del XVII secolo. L’interno è dedicato alla Sacra Famiglia con tre tele (tra cui l’Assunzione della Vergine e scene della Passione) e un soffitto decorato con un affresco.
La Chiesa di San Sebastiano fu edificata tra il 1623 e il 1627 per volontà della famiglia Colonna. Dietro un esterno semplice si cela un ricco interno barocco, con la navata decorata da numerosi stucchi, medaglioni e intarsi attribuiti alla cosiddetta scuola «serpottiana». L’opera centrale sul soffitto rappresenta il Giudizio Universale, mentre l’altare maggiore accoglie una statua lignea di San Sebastiano.
Tra gli altri edifici importanti figurano il complesso monumentale della Badia, antico monastero benedettino fondato nel Medioevo e rimaneggiato più volte tra XVI e XVIII secolo; alcuni palazzi nobiliari come Palazzo Bonfiglio; resti del castello del XIV secolo integrati in edifici successivi.
Il territorio comprende siti naturali rilevanti come le Gole del Sosio, all’interno della riserva naturale della Valle del Sosio.
Tra le feste tradizionali, la Sagra delle Ciliegie si svolge a giugno ed è dedicata alla varietà locale detta cappuccia. L’economia e la vita sociale restano strettamente legate all’agricoltura: cereali, ulivi, frutteti.
Fonti e siti esterni
- Wikipedia – Chiusa Sclafani (italiano): pagina enciclopedica sul borgo.
- Sito ufficiale del Comune di Chiusa Sclafani – sito istituzionale comunale con sezioni dedicate al patrimonio.
- Visit Sicily – Chiusa Sclafani – scheda turistica del portale ufficiale della Regione Sicilia
Bivona
Bivona è un piccolo centro urbano rurale con circa 4.000 abitanti e una lunga storia che include tracce medievali, normanne e aragonesi, come importante città feudale tra il XIII e il XVI secolo.
Conserva edifici notevoli come la Chiesa Madre Mater Salvatoris, costruita alla fine del XVI secolo e rimaneggiata in stile barocco nel XVIII secolo, con opere d’arte provenienti da chiese più antiche. Nelle vicinanze si trovano i resti del castello medievale, tra cui un bastione. Il Palazzo Marchese Greco è un esempio locale di barocco siciliano del XVIII secolo, riconoscibile per la pietra scolpita e i balconi decorati.
La Casa museo Carmelo Cammarata ospita opere dello scultore bivonese del XX secolo.
Bivona è inoltre legata all’agricoltura, in particolare alla pesca di Bivona IGP (una pesca bianca), prodotto a indicazione geografica che rientra in una tradizione agricola locale ancora viva.
La Sagra della Pesca Bivona IGP è una festa estiva che si svolge all’inizio di agosto a Bivona, dedicata alla varietà locale di pesca, con un percorso di stand degustativi, espositori agricoli e artigianali, oltre ad animazioni musicali e spettacoli folkloristici, ecc.
Fonti e siti esterni
- Bivona – Italia.it (sito ufficiale del turismo italiano) – Presentazione turistica del borgo di Bivona, la sua storia, il paesaggio e le tradizioni.
- Bivona – Indettaglio.it (guida turistica dettagliata in inglese) – Informazioni sui principali siti turistici
- Bivona – Visit Sicily (piattaforma turistica ufficiale della Sicilia) – Descrizione del borgo, attrazioni, tradizioni e consigli di visita.
Castronovo di Sicilia
Castronovo di Sicilia, con circa 2700 abitanti nel 2025, è un borgo di origine molto antica, con tracce di presenza umana risalenti all’epoca dei Sicani e all’antichità greco-romana. Il suo nome deriva probabilmente da un castello (attestato nel XII secolo) di origine bizantina e araba che dominava la regione.
Ruggero d’Altavilla vi espulse i musulmani nel 1077 e nel 1391 vi si tenne uno dei primi Parlamenti del Regno di Sicilia.
Il centro storico conserva un tessuto antico e suggestivo di vicoli e piazze attorno a monumenti religiosi e civili storici. Tra gli edifici significativi figurano la Chiesa Madre della Santissima Trinità, il cui interno ospita opere dal XVI al XVIII secolo e sculture in marmo della famiglia Gagini, oltre alla Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, notevole per architettura e arredi.
Sullo sperone che domina il borgo, la collina di San Vitale, si trovano i resti di una chiesa dedicata a Santa Rosalia, alla Madonna del Rosario o a San Pietro, nonché i resti di fortificazioni arabe e normanne.
Diverse fontane storiche sono alimentate da sorgenti naturali sfruttate sin dall’antichità: la Fonte Regio, costruita nel 1567 e decorata con maschere; la Fonte Rabato, abbeveratoio di origine antica restaurato nel 1531 e nel XX secolo; oppure la circolare Fonte Kassar, alimentata dalla sorgente Kassar.
A 5 chilometri, resti preistorici sono attestati nelle grotte di Capelvenere e in altre.
A ovest, il Lago Fanaco è un lago artificiale prosciugato dal 2024.
Un importante evento culturale è il Castrum Food Fest, che valorizza la gastronomia e i prodotti del territorio ogni autunno.
Fonti e siti esterni
- it.wikipedia.org/wiki/Castronovo_di_Sicilia – Pagina Wikipedia (italiano) sul borgo.
- www.comune.castronovodisicilia.pa.it – Sito ufficiale del comune di Castronovo di Sicilia.
- www.visitsicily.info/it/evento-new/castrum-food-fest/ – Articolo della guida Visit Sicily sul Castrum Food Fest.
- www.borgoracconta.it/it/citta/castronovo-di-sicilia/ – Pagina Borgo Racconta
Santo Stefano Quisquina
Santo Stefano Quisquina è un borgo dell’entroterra siciliano, situato a circa 732 m di altitudine nella valle del Magazzolo, nel cuore dei Monti Sicani.
La sua storia è documentata fin dal Medioevo con origini feudali, successivamente sotto i Sinibaldi, i Larcan e i Ventimiglia.
La spiritualità locale è legata a Santa Rosalia, che avrebbe vissuto come eremita nella grotta della Quisquina, tra circa il 1150 e il 1162, periodo durante il quale visse in isolamento nella preghiera prima di raggiungere il Monte Pellegrino vicino a Palermo.
Attorno alla grotta fu costruito un eremo (Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina), dopo la riscoperta del sito e dopo che il passaggio della Santa fu attestato (solo nel 1624) con un’epigrafe attribuita a Rosalia. Una prima cappella fu allora edificata, poi nel XVIII secolo il complesso monastico oggi esistente.
Il borgo conserva diversi edifici religiosi e civili di interesse: la Chiesa Madre – Santuario di San Giacinto Giordano Ansalone, l’Oratorio di San Francesco de Sales e altre chiese, oltre alla fontana barocca di Piazza Castello e palazzi storici.
L’economia locale si basa sull’allevamento estensivo, sull’agricoltura e sulle tradizioni artigianali (legno, ferro, alluminio). Non lontano, il Lago Magazzolo è un importante bacino artificiale.
A pochi chilometri, il monastero basiliano di Melia (Monastero basiliano di Melia) è di origine bizantina, fondato tra l’XI e il XII secolo in epoca normanna. Il sito conserva resti architettonici (muri, strutture di culto e di vita monastica), nonostante uno stato di rovina avanzato.
Fonti e siti esterni
- Wikipedia – Santo Stefano Quisquina (IT) : voce enciclopedica
- Visit Sicani – Santo Stefano Quisquina (IT) : portale turistico regionale
- visitsantostefanoquisquina.it : portale turistico locale
- Comune di Santo Stefano Quisquina – Itinerarium Rosaliae (IT) : pagina ufficiale dedicata ai percorsi culturali e religiosi e alla storia di Santa Rosalia.
- Eremo Grotta di Santa Rosalia – livingagrigento.it : eremo di Santa Rosalia
Ribera
Scendendo verso la costa da Burgio, si raggiunge dopo circa 20 chilometri Ribera, con ai suoi piedi a sud la necropoli di Anguilla dell’età del bronzo e a ovest del paese le suggestive rovine del castello normanno di Poggiodiana.
Probabilmente di origine bizantina, Ribera fu fondata nel 1630 e si sviluppò notevolmente alla fine del XIX secolo. Fu la città natale nel 1818 di Francesco Crispi, celebre uomo di Stato italiano.
Il suo territorio possiede una notevole ricchezza agricola, tra cui le sue arance di qualità certificata.
Il patrimonio conserva diverse chiese, come quella del Purgatorio (decorata con stucchi) e Maria Santissima Immacolata, fondata nel XVIII secolo.
Verso la costa si attraversano agrumeti, boschi e coltivazioni fino a raggiungere la foce del fiume Platani, tutelata da una riserva naturale, dove predominano macchia mediterranea, pini ed eucalipti, percorribili tramite alcuni sentieri che conducono fino al mare.
A sud di Ribera, la necropoli di Anguilla, risalente all’età del bronzo, presenta tombe scavate, uniche nel loro genere nella Sicilia occidentale, con camere precedute da un corridoio (dromos).
A circa 3 chilometri a ovest del paese, su uno sperone roccioso, si trovano le suggestive rovine del castello normanno di Poggiodiana, costruito nel XII secolo, con la sua torre merlata che domina la valle.
La costa circostante è notevole (vedi la costa da Siculiana a Seccagrande), con spiagge di piccoli ciottoli, tra cui quella di Seccagrande, località balneare frequentata e apprezzata anche per la pesca subacquea.
Fonti e siti esterni
- Siti turistici : livingagrigento.it, www.distrettoturisticoselinuntino.it
- Pagina Wikipedia : it.wikipedia.org
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