Alla sommità del Monte Iato (852 metri), il sito archeologico dell’antica città di Laitas (o Laetia) occupa una posizione notevole che domina la valle dello Iato, nel territorio comunale di San Cipirello.

L’area urbana occupava circa 40 ettari, protetta su tre lati da pareti scoscese e da una cinta muraria sul lato sud-est, probabilmente costruita all’inizio del III secolo a.C.
I resti appartengono principalmente al periodo greco. L’occupazione principale è compresa tra il VI e il III secolo a.C., con fasi ellenistiche ben documentate; sono attestati anche livelli indigeni precedenti e rioccupazioni medievali.

Panorama dalla cima del Monte Iato, Sicilia

Panorama dalla cima del Monte Iato

Rimane poco della città medievale che fu l’ultimo rifugio delle popolazioni musulmane, probabilmente costruita riutilizzando elementi della città antica.

Parco archeologico di Laitas

Zona orientale

L’accesso alla zona archeologica avviene dal lato orientale (seguendo il percorso dal museo) tramite una salita di circa un chilometro.
La zona orientale di Iato comprende i resti di una torre e delle antiche mura di epoca greca; una lunga strada lastricata, di cui restano alcuni tratti, attraversava la città da est a ovest.
Il settore orientale risale alla fine del IV secolo a.C., con i resti di due grandi abitazioni con cortile interno circondato da colonne.

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Agorà

Agorà di Laitas, Monte Iato, Sicilia

Lato sud dell’Agorà

L’agorà, la piazza pubblica, comprende diversi edifici pubblici e templi ed era circondata da portici, dove in epoca imperiale furono installate abitazioni.
A ovest si trovano, su un podio, i resti di un tempio romano-italico dedicato a Giove della fine dell’epoca repubblicana, e a sud-ovest un santuario punico e un piccolo tempio di epoca classica.
Un boulè, dove si riunivano i notabili, si trova a nord, con cortile e pavimentazione a mosaico bianco semicircolare. A ovest si trova un altro edificio più recente di forma quadrata, una sala del consiglio più ampia (bouleuterion), forse di epoca romana, con nove gradini semicircolari.
Sei gradini vicino al portico conducevano a un piccolo tempio di epoca romana, forse dedicato a Giove.
A ovest del sito archeologico si trovano i resti della città antica, preceduti da una vasta cisterna ancora visibile.

Teatro

Teatro greco di Laitas, Sicilia

Teatro greco di Laitas

A nord-ovest dell’agorà, al di sotto della cima della montagna, il teatro di Iaitas risale al IV secolo a.C., aveva una capacità di circa 4500 persone e una scena la cui facciata era ornata da quattro statue legate al culto di Dioniso (menadi e satiri atlanti), oggi conservate all’Antiquarium.
Era dunque uno dei più grandi teatri della Sicilia, di cui resta solo una piccola parte, essendo stato utilizzato come cava di pietra nel Medioevo.
La cavea, addossata al pendio, misurava 68 metri di larghezza e, con 35 file di gradini suddivise in tre settori, conserva solo le tre inferiori (la proedria), riservate a magistrati e notabili.
La scena fu più volte rimaneggiata.

Quartiere occidentale

Casa a peristilio, Laitas, Sicilia

Casa a peristilio

Si raggiungono quindi le mura di fondazione della zona più antica individuata. Qui si trovava anche il Tempio di Afrodite, costruito nel VI secolo e rinnovato nel IV secolo a.C. Non aveva colonnato; la sua attribuzione è dedotta unicamente da un’iscrizione incisa su un frammento di coppa rinvenuto sul posto.
Nelle vicinanze si trovano due importanti case a peristilio, tra le più rilevanti dimore aristocratiche di grande qualità. Erano a due piani, organizzate attorno a un cortile interno pavimentato, circondato da due ordini di colonne (dorico al piano inferiore, ionico al piano superiore), con spazi distinti per uomini e donne, un bagno con acqua calda, ecc. Sulla soglia si legge un’iscrizione greca: «Salute… ora te ne andrai felice».

Antiquarium del parco archeologico

Sculture della scena del teatro, museo antiquarium di Laitas, Sicilia

Sculture della scena del teatro

Ai piedi del sito archeologico, l’Antiquarium del Monte Iato, museo comunale, conserva i reperti del sito archeologico, oltre a fotografie, disegni e ricostruzioni.
Vi sono conservate quattro statue in calcare che si trovavano sulla scena del teatro, alte due metri e con le braccia sollevate per sostenere un architrave: due menadi (donne con corona di edera sul capo) e satiri (uomini con orecchie equine). Si trovano anche due leoni accovacciati che decoravano la base della cavea, ecc.
Alcuni oggetti provengono dal tempio di Afrodite, mentre il resto comprende vasi votivi, ceramiche, capitelli, coppe, anfore e anche ceramiche medievali.

Galleria della visita

Dove si trova Laitas e mappa

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Storia di Laitas

Mentre i dintorni erano occupati fin dal Neolitico, le testimonianze di un primo villaggio risalgono all’VIII secolo a.C., probabilmente molto più antico e abitato dagli Elimi.
Si trova lungo una delle vie, la meno accidentata, che collegavano Panormos (Palermo) a Selinunte.

L’archeologia ha restituito ceramiche greche a partire dal VI secolo a.C., oltre all’introduzione del culto di Afrodite. È soprattutto tra il VI e il IV secolo a.C. che la città conobbe i suoi principali sviluppi, con la costruzione di templi, dell’agorà e di quartieri residenziali. Vi furono successivi interventi in epoca ellenistica e la realizzazione del teatro alla fine dell’età ellenistica.

Di cultura punica e più o meno soggetta a Cartagine nel IV secolo a.C., come gran parte della Sicilia occidentale, Diodoro riferisce che fu attaccata da Pirro I intorno al 275 a.C., per poi consegnarsi ai Romani durante la prima guerra punica (264-241 a.C.).
Si sa che in seguito fu occupata dagli Arabi, ma che sotto Federico II di Svevia (dopo l’occupazione normanna) la città si ribellò, durante il conflitto tra il nuovo regime svevo e le popolazioni musulmane della Sicilia. Federico II la distrusse e deportò gli abitanti a Lucera, in Puglia, negli anni 1222–1223.

Informazioni

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