Le necropoli rupestri di Pantalica formano un sito unico nel suo genere, con migliaia di tombe scavate nelle pareti di un canyon in piena natura, tra le valli dell’Anapo e del Calcinara, molte delle quali risalgono a più di 3000 anni fa.
Il sito, inserito nella lista del patrimonio UNESCO, è incluso nella Riserva naturale di Pantalica, Valle dell’Anapo e Cava Grande. La sua scoperta è un’ottima occasione per unire passeggiata, cultura e natura.
I centri di accesso a Pantalica sono soprattutto Sortino (il più vicino, accesso nord) e Ferla (accesso ovest)
Panoramica storica di Pantalica
L’uomo è presente qui da quasi 70.000 anni, e furono popolazioni autoctone, precedenti ai Siculi, a iniziare l’incredibile tradizione funeraria del sito. Fu durante la tarda età del bronzo, tra il XIII e l’VIII secolo a.C., che il sito conobbe il suo massimo sviluppo.
Le tombe, generalmente di forma ellittica o rettangolare, erano spesso accompagnate da oggetti personali come ceramiche e armi in bronzo, rinvenuti durante gli scavi condotti dall’archeologo Paolo Orsi tra il 1895 e il 1910. I reperti scoperti, risalenti al Paleolitico e al Neolitico, sono conservati al Museo archeologico Paolo Orsi di Siracusa.
Nel VI secolo a.C., la popolazione di Pantalica sembra essere stata assimilata dai Greci. Tuttavia, il sito conobbe una nuova occupazione nel Medioevo, nel VI secolo d.C., durante il periodo bizantino. Questa rioccupazione è probabilmente legata alle invasioni barbariche e arabe che spinsero le popolazioni a rifugiarsi in luoghi difficilmente accessibili. Restano testimonianze di questo periodo, come abitazioni rupestri e oratori scavati nella roccia.
Le diverse necropoli di Pantalica
La parte principale del sito si trova su un altopiano circondato da canyon scavati dai due fiumi Anapo e Calcinara.
Le 5000 tombe scavate nella roccia, per la maggior parte dai Siculi, sono distribuite in diverse aree, ciascuna corrispondente a un’epoca, dalle più antiche del XII secolo a.C. fino all’VIII secolo a.C.
Il sito archeologico è diviso in cinque principali necropoli:
- La necropoli sud-occidentale o di Filiporto, con quasi mille tombe sulle pareti e nella valle dell’Anapo, risalenti all’ultima fase della città (IX-VIII secolo a.C.).
- La necropoli nord-occidentale, una delle più antiche (XII-XI secolo a.C.).
- La necropoli di Cavetta del IX-VIII secolo a.C., con le sue abitazioni bizantine.
- La necropoli settentrionale, la più vasta e una delle più antiche (XII-XI secolo a.C.).
- La necropoli meridionale del IX-VIII secolo a.C.
- La necropoli di San Martino (a circa 1 km dall’uscita di Ferla) è una delle più interessanti, con tombe preistoriche e catacombe bizantine (IV-V secolo e XI-XIII secolo), alcune delle quali conservano tracce di affreschi.
Visita del sito di Pantalica
Ci sono due accessi principali al sito: da Sortino sul lato nord e da Ferla sul lato ovest. È possibile parcheggiare più vicino alle gole nel primo caso, mentre il secondo offre una navetta gratuita (nel 2025) e panorami più spettacolari.
Percorso ad anello A1
L’Itinerario A1 descritto è lungo quasi 10 km e richiede dalle 4 alle 6 ore per essere percorso. La partenza (punto verde) si trova all’ingresso ovest (provenendo da Ferla). In corrispondenza della curva rossa (e poco più a est di essa) si trova un bel punto panoramico sulla necropoli nord-occidentale e sul canyon.
Naturalmente può essere percorso anche nel senso inverso, con partenza dall’ingresso est. Una variante è proposta nella sezione seguente (A2).
Arrivando da questo ingresso, si raggiunge prima la Sella di Filiporto con i resti di fortificazioni di un’antica città, da cui si diramano diversi sentieri.
Si può eventualmente fare solo un andata e ritorno per raggiungere più avanti, proseguendo lungo la strada, uno splendido punto panoramico (a circa 300 metri).
Vicino all’ingresso di Filiporto, si trova un fossato risalente al IX-VIII secolo a.C., e tracce di mura bizantine.
Il sentiero T2 scende dirigendosi verso la Necropoli di Filiporto, con splendide viste sulle gole, poi raggiunge un antico villaggio bizantino, abitazioni rupestri che comprendono il piccolo oratorio bizantino San Micidiario con le sue tracce di affreschi e iscrizioni.
Il sentiero costeggia il pendio e la necropoli sud, prima di risalire verso l’altopiano dell’Anaktoron. Prima di salire, si può proseguire fino alla chiesa di San Nicolicchio (VII sec.), dove si trovava anche un piccolo villaggio bizantino.
Arrivati sull’altopiano, un sito identificato come acropoli, in posizione dominante, è l’unico luogo con i resti di un edificio in pietra, chiamato «palazzo del principe» o Anaktoron, del XII-XI secolo a.C., che con i suoi blocchi megalitici richiama un’influenza micenea.
Si può poi raggiungere:
- prendere a sinistra verso ovest per tornare all’ingresso, passando da splendide viste verso nord e sulla necropoli nord-occidentale: indicatore rosso)
- proseguire lungo la strada verso est per raggiungere la necropoli di Cavetta tramite la strada.
Proseguendo il percorso, in fondo alla strada, prendere poi all’incrocio il sentiero a sinistra che scende nella gola di Calcinara, passando per l’Oratorio del Crocifisso, con splendide viste sul canyon e sulla necropoli nord, la più densa e antica del sito.
Una volta attraversato il torrente con il T4, si può proseguire verso sinistra ma dopo uno o due chilometri il sentiero si perde nella vegetazione e diventa difficile.
Verso destra, il T1 costeggia l’altro lato della gola e risale, passando vicino alla Grotta dei Pipistrelli, con splendide viste sulla necropoli nord. Questo sentiero raggiunge l’ingresso opposto (vicino a Sortino).
Superato l’ingresso, un sentiero scende verso destra fino al fiume Anapo. Un guado permette l’attraversamento. Poi si può seguire l’antica ferrovia (convertita in percorso pedonale), passando attraverso una galleria (si consiglia una torcia).
Si può poi risalire tramite uno dei sentieri per tornare all’inizio del percorso e quindi al punto di arrivo.
Rientrati all’ingresso, percorrere 300 o 400 metri a destra lungo la strada per raggiungere uno dei più bei punti panoramici sulla necropoli, se non ne avete già approfittato.
Itinerario ad anello A2
Itinerario A2 : variante dell’itinerario A1, con partenza dall’ingresso di Sortino, di circa 10 km, da 4 a 6 ore.
Mappa del parco di Pantalica e della Valle dell’Anapo
Galleria

Vista sul canyon di Calcinara 
Necropoli nord-occidentale 
Necropoli nord-occidentale 
Necropoli nord-occidentale 
Lato nord 
Lato nord 
Lato nord 
Lato nord 
Lato nord 
Torrente Calcinara, lato nord 
Lato nord, salita verso Cavetta 
Torrente Calcinara, lato nord e nord-ovest 
Torrente Calcinara, lato nord e nord-ovest 
Lato nord, salita verso Cavetta 
Lato nord, salita verso Cavetta 
Necropoli della Cavetta 
Verso la necropoli di Cavetta 
Verso la necropoli di Cavetta 
Discesa da Cavetta verso il fiume Anapo 
Fiume Anapo 
Fiume Anapo 
Fiume Anapo 
Fiume Anapo 
Anaktoron 
Anaktoron 
San Nicolicchio 
San Nicolicchio 
Verso San Nicolicchio, lato sud 
Verso San Nicolicchio, lato sud 
Verso San Micidiario, lato sud 
Verso San Micidiario, lato sud 
San Micidiario, lato sud 
Verso San Nicolicchio, lato sud
Dove si trovano le necropoli di Pantalica
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Sortino
Situata nella provincia di Siracusa, a circa 430 m di altitudine sui Monti Iblei, Sortino domina la valle dell’Anapo, nei pressi del sito archeologico di Pantalica. Il borgo conserva un centro storico ricostruito dopo il terremoto del 1693, caratterizzato da un’architettura barocca tipica della Sicilia sud-orientale. La sua economia si basa sull’agricoltura, in particolare sulla produzione del miele, e sull’artigianato locale. Sortino conta diverse chiese e palazzi del XVII e XVIII secolo, testimonianza della sua storia religiosa e civile. Il comune costituisce inoltre un punto di accesso alla riserva naturale di Pantalica, Anapo e Cavagrande.
Informazioni
Necropoli di Pantalica
96010 Sortino, Provincia di Siracusa
Idee di escursioni e visite
Fonti e siti esterni
- Pagina Wikipedia : it.wikipedia.org
- Siti dedicati e blog : www.pantalica.org, www.italiaparchi.it
- Mappe del sito : www.pantalica.org/piantap, sentieri e topografia
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