Il Tempio di Vulcano occupa l’estremità occidentale dello sperone roccioso che forma la Valle dei Templi di Agrigento, sul crinale al di fuori dell’agglomerato moderno. Risale all’epoca classica, intorno al 430 a.C., con una pianta periptera di ordine dorico, esastila, 6 × 13.

Presentazione e aspetto storico

Si accede al Tempio di Vulcano a piedi, tramite il sentiero che scende dal margine nord del santuario delle divinità ctonie fino alla Kolymbetra, per poi risalire la collina fino alla linea ferroviaria (dismessa). È possibile accedere anche in auto dalla SS 115, seguendo poi una pista sterrata che passa sotto il ponte ferroviario.

Tempio di Vulcano, Valle dei Templi di Agrigento

Tempio di Vulcano

Il tempio è stato costruito sui resti di un sacello arcaico, incorporato nelle fondazioni, di cui sono stati rinvenuti elementi decorativi in terracotta. Rimangono solo porzioni del crepidoma e alcune colonne.
Il tempio è di tipo periptero, di ordine dorico, esastilo, con tredici colonne sui lati lunghi.
Della parte elevata resta poco, con due porzioni del crepidoma a quattro gradini e due colonne. All’interno si distingue la cella con pronao e opistodomo.
Alcuni elementi mostrano influenze ioniche, come la cornice ornata da ovoli e dentelli, oppure i fusti delle colonne con scanalature a facce.

Il nome «Tempio di Vulcano» è un’attribuzione convenzionale basata su un antico testo latino che menziona un luogo chiamato «Collis Vulcanius» nei pressi di Akragas, e non su prove archeologiche o epigrafiche. L’origine reale del culto praticato in questo tempio rimane sconosciuta

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Dove si trova il Tempio di Vulcano ad Agrigento

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