Presso il Museo archeologico di Agrigento si trovano diverse aree di resti, tra cui l’agorà superiore e l’Ekklesiasterion da un lato, e il vasto quartiere ellenistico dall’altro.

Quartiere ellenistico-romano

Questo ampio settore abitativo rappresenta la documentazione più significativa della storia urbanistica dell’antica Akragas.
L’insieme dei resti monumentali visibili si riferisce all’epoca tardo-ellenistica e romana, ma sondaggi profondi hanno rivelato che il piano e il tracciato urbano risalgono già al VI secolo a.C., tra la metà e la fine del secolo.

Quartiere ellenistico ad Agrigento

Quartiere ellenistico-romano

La città di questo settore presentava una rete urbana regolare, con quattro vie Nord–Sud, ciascuna larga circa 5 m, tra cui il Cardo I che conduce anche alla collina dei templi. Queste vie si collegavano, a nord, a una grande strada Est–Ovest (plateia di epoca greca, riutilizzata come decumano romano) larga circa 11 m, probabilmente il decumanus maximus. Oggi è visibile una parte della pavimentazione romana in terracotta.
L’urbanizzazione è disposta su terrazze, le cui strade ortogonali delimitano blocchi rettangolari (le insulae), larghi circa 35 m e lunghi 280 m. Tre di questi isolati sono attualmente visibili, nei quali sono state identificate venti abitazioni. Essi sono suddivisi longitudinalmente e talvolta trasversalmente da un passaggio stretto che serviva anche per lo smaltimento e il drenaggio delle acque.

Le abitazioni di tradizione ellenistica sono varie, costruite in blocchi di arkose squadrati. Durante il periodo romano, in particolare tra il I e il IV secolo, il quartiere subì importanti trasformazioni senza tuttavia modificare il suo impianto generale.
Al I secolo a.C. risalgono case di stile ellenistico con peristilio, costruite su abitazioni precedenti.
Tra il II e il III secolo d.C. si assiste a una riorganizzazione generale, in cui la tipologia dominante diventa quella della casa con cortile centrale e portico.
Intonaci dipinti decoravano le pareti delle case. I pavimenti variavano a seconda delle epoche, con rivestimenti semplici in opus signinum alla fine dell’età repubblicana e in epoca augustea. Nei primi secoli dell’Impero compaiono eleganti tappeti musivi, a motivi geometrici monocromi, e successivamente, tra il II e il III secolo, mosaici policromi figurativi con rappresentazioni zoomorfe e fitomorfe.
Tra queste abitazioni si possono citare la «Casa del peristilio» sul Cardo I; la «Casa delle quattro stagioni» con una stanza decorata da un mosaico geometrico a medaglioni raffiguranti le quattro stagioni; la «Casa della gazzella» sul Cardo II; la «Casa delle Afrodite»; la «Casa del Maestro astratto», la più ricca dell’intero quartiere, con un atrio dotato di pozzo centrale pavimentato in terracotta.

Poggio di San Nicola e agorà superiore

Sul versante nord-orientale di questo settore urbano si eleva il poggio di San Nicola, che nell’antichità era destinato a uso sacro e a edifici pubblici insieme all’agorà superiore.

L’Ekklesiasterion

Ekklesiasterion, agorà, Agrigento

Ekklesiasterion

L’Ekklesiasterion – il comitium dell’epoca romana – occupa il versante sud del poggio. Fu edificato tra il IV e il III secolo a.C. Oggi si conserva la cavea semicircolare, di diametro massimo di 48 m, che poteva accogliere fino a 3.000 persone. È stata scavata nella roccia, con 19 ordini di gradini concentrici.
Non resta alcuna traccia della piattaforma destinata all’oratore: essa fu distrutta in epoca romano-imperiale durante la costruzione di una casa a peristilio.

Oratorio di Falaride

Oratorio di Falaride, Agrigento

Oratorio di Falaride

Tra il II e il I secolo a.C., dopo l’abbandono e il riempimento della cavea dell’Ekklesiasterion, fu eretto un piccolo tempio, seguito da un edificio con altare; si tratta di una costruzione di tipo romano su podio, preceduta da una scalinata.
L’edificio comprende una cella costruita in blocchi isodomi, preceduta da un pronao con quattro colonne ioniche (oggi perdute).
Designato impropriamente « Oratorio di Falaride », non presenta alcuna dedicazione nota. Durante la trasformazione medievale legata all’istituzione di un monastero cistercense, l’edificio fu dotato di una volta a botte e di una finestra.

Agorà e Bouleuterion

Bouleuterion, agorà superiore, Agrigento

Bouleuterion, agorà superiore

L’area a nord del poggio di San Nicola costituisce un altro importante settore a destinazione sacra e pubblica.
Resti frammentari di un edificio di epoca tardo-arcaica sono stati individuati su una terrazza artificiale. Dopo la distruzione del 406 a.C., questo edificio sopravvisse come piccolo naiskos.
Nel IV secolo a.C., la terrazza fu rialzata mediante un imponente riempimento, inglobando gli edifici precedenti e le loro fondazioni, sostenuto da possenti muri di contenimento, dei quali restano blocchi fino a oltre 3 m di altezza.

L’edificio del Bouleuterion fu costruito sulla terrazza sul lato sud. È datato alla fine del IV o al III secolo a.C. Si trattava della sede di riunione della boulè (il consiglio cittadino).
In origine era coperto e di pianta rettangolare, con gradinate di sei file disposte a semicerchio. Restano due semicolonne addossate al muro curvo e i resti di un portico all’esterno.
Fu modificato e convertito nel III secolo d.C. in un odeon a cielo aperto, di cui rimane un mosaico policromo sul pavimento dell’orchestra.
In età augustea, un tempio di tipo romano, di cui resta il podio, fu costruito all’interno di un’ampia area porticata.
Nel Medioevo, il sito fu integrato nel monastero cistercense fondato sul poggio e in parte riutilizzato come necropoli dai monaci.

A nord dell’agorà si osservano i resti di un tempio romano.

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Dove si trova il quartiere ellenistico di Agrigento

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